di Francesco  Grazioli

Alla voce biofilia, l’Enciclopedia Treccani riporta “amore per la vita, tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”. La stessa parola viene scelta dai ricercatori del Center for Natural Material Innovation dell’università di Cambridge per descrivere il progetto della Oakwood Tower, come a suggerire che il legno, con cui sarà interamente realizzato il grattacielo, porterà con sé un valore aggiuntivo intrinseco nella sua stessa natura, da ricercare nel contatto e nell’esperienza quotidiana del materiale, prima ancora che dai vantaggi dati sul piano architettonico e costruttivo.

Oakwood Tower e St. Paul Cathedral

La Oakwood Tower a confronto con la vicina St. Paul Cathedral. Fonte: urbannext.net

Probabilmente allo stesso concetto pensava Michael Green, architetto canadese, mentre, in un TedEx del 2013, raccontava di come avesse visto delle persone abbracciare le colonne di un suo edificio realizzato in legno. Green spiega poi come abbia ricondotto questo comportamento all’unicità di questo materiale, di cui, “come per i fiocchi di neve”, non potranno mai essercene due pezzi uguali nel mondo.

Dal 2013 ad oggi abbiamo visto propagarsi a ritmo costante progetti di appartamenti, uffici, musei e stazioni interamente o in buona parte realizzati con questo materiale, così sono sorti progetti come la Terrace House di Shigheru Ban a Vancouver o la torre Hoho a Vienna. Oggi, l’ulteriore abbattimento dei costi e le maggiori garanzie sul piano progettuale, date da processi di fabbricazione più avanzati e imprese più preparate, spingono però la progettazione di edifici in legno ben oltre i limiti francamente immaginabili solo sette anni fa.

Proprio da queste premesse nasce il progetto della Oakwood Tower, attraverso la collaborazione dello studio londinese PLP Architecture, SmithandWallwork Engineers e il centro di ricerca della Cambridge University. Se portato a termine, il progetto sarebbe destinato a rivoluzionare lo skyline di Londra, stagliandosi per 300 m a poca distanza dalla corona di torri della City e a nord dello Shard di Renzo Piano, che attualmente detiene il primato di edificio più alto del continente con soli 10m più del nuovo progetto.

Il contesto è chiaramente dei più competitivi, ma gli 80 piani fuori-terra della Oakwood Tower porterebbero con sé una forza di novità senza precedenti nella storia dei grattacieli. Proprio come quella che l’ha preceduta, questa rivoluzione inizierebbe da un materiale, forse il più insospettabile a cui si potrebbe pensare.

skyline Londra Oakwood Tower

Un render della Oakwood Tower che spicca nello skyline londinese. Fonte: urbannext.net

Ciò che rende così unico il progetto della torre londinese, rispetto a tutti gli esperimenti conseguiti fino ad ora, è lo sforzo speso dallo studio PLP per sviluppare un linguaggio estetico e una serie di soluzioni tecnologiche ad hoc per l’utilizzo del legno. Questa ricerca ha portato, forse per la prima volta, a mettere davvero in discussione il paradigma, ormai standardizzato, di grattacielo moderno.

I grattacieli del futuro saranno quindi in legno? O si tratta soltanto di un progetto innovativo ma isolato? Solo il tempo fornirà la risposta ai nostri quesiti.

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