Il Palazzo dell’Esposizione Internazionale del Lavoro è una delle più stupefacenti opere architettoniche e strutturali realizzate dall’ingegner Pier Luigi Nervi, con la collaborazione degli architetti Gio Ponti e Gino Covre. Fu inaugurato nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia che si sono tenute a Torino. Per l’occasione nacque un intero quartiere alle porte della città, ancora oggi identificato con il nome Italia 61, dove sorsero numerosi padiglioni per esposizioni ed eventi, e fu costruita una monorotaia che collegava i due poli del quartiere.

Parco Italia 61. Immagine da MuseoTorino.it

Il Palazzo del Lavoro all’epoca delle celebrazioni di Italia 61. Foto di Paolo Monti, 1961

Nervi vinse il concorso per la realizzazione di un importante edificio destinato a un’esposizione dedicata al mito del lavoro, con un progetto che si distingueva per innovazione tecnologica e per complessità, ma anche per le sue forme:  una pianta quadrata di 156 metri di lato sulla quale 16 pilastri in cemento armato partono a croce greca, assumono man mano forma cilindrica e sorreggono una copertura altrettanto semplice e complessa allo stesso tempo. Essa è composta da quadrati di 36 metri per 36 metri sorretti ognuno da una raggiera di travi d’acciaio che si dipana dal pilastro. Si tratta di singoli elementi strutturali indipendenti l’uno dall’altro: 16 “alberi” connessi fra di loro da semplici lucernari ortogonali che illuminano dall’alto il grande spazio.

Una parete in vetro con una galleria corre lungo tutto il perimetro dell’edificio, sorretta da una esostruttura in acciaio a vele e protetta dall’irraggiamento con un sistema di brise soleil sulle facciate est, sud e ovest.

La facciata vetrata e schermata del Palazzo del Lavoro. © Mauro Fontana

Spazio interno del Palazzo del Lavoro, durante l’evento Open House Torino del 10-11 giugno 2017. © Mauro Fontana

Spazio interno del Palazzo del Lavoro, durante l’evento Open House Torino del 10-11 giugno 2017. © Mauro Fontana

Particolare della struttura a raggiera della copertura del Palazzo del Lavoro di Nervi. © Mauro Fontana

Questo edificio ancora oggi evoca l’effetto magico di una foresta e monumentale di un tempio, l’esaltazione della struttura che definisce le forme compositive, e un pezzo di storia notevole per il nostro Paese: l’esposizione, curata poi da Gio Ponti, ospitò i più grandi nomi del design italiano: Ettore Sottsass, Marco Zanuso, Lucio Fontana, Bruno Munari.

Allestimento degli interni dell’edificio progettato dall’architetto Gio Ponti. Foto di Paolo Monti, 1961.

Allestimento sui trasporti nel Palazzo del Lavoro durante l’Expo 61. Foto di Paolo Monti, 1961.

Dopo l’evento, si faticò a trovare una nuova funzione al fabbricato, a causa dell’enorme spazio centrale difficile da utilizzare per il problema del controllo climatico, e pressoché impossibile da ridisegnare mantenendo inalterata la spettacolarità delle strutture.

Anni di riadattamenti approssimativi, di incuria e infine l’abbandono non sono riusciti a compromettere l’edificio, che è tornato accessibile per due giorni in occasione di Open House Torino.

Da anni discute del futuro di questo incredibile edificio, ora di proprietà privata. Recentemente è stata individuata una nuova destinazione d’uso con il Comune di Torino. Si prevede che il maestoso Palazzo del Lavoro venga trasformato in un centro commerciale con un ampio spazio espositivo dedicato alla storia della tecnica, un accordo che potrebbe sembrare un compromesso di scambio, e che ha fatto storcere il naso a molti.

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