di Yuri Marinelli

Una casa dal design innovativo, realizzata dallo studio di architettura svedese OOAK Architects, per una coppia di surfisti che finalmente ha trovato il luogo perfetto dove poter vivere a pieno la loro passione sulle onde di Afiarti.

La Patio House dal volume cubico e semplice, poggia parte delle sue fondamenta sulla viva pietra della scogliera sfruttando i due altopiani naturali per creare patii e spazi aggettanti, sospesi sul paesaggio, come fossero in equilibrio.

Si crea così il contrasto tra l’artificio e la natura ma allo stesso tempo una visibile armonia con l’ambiente circostante, resa possibile dalla scelta materica.
La pelle dell’edificio è in cemento armato a faccia vista, riducendo al minimo la percezione visiva esterna e aumentando il contrasto con l’interno morbido e leggero, in riferimento all’architettura mediterranea tradizionale di Karpathos.

La perfetta simbiosi è stata raggiunta grazie anche al pieno controllo degli spazi, i quali sono stati divisi in ambienti chiusi e aperti generando così un’ottima fruibilità e permeabilità dello spazio.

L’accesso alla casa è predisposto da un cortile centrale aperto intorno al quale si distribuiscono gli ambienti interni composti da una zona giorno con ampie finestre e spazi aperti, tre camere da letto e due bagni. Dal salto di quota del sito è stata ricavata un’ala superiore indipendente per gli ospiti.

Patio House, Karpathos. OOAK Architects. Credits ©YorgosKordakis

Patio House, Karpathos. OOAK Architects. Credits ©OOAK Architects

L’edificio predispone inoltre di un corpo scala che si snoda tra le rocce, il quale conduce ad un patio esterno sull’altopiano inferiore e permette l’accesso alla spiaggia sottostante.

Gli OOAK Architects sono riusciti a creare un luogo dove paesaggio e architettura sono percepiti come due elementi distinti ma che insieme creano una nuova identità, tra le linee geometriche architettoniche e sinuose della pietra. Due oggetti contrastanti ma in simbiosi tra loro.

Patio House, Karpathos. OOAK Architects. Credits ©YorgosKordakis