Il Medioevo a Roma fu un periodo di grandi cambiamenti: tra il X e XI secolo, dopo una profonda crisi
post-carolingia e la rinascita del potere papale, che uscì più che vittorioso dalla lotta per le investiture, l’edilizia monumentale tornò a rifiorire e vi fu un ritorno, dal punto di vista artistico, ai modelli paleocristiani.

L’emblema del Romanico a Roma è San Clemente in Laterano. La chiesa attuale sorge su delle strutture precedenti : partendo dal livello più basso troviamo un antichissimo fondo ligneo di epoca imperiale; successivamente troviamo un insieme stanze di una domus patrizia di epoca neroniana perfettamente conservate; sopra la domus sorge la basilica paleocristiana del IV secolo e infine la chiesa attuale del 1110 -1120. Dopo il passaggio delle truppe di Roberto il Guiscardo (1084), nel 1099 la basilica paleocristiana, gravemente danneggiata, fu interrata per innalzare il terreno e iniziare la costruzione di una nuova basilica, per volere di Pasquale II.

San_Clemente_Roma_Esploso_prospetticoProspettiva esplosa dei tre livelli della basilica

Gli architetti utilizzarono come modello la monumentalità di San Pietro e, con innovativi metodi di costruzione, fecero poggiare il muro destro della basilica superiore sul precedente colonnato destro del IV secolo ormai interrato, per dare più sostegno alla nuova basilica. All’interno, nella navata principale troviamo uno dei pochi arredi liturgici rimasti ancora intatti nei secoli: la schola cantorum, una ambiente circondato da lastroni marmorei decorati, nel quale i cantori intonavano i canti corali introdotti da Urbano II nel 1095; sul lato della schola cantorum troviamo l’ambone, dove il sacerdote saliva per accendere il cero pasquale posto sul candelabro.

san clemente santi cosma e damiano 008Navata centrale e schola cantorum

La parte più importante di questa basilica è sicuramente la decorazione musiva dell’abside e dell’arco absidale: al centro della conca absidale troviamo la croce, con dodici colombe (apostoli) ed un Cristo sofferente; la croce sorge da un cespo di acanto, dal quale si diramano cinque registri di tralci di vite con al loro interno sia figure sacre (i padri della chiesa) che laiche ( pastori, volatili, allegorie), a simboleggiare il messaggio divino che arriva ad ogni essere vivente. In altro, dalle nuvole colorate, appare la dextera dei, la mano di Dio, che sovrasta tutto il creato.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAConca e arco absidale

Nell’arco absidale troviamo invece a sinistra San Paolo, riconoscibile dal cartiglio che ha in mano, e San Lorenzo con sotto la graticola, a ricordare il modo in cui fu martirizzato; sulla destra troviamo San Pietro e San Clemente col suo simbolo, l’ancora: il santo, che fu il quarto papa della chiesa cattolica, venne esiliato in Crimea per volere di Traiano che successivamente ordinò che fosse gettato in mare con un ancora al collo, “incolpato” di aver dissetato miracolosamente duemila persone. Secondo la leggenda il corpo del santo fu ritrovato da San Cirillo che lo portò a Roma e proprio per questo motivo si costruì la prima basilica dedicato al santo, nel VI secolo.

La misteriosa storia del santo è tutt’ora presente negli affreschi che si trovano nella basilica inferiore, oggi completamente visitabile dopo i recenti restauri. Proprio in questi affreschi troviamo la prima attestazione della lingua italiana/volgare nell’episodio “Il miracolo della colonna” con una un’iscrizione particolarmente colorita e divertente: “Fili de le pute, traite!” ovvero “Tirate, figli di una buona donna!”.

sanclemente3Affresco della basilica inferiore

La basilica di San Clemente, pur appartenendo cronologicamente al periodo Romanico, riprende fedelmente, con la sua iconografia e i suoi fondi dorati, i modelli paleocristiani, per esaltare appunto il potere temporale della chiesa, tornato a riprendere le redini dell’Urbe dopo la sconfitta dell’Impero carolingio.

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