Passeggiando per Trastevere, oltrepassando un porticato e un ampio cortile settecentesco, possiamo trovare una delle più famose chiese di Roma, ricca di storia e capolavori di ogni epoca: Santa Cecilia in Trastevere. La basilica odierna sorge, secondo la leggenda, su quella che era la casa della santa che, intorno al 220, convertitasi con suo marito e suo cognato al cristianesimo grazie a papa Urbano I, furono puniti e condannati a morte.
santa-cecilia-rome-exclusive-exursions                                                                                  Navata centrale

La giovane ricevette tre colpi di scure sul collo, nonostante ciò non perì e rimase agonizzante per tre giorni. La leggenda vuole che la santa, dopo qualche secolo, apparve in sogno a papa Pasquale I, al quale ordinava renderle onore con la costruzione di una chiesa. Così all’inizio del IX secolo sorse la basilica come la vediamo oggi: la facciata con un ampio portico, campanile (pendente) in laterizio, tre navate, abside completamente mosaicata. All’interno di quest’ultima troviamo raffigurati partendo da sinistra : Pasquale I col nimbo quadrato, ad indicare il fatto che in quel momento il papa era vivo, Santa Cecilia, San Paolo, al centro Cristo benedicente, San Pietro, Valeriano, sposo di Cecilia e Sant’Agata.
Santa_Cecilia_in_Trastevere_altare                                                                                  Abside, ciborio e statua di Stefano Maderno

Al di sotto dell’altare, anche in questa basilica come nella quattro maggiori romane, troviamo un’opera di Arnolfo di Cambio che, in onore della santa, le dedica un ciborio. Le statue angolari della struttura rappresentano appunto i protagonisti della leggenda di Cecilia: Urbano I, la Santa, il marito Valeriano e suo fratello Tiburzio a cavallo. Il ciborio, successivo a quello più rigido e statico di San Paolo, è stato realizzato per avere una visione a 360°, con statue angolari più sporgenti e guglie sempre più svettanti. Al di sotto di esso troviamo un’opera che segna il passaggio dal manierismo al barocco a Roma: la riproduzione in marmo bianco del corpo di Santa Cecilia, scolpita da Stefano Maderno nel 1599. Lo scultore, che partecipò alla riesumazione del corpo della santa, colpito emotivamente da questo evento, decise di scolpirla proprio nella posizione in cui fu ritrovata: prona, col viso coperto da un telo bianco e una profonda ferita sul collo inferta dall’ascia.
Rome_Santa_Cecilia_in_Trastevere_9-01-2011_13-47-05“Santa Cecilia” di Stefano Maderno

La basilica odierna è ovviamente frutto di rifacimenti e restauri avvenuti nei secoli che hanno aggiunto ma allo stesso tempo tolto molti capolavori alla struttura. Lungo tutta la navata centrale vi era il ciclo di affreschi realizzato da Pietro Cavallini nella seconda metà del XIII secolo, di cui ci rimane solo il Giudizio Universale sulla controfacciata. La potenza di quest’opera è stupefacente: l’uso del chiaroscuro e dei colori vivici accentua le corporeità delle figure e dona un forte pathos alla scena. Troviamo Cristo in trono al centro con ai lati due file di angeli dal ricco piumaggio, seguiti rispettivamente dalla Vergine e da Giovanni Battista e dagli apostoli seduti sulle loro cattedre lignee.
01lastjuGiudizio Universale di Pietro Cavallini

La basilica con la sua magnificenza riesce a custodire magnifiche opere d’arte medievali fondendole con i restauri più moderni, riuscendo a non alterare la bellezza e la storia che hanno reso famoso questo piccolo gioiello trasteverino.