Il progetto nasce con un RFP (Request for Proposals, richiesta di progetti) dalla città di New York per il lotto di Related situato presso gli Hudson Yards, l’ultima area non ancora edificata di Manhattan e adiacente alla High Line. Con la collaborazione del gruppo Rockwell, lo studio di architettura DS + R, Diller Scofidio + Renfro, ha risposto alla RFP proponendo l’istituzione di un ente culturale “brand free”, non legato a marchi commerciali e finanziariamente autonomo, con lo scopo di promozione delle arti visive e dello spettacolo.

The Shed, NY. © Diller Scofidio + Renfro and Rockwell Group

The Shed avrà sede in un complesso senza precedenti e sarà destinata ad ospitare spettacoli, concerti, mostre di arti visive, installazioni multidisciplinari e un laboratorio sperimentale gratuito aperto agli artisti di New York non ancora affermati. L’edificio è stato concepito in modo che eventi diversi possano essere ospitati simultaneamente.

Progettato per essere costruito ai piedi di un grattacielo residenziale (pensato dagli stessi progettisti), l’edificio che accoglierà le varie funzioni è una struttura fissa alta sei piani, dotata di un rivestimento esterno telescopico retrattile montato su binari di circa 40 metri in grado di scorrere e coprire la piazza adiacente. Lo spazio coperto guadagnato può essere isolato dall’esterno e attrezzato con sedute da teatro, oppure può essere lasciato totalmente aperto, come una piazza protetta. Il rivestimento e il tetto sono provvisti di cuscinetti in ETFE, un materiale leggero e meno costoso, più efficiente del vetro in termini di risparmio energetico.

Al livello superiore due sale dedicate alle attività teatrali posso essere unite a formare un ambiente unico di capienza maggiore per rappresentazioni o per esposizioni, anch’essi provvisti dell’infrastruttura meccanica necessaria per il cambio di funzione degli ambienti. Due grandi spazi espositivi al livello inferiore hanno capacità tecnologiche strabilianti per organizzare esposizioni multimediali e tecnicamente complesse.

Quella dello studio è una vera e propria azione di difesa ed ottimizzazione dello spazio, in un intervista Liz Diller dichiara:

“L’idea centrale di The Shed è la flessibilità, che consente di far fronte a qualunque esigenza culturale […]. Non sappiamo come sarà l’arte del futuro, ma sappiamo che lo spazio è limitato. Dovevamo proteggerlo.”

 

 

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