La leggenda vuole che i draghi risposino nelle acque di questo arcipelago, la cresta confusa tra le mille isole che compongono uno tra gli orizzonti più belli che si possano ammirare.

Film on the Rocks Yao Noi Festival” è il Festival Thailandese del Cinema, dove, per tre giorni l’anno, vengono portate sul palcoscenico proiezioni, workshop, installazioni e perfomance.

L’atmosfera del luogo regala ai partecipanti tre serate che difficilmente si potranno dimenticare, ricche di arte in tutte le sue sfaccettature, dal campo cinematografico a quello artistico delle performance.

( ARCHELLO.COM )

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Nel 2012 la chiusura del festival si è svolta in modo completamente innovativo ed originale, da fare invidia a tutto il mondo. Il giovane architetto Ole Scheeren, allievo di Rem Koolhass ha realizzato una piattaforma galleggiante sulla quale gli ospiti sono stati traghettati per poter vedere l’ultimo film del Festival.

“Il pensiero di vedere film qui sembrava sorprendente. Uno schermo, situato da qualche parte tra le rocce. E il pubblico, galleggiante, in bilico sopra il mare, da qualche parte nel mezzo di questo incredibile spazio della laguna, si è concentrato sulle immagini in movimento attraverso l’acqua: un senso di temporalità, casualità, quasi come legni”

Questa grande zattera galleggiante, realizzata dall’architetto tedesco Ole Scheeren è il primo progetto che ha messo in atto da quando ha fondato il suo studio di architettura, Buro Ole Scheeren, a Pechino e Hong Kong nel 2010. Il progetto, chiamato “Archipelago Cinema”, oltre a stupire gli spettatori è finalizzato ad esplorare ulteriormente il costante interesse della comunità moderna per i progetti e gli interventi “non” architettonici. In questo caso è stato creato uno scenario alternativo rispetto alla realtà, è stato rotto uno stereotipo comune presente in ognuno di noi, creando di comprendere contesti diversi attraverso il solo potere dell’immaginazione della fantasia.

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( SPECIFIER.COM.AU )

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Gli ospiti sono trasportati sulla zattera con un barca, attraverso l’oscurità del mare, in mezzo alle acque tranquille del Nai Pi Lae laguna su Kudu Island. Il paesaggio, parte integrante del progetto, è costituito da imponenti rocce che emergono dal mare, creando una progressiva convergenza atmosferica di natura e narrativa cinematografica. La luce del cielo stellato, il suono delle storie proiettate sullo schermo, il buio del mare, tutto è arte, tutto è architettura e non esistono limiti fra artificiale e naturale.

Dietro alla realizzazione di “Archipelago Cinema” c’è la volontà di creare un forte legame fra la struttura e la comunità locale. L’intera opera prende ispirazione dalle tecniche utilizzate dai pescatori per costruire strutture di allevamento intensivo di aragoste e, al momento della realizzazione, queste tecniche sono state utilizzate per costruire l’intera struttura.

( ARCHELLO.COM )

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La grande zattera è disegnata e costruita attraverso moduli ripetuti ed assemblati, tutti composti da materiale di riciclo, così da rendere flessibile la struttura e facilmente smontabile.

Alla 13° Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia, nel corso del vernissage di apertura, si è tenuta la presentazione del progetto “Archipelago Cinema”. La struttura è stata posta all’interno della Darsena Grande dell’Arsenale di Venezia e sullo schermo è stata proiettata la prima mondiale del film “Against All Rules”, un documentario che racconta la realizzazione della CCTV a Pechino, uno degli edifici più grandi al mondo, progettati dal medesimo architetto: Ole Scheeren.

La piattaforma itinerante dell’ “Archipelago Cinema” ha cominciato a girare il mondo accogliendo spettacoli cinematografici, eventi e dibattiti.

( BURO-OS.COM )

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