Uno chef diventato ormai un volto televisivo molto amato, che sposa la filosofia di una cucina semplice per far innamorare i milanesi del “lusso della semplicità”: è questa la sfida di Alessandro Borghese, noto al grande pubblico oltre che per il suo estro anche per programmi come “4 ristoranti” e “Cuochi d’Italia”, che nel 2017 ha aperto nella capitale meneghina il suo “AB – il lusso della semplicità”, in via Belisario 3.

E lo ha fatto in una location che sa farsi notare non soltanto per il suo menu, che lo chef definisce come «eclettico e contemporaneo, con un forte richiamo alla tradizione», ma anche per il suo interessante carattere architettonico: al primo piano di un edificio progettato dall’architetto Gio Ponti, nel cuore di Citylife, il quartiere più moderno e all’avanguardia di Milano.

Un viaggio nell’Art Decò degli anni Venti

Varcare la soglia del ristorante significa lasciarsi alle spalle l’abbagliante modernità dei grattacieli che hanno ormai ridisegnato lo skyline della città, per fare un salto nel tempo, allo stile retrò dei primi anni del ‘900.

Il cliente è accolto da un portone in ferro illuminato dalla luce di Buzzi&Buzzi e condotto all’interno da un sottile filo dorato che segna il percorso fino alla sala.

Nella sua totalità lo spazio (che ospita anche il reparto di banqueting e catering, il laboratorio “Pasta Fresca – il lusso della semplicità” e gli uffici di Food Consulting e Progettazione) ha una superficie di 700 mq ed è stato progettato dagli uffici di progettazione interna Well Made Factory, rappresentati dagli architetti Alfredo Canelli e Giovanni Antonelli, seguendo i criteri di tradizione e lusso, bellezza e semplicità, aspetti che convivono grazie all’accostamento tra pentole in rame, vecchie stoviglie, mestoli e taglieri in legno ed attrezzature tecnologiche e rivestimenti in pietra nera.

La sala_Fonte: MN Italia

Inizia così un vero e proprio viaggio nell’Art Decò dei ruggenti anni Venti, attraverso i pannelli divisori color oro, i velluti rossi dei pouf, le forme geometriche e lineari e i pilastri in cemento lasciato a vista.

Un’imponente scultura in legno dai motivi geometrici caratterizza la sala, che di giorno gode di un’ottima illuminazione naturale grazie alle grandi vetrate che si affacciano sulla città.

L’atmosfera è rilassante, ma si fa più vivace grazie ad accorgimenti di stile che non passano inosservati: gli inserti color ottone, il bancone verde petrolio a motivi esagonali del Cocktail Bar, i complementi d’arredo eclettici e dai colori intensi.

La vista del Cocktail Bar_Fonte: MN Italia

Degne di nota sono le sedute, per le quali è stata scelta l’azienda UHS: poltrone, pouf, sgabelli e divani con struttura in legno massello e certificati da RIGA, una struttura indipendente di verifica e certificazione di qualità per pezzi di arredamento, ideatrice di un test all’avanguardia in cui vengono messe a dura prova sia la durata nel tempo che la tenuta strutturale dei prodotti.

Ciò che conferisce un’identità ancor più forte a questo luogo è l’enorme cucina a vista, una scelta dettata da specifiche esigenze, prima fra tutte la volontà di mettere in luce, attraverso la trasparenza, “la sincerità della personalità” di chef Borghese, che ha dedicato questa nuova avventura a tutti coloro che lo avevano già apprezzato durante i suoi ricevimenti pubblici e privati.

“Cucinare è un atto d’amore, voglio trasmettere un’emozione, voglio compiacere chi viene a trovarmi, voglio far felice i miei ospiti”; obiettivo assolutamente raggiunto, visto che la lunga vetrata che separa la cucina dalla sala da cinquanta coperti consente all’ospite di vivere una doppia esperienza, gustare con gli occhi ancor prima che il palato.

In questo modo lo chef mette in atto una sorta di spettacolo teatrale, in cui il cliente può ammirare i cuochi all’opera.

Per realizzarla lo chef ha puntato sulla qualità italiana, affidandosi a Berto’s, azienda leader nelle cucine professionali, preferendo gli acciai di Inox&Inox e scegliendo Termofrigo per la gestione del freddo.

Lo stile semplice e retrò si ritrova anche nella mise en place, che in un certo senso rivoluziona il concetto di ristorante al quale siamo ormai abituati: a tavola, infatti, non vi è traccia di tovaglie, caratteristica che Alessandro Borghese ha ereditato – e portato con sé nella sua nuova avventura – dall’esperienza pluriennale come chef sulle navi da crociera.

Il menu

Per quanto riguarda il menu, quello di AB – Il lusso della semplicità si ispira totalmente la cucina della penisola italiana, con richiami a quella americana (che Borghese ha nel DNA, essendo nato a San Francisco).

All’interno del menu serale lo chef si concede qualche sapore etnico, mentre al bar propone una selezione di interessanti tapas.

Ciò che più di tutto incuriosisce, tuttavia, è il proposito di preparare “la cacio e pepe migliore della città”.

Cacio e pepe_Fonte: MN Italia

 

Provare per credere.

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