A ogni edizione annuale del Salone del Mobile, il padiglione che affascina sempre di più per la natura del manufatto esposto è senz’altro quello di Euroluce. Quest’anno ancor di più, viste le numerose eccellenze presenti. Il tema ricorrente durante la Design Week e, in particolare, al Salone del Mobile è stato quello dell’avanguardia, del design innovativo; a Euroluce, invece, il leitmotiv presente è stato quello di una commistione tra design classico e artigianato contemporaneo. Il passato inteso quindi, non più come testimonianza “vintage”, ma come materiale da cui attingere per il futuro. L’altra tendenza è una sorta di panismo, ovvero la volontà di trovare dei riferimenti ai paesaggi naturali; tali riferimenti sono stati senz’altro le innovazioni più rilevanti durante l’esposizione, poiché i designer hanno trovato ispirazione dalle forme naturali e organiche e hanno prodotto i loro pezzi con materiali eco-compatibili.

Euroluce © Salone del Mobile

Tuttavia, alcuni dei pezzi più unici dell’edizione 2019 di Euroluce sono stati sviluppati in collaborazione con i pesi massimi del mondo del design. Studi di architettura rinomati in tutto il Mondo hanno trovato la loro strada in questa esposizione riunendo le proprie capacità progettuali con le soluzioni ingegneristiche delle aziende di design. A tal proposito la collaborazione di Artemide con Elemental e BIG ha davvero sbaragliato la concorrenza, sviluppando dispositivi che riconoscono l’ambiente, la comunità e il comfort dell’utente. L’azienda italiana è considerata uno dei pesi massimi nel campo degli impianti e delle soluzioni di illuminazione, con una ricca storia di prodotti innovativi: “progettati da architetti per architetti”.

“Huara”, Elemental per Artemide © archiexpo

Lo studio di architettura cileno Elemental, fondato dal curatore della Biennale 2016 Alejandro Aravena, ha progettato una collezione di luci interattive che punta a “integrare il primo e l’ultimo momento nella storia della luce: le sfere celesti con l’elettronica”, riconoscendo che il futuro dell’illuminazione è elettronico, piuttosto che elettrico. La collezione si chiama “Huara” e consiste in una sorta di prisma geometrico in plastica stampato in 3d che emette luce al tocco umano, il cui nome e forma sono ispirati ai corpi celesti. “O” è un’altra collaborazione di Elemental, una lampada progettata e pensata per l’ambiente, che sembra quasi invisibile quando spenta e si accende solo quando i suoi sensori lo ordinano.

“O”, Elemental per Artemide © Salone del Mobile

Con “O”, Aravena lavora per portare nel mondo della luce la giusta dose di oscurità: “Più il pianeta diventa urbano, più apprezziamo il valore degli spazi naturali. Le città con la migliore qualità di vita sono quelle abbastanza visionarie da mantenere porzioni di natura incontaminata nel loro tessuto urbano e trasformarle in spazi pubblici” spiega l’architetto cileno. Una delle più forti intrusioni nell’ordine naturale, infatti, è la scomparsa dell’oscurità nelle nostre città. Nel tentativo di rendere sicuri i parchi, non li invadiamo solo con pali e cavi ma alteriamo per sempre il ritmo naturale delle specie, sia animali che vegetali. “La nostra strategia è duplice” continua Aravena: “Da una parte è progettare una luce per lo spazio pubblico che, quando non in uso, può essere il più impercettibile possibile; luce senza una lampada. Dall’altra parte è di sperimentare diversi tipi di sensori in modo così che la luce appaia solo quando è necessario, luce solo on demand“.

“La Linea”, BIG per Artemide © Artemide

“La Linea” è invece il risultato della collaborazione tra Artemide e Bjarke Ingels: l’idea è partita tre anni fa col progetto Alphabet of Light sempre per la stessa azienda italiana, un sistema led modulare che permetteva di disegnare su pareti e soffitti lettere dell’alfabeto e forme geometriche. “La Linea” è la sua evoluzione, il passaggio dalle sagome prestabilite al disegno a mano libera. Assemblabile pezzo dopo pezzo con tubi di silicone della lunghezza di cinque metri, modulari ed elastici, permettono di creare in libertà qualsiasi forma: una sequenza lineare o complessa (moltiplicabile all’infinito), oppure una silhouette discreta che si mimetizza con le pareti.

La semplicità del sistema nasconde una notevole complessità tecnica, i giunti tra le sezioni e gli attacchi a parete si nascondono nel tubo di silicone e tutti gli elementi resistono ad agenti esterni e temperature estreme, il che rende “La Linea” adatta anche all’uso outdoor.

“La Linea”, BIG per Artemide © Artemide

È un mondo in cui ecologia e natura vanno di pari passo con le soluzioni sofisticate e la firma dei grandi maestri dell’architettura, che non sarebbero però possibili senza le evoluzioni più recenti delle tecnologie, sul fronte sia delle sorgenti, sia dei materiali, che danno vita a forme e applicazioni impensabili fino a pochi anni fa e che negli ultimi anni hanno richiesto forti investimenti da parte delle aziende italiane per applicarle ai loro prodotti.


 




            
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