In questo preciso momento storico vi è la necessità ed il desiderio di sentirsi uniti più che mai per far fronte ad uno stato di emergenza globale. Difatti sono numerose le iniziative di interazione, coesione e solidarietà che si stanno sviluppando tra parti diverse.

Oltre all’intero personale sanitario occupato in prima linea, diversi ambiti professionali si sono mobilitati per contribuire a combattere questa dura lotta cercando di direzionare al meglio le proprie abilità e potenzialità. Così, anche il mondo dell’architettura e del design si schiera per fronteggiare la pandemia da coronavirus sospendendo momentaneamente i lavori abituali e promuovendo soluzioni utili, spesso realizzate con l’ausilio dei macchinari di stampa a disposizione. Sono state numerose le ingegnose risposte open-source da parte di variegate task force internazionali: per esempio, il brand spagnolo Nagami design ha proposto mascherine di design prodotte con stampanti 3d e analogamente, Carlo Ratti Associati ha progettato CURA, container riconvertiti ad unità di terapia intensiva.

Sulla scia di quanto detto, anche i rinomati studi di architettura Foster + Partners e BIG si sono trasformati in centri di produzione per la realizzazione di visiere protettive nell’intento di rispondere all’ingente domanda del momento. Il loro contributo è potenziato anche grazie alla scelta di divulgare sul web le istruzioni di realizzazione di tali strumenti per fare in modo che chiunque ne abbia modo, mezzi e creatività possa reiterarli partecipando a questa iniziativa collettiva. (Le istruzioni sono disponibili qui.)

“Vogliamo condividere i modelli di progettazione e le specifiche dei materiali utilizzati come fossero risorse di un progetto open source. Questo per incoraggiare sia i designer che i produttori su larga scala a studiare il potenziale delle macchine a taglio laser in alternativa alla tecnologia della stampa 3D” afferma Norman Foster.

Il prototipo di visiera protettiva si concretizza a partire dal modello ideato da Erik Cederberg della società svedese di stampa 3D 3Dverkstan. In questo caso, i progettisti sono riusciti a proporre una versione semplificata della mascherina modificando il design originale e triplicando la velocità dell’operazione. Il prototipo si compone di tre elementi: una visiera, una banda frontale e una cinghia che ne regola la larghezza. Le visiere sono in PETG (materiale plastico durevole, resistente e riciclabile) e sono realizzabili in circa un minuto e mezzo a pezzo. Nel complesso tali strumenti di sicurezza risultano essere facili da scomporre per agevolarne la pulizia e la disinfezione in quanto sono pensati per essere riutilizzabili.

Ancora una volta, in questo clima particolare il potere della condivisone e della collaborazione diviene uno strumento decisamente rilevante e necessario per il bene comune.

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