Presso il Palazzo Morando di Milano, fino al 20 ottobre 2019, è possibile visitare l’“Elle Decor Grand Hotel”, firmato dallo studio milanese di architettura e design Matteo Thun & Partners: si tratta dell’allestimento di un prototipo di hotel all’interno del palazzo meneghino che la rivista Elle Decor ripropone, con diverse firme, ogni anno dal 2016 (“Hôtel Particulier” di Piero Lissoni e “Invisible Rooms” di Neri&Hu). L’idea progettuale di quest’anno è legata strettamente al tema della natura e della salute: come vivere a contatto con la natura anche all’interno dell’edificio e come trarne da essa giovamento. Il progetto, a due mani, vede la collaborazione tra Matteo Thun e l’architetto paesaggista Marco Bay e ciò ha generato uno spazio complesso che può esser definito paesaggio interno, ovvero non si cerca banalmente di riprodurre l’ambiente naturale all’interno dell’edificio, ma si vuole sviluppare, attraverso la natura, un’ambiente che, richiamando spazi esterni, crei un nesso con l’immaginario del paesaggio e allo stesso tempo consenta d’identificare la spazialità dell’edificio.

Il titolo dell’edizione attuale, “Design Therapy”, vuole manifestare la concezione di un design che non si ponga al di sopra dell’uomo, enfatizzando i singoli prodotti come opere d’arte, ma che si configuri come insieme di oggetti progettati ad hoc per l’allestimento, in modo da generare nel loro complessivo accostamento un ambiente che ponga l’uomo al centro. Un design che sia antropocentrico e archetipo in modo tale da richiamare, con le forme della natura stessa, un paesaggio primordiale. Design Therapy non è l’allestimento, ma l’esperienza di visita e di percorrenza del paesaggio.

Per configurare quest’esperienza Thun decide di portare l’erba come pavimentazione dell’ambiente: si vuole sicuramente manifestare l’importanza che deve iniziare ad assumere il verde anche nell’interior design, ambito nel quale si è parlato tanto di questo tema, ma che ha portato ad esiti mai così provocatori, se non nel caso della cucina (OASI) progettata da la sezione design dello studio Stefano Boeri Architetti che presentava nel centro del piano di lavoro un albero di limoni.

Si noti come il manto verde prosegua in modo continuativo anche all’esterno, in modo tale da creare una continuità di paesaggio e giustificare la presenza del manto erboso. Inoltre, la differenza interno-esterno è mitigata grazie all’utilizzo di un pergolato metallico dal quale pendono dei veri e proprio “lampadari verdi” che non emettono luce ma richiamano, grazie alla conformazione sferica, delle fonti luminose, forse a dire che la luce del progetto è la natura stessa. Alzando lo sguardo in alto, oltre il pergolato, si nota il cielo inquadrato dalle quinte architettoniche del palazzo Morando: anche il cielo diventa paesaggio.

Un altro locale rilevante è sicuramente la Lounge, che è stata progettata pensando ai campi di grano e infatti si configura come una Galleria d’oro: di questo colore brillante sono, oltre alle stesse spighe di grano presenti in vasi, le poltrone e le sedute ma anche le basi delle lampade. Queste ultime emettono luce da elementi sferici: in questa stanza l’elemento illuminante torna ad avere la sua funzione primaria in virtù della colorazione della stanza in cui si trova, infatti per far brillare le spighe e gli elementi metallici si predilige l’utilizzo della luce. Se nelle stanze col manto erboso la luce era naturale, qui essa è puntiforme e artificiale in modo da creare dei chiaroscuri più netti e perciò configurare un paesaggio che si discosti dal precedente, ma che continui ad avere come filo rosso l’antropocentrismo e la natura.

Matteo Thun & Partners, Design Therapy, Palazzo Morando, Milano, 2019. Credits ©elledecor

Design Therapy inoltre presenta un lounge bar e un ristorante accessibili al pubblico liberamente in modo tale da poter vivere, oltre all’esperienza visiva e olfattiva degli ambienti, anche quella gustativa grazie alle proposte culinarie pensate ad hoc dal nutrizionista Nicola Sorrentino.

In definitiva l’“Elle Decor Grand Hotel” si configura come una vera e propria esperienza immersiva che vuole far partecipe della visita tutti i sensi: il design non è più legato esclusivamente al tatto e alla sfera visiva ma si sviluppa accostandosi alle varie sfere sensoriali. Matteo Thun e Marco Bay sono riusciti nell’impresa di creare una nuova idea di interior design per l’Hospitality che, attraverso la creazione di un paesaggio interno, permetta all’ospite di seguire un’esperienza sensoriale durante il soggiorno nell’hotel e non soltanto al di fuori.

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