Fino alla seconda metà del secolo scorso il tema della disabilità era un argomento celato dalle attualità e dagli eventi, quasi indifferente alla collettività e alla progettazione architettonica. Ma a partire da fine anni Cinquanta, la volontà di accrescere la sensibilità collettiva per questo tema ebbe gran voce con il movimento del Barrier Free, nato per rispettare le esigenze delle persone con difficoltà motoria e dei veterani disabili reduci dai conflitti in Vietnam. Questo movimento espose il problema della mobilità sul panorama statunitense e conseguenzialmente ai paesi europei, dai quali nacquero le prime normative volte alla tutela della mobilità libera per tutti.

Il quadro legislativo urbanistico impone l’attenzione dei progettisti e cittadini all’eliminazione delle barriere architettoniche con strategie valide ed innovative che garantiscono standard adeguati dalla realizzazione di un design corretto per un bagno all’istallazione di mini ascensori nei contesti che lo richiedono.

Fortunatamente la situazione va verso un progressivo miglioramento: le agevolazioni sono molte, i prezzi di mini ascensori e montascale sono più accessibili e sono state pensate molte soluzioni per agevolare la vita delle persone disabili.

Bagno accessibile. Design GoMan. Credits ©GoMan

Ma come è possibile rendere ogni ambiente adatto all’uso di tutti? Il modulo di riferimento nasce con Goldsmith, autore del manuale di progettazione che per primo definisce le dimensioni e gli spazi congrui alla libera mobilità. La regola aurea nella disposizione dell’arredo in un’abitazione è considerare la libertà di movimento e manovra dell’utente in una circonferenza di diametro 150 cm, con uno spazio minimo di passaggio di 70/90 cm tra gli elementi e un’altezza raggiungibile di 138 cm, posizione seduta, più massimo 72 cm di estensione degli arti superiori.

A partire da questi dati è possibile comporre un qualsiasi ambiente privato e renderlo accessibile con facilità, come un passaggio libero nella camera da letto o l’istallazione di un mobilio con elementi reclinabili alla portata di tutti.

Domotica assistenziale. Armadio di Vimar. Credits ©Vimar.com

La strategia si fa più complessa negli ambienti di maggiore uso domestico come bagno e cucina, che nel corso degli anni hanno stimolato la produzione di soluzioni innovative e dedicate esclusivamente alla mobilità libera.

La cucina è l’ambiente della sperimentazione i cui ogni suo abitante è alla ricerca continua di piani di lavoro per tagliare, lavare e cucinare gli alimenti. La soluzione proposta da AllMobility presenta una composizione dinamica che favorisce l’uso adeguato degli elementi a ogni persona, attraverso lo svuotamento del mobilio inferiore, che permette alla wheelchairs (sedia a rotelle) di avanzare e all’istallazione di piani di lavoro regolabili in altezza tramite comando meccanico. Inoltre, la possibilità di richiamare dall’alto verso il basso un pensile o una credenza per avere a portata di mano tutto l’occorrente senza sforzi o sfide insormontabili.

Il bagno è l’emblema della progettazione accessibile, dalle enormi difficoltà per gli utenti che si trovano a dover affrontare una trasformazione domestica per la mobility free. Data la dimensione ridotta e la disposizione degli arredi fissi, spesso l’unica soluzione è la ristrutturazione completa per rendere l’ambiente ergonomico. Esistono, però, soluzioni d’arredo intelligenti e funzionali come il posizionamento di una doccia a terra, senza elemento ceramico sanitario alla base, con pavimentazione pendente e scolo dell’acqua incassato nel pavimento, o la vasca da bagno con sportello d’accesso che rende confortevole il movimento.

Inoltre, una serie di componenti indispensabili per l’uso del bagno possono conferire originalità e carattere all’ambiente non trascurando la funzionalità, come la soluzione mobile lavabo-sedia di GoMan che in un unico elemento racchiude numerose potenzialità. Il design di Life tools, invece, propone elementi funzionali dalle linee moderne come sedute a scomparsa per doccia, maniglioni ergonomici e specchi reclinabili per facilitare l’uso dell’arredo a tutti, senza corrompere la convivenza con gli inquilini dell’abitazione.

Altra grande difficoltà per gli utenti che necessitando della libera mobilità è il superare un salto di quota dalle scale alle rampe, che spesso presentano pendenze non a norma e provocano grande sforzo nell’operazione di movimento. La normativa definisce una pendenza massima del 6%, ovvero ogni 10 m di rampa si sale un’altezza di 6 cm, e garantisce l’inserimento di spazi di sosta orizzontale ogni 8 m in cui dar riposo alla persona. Possiamo ben immaginare che nella progettazione ex-novo e ancor più nell’adeguamento di edifici esistenti, risulta spesso complesso l’inserimento di elementi rampati che rispettano tali requisiti per via della carenza di spazi adatti, interni o esterni. Per questo motivo la legislatura è favorevole all’inserimenti ascensori e montacarichi nelle costruzioni esistenti, anche se storiche e veicolate, perché diventano esse l’unica soluzione per garantire il libero movimento di tutti i fruitori.

La tecnologia moderna ha sviluppato soluzioni efficaci che permettono l’istallazione di elementi elevatori prefabbricati sia all’interno che specialmente all’esterno degli edifici, soluzione migliore che permette la riduzione di interventi strutturali, quando consentito. Questi elementi elevatori, presentano funzionalità e design, rispondendo alle esigenze di ogni spazio e ogni abitante.

Il design accessibile è stato quindi un tema altamente discusso nel corso degli anni, che oggi ha portato alla formulazione di un vero modus operandi dei progettisti che, dalle aule universitarie alla professione, hanno ben chiara l’attenzione a garantire a tutti la libera circolazione all’interno dell’edificio progettato. In una abitazione, infatti, la ricerca delle soluzioni adatte ad ospitare la libera mobilità appare difficile, specialmente se essa non è stata pensata in origine per questo scopo. Le soluzioni sono, però, infinite e il dispendio economico può essere minimo per trasformare radicalmente una dimora in casa Mobility Free.

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