di Valeria Nesci

Quante volte da piccoli abbiamo sperimentato nuovi giochi, creati e inventati direttamente da noi stessi con gli oggetti a disposizione? Toccato tutto ciò che ci passava sotto mano e che ci incuriosiva ? Ognuno di noi ha da sempre, più o meno, sviluppato una certa creatività da bambino e soprattutto una curiosità che alcuni riportano anche con l’avanzare del tempo in vari ambiti. In quest’ottica Cas Holman, designer americana di giocattoli e fondatrice della sua società Heroes Will Rise, crea il concetto di gioco libero, ovvero quella condizione in cui il bimbo non si ritrova a dover seguire degli schemi ben precisi per poter utilizzare un giocattolo ma al contrario è libero di fare ciò che vuole. Non esiste giusto o sbagliato, ma solo quello che la propria creatività e la propria fantasia porta a compiere.

“Il mio lavoro di designer consiste nel dare ai bimbi strumenti perché siano liberi di immaginare e inventare” – Cas Holman

Cas Holman nel suo studio con il RIGAMAJIG. Credits©casholman.com

In questo modo il bambino sa di avere un impatto sullo spazio che lo circonda ed è più propenso all’apprendimento. Come spiegato anche nella psicologia, la parola più adatta è “Agentività”,o nel linguaggio comune fiducia, che genera la consapevolezza di essere utili. La designer dona un significato nuovo alla concezione di giocattolo, non più visto come un oggetto frivolo che serve solo a tenere impegnati senza dare di conseguenza valore al gioco, ma come un qualcosa da cui imparare ed essere stimolati. Nei suoi progetti, Cas Holman parte da una sperimentazione per poi costruire attorno ad esso l’oggetto fisico, il sistema o l’area di gioco. La sua progettazione è libera da archetipi o schemi, l’aspetto fondamentale è rappresentato dall’immaginazione e dalla capacità di liberarsi da quelle che sono le istruzioni di un gioco o di un giocattolo cercando piuttosto di creare qualcosa di personale. Nella sua progettazione cerca di riportare anche le esperienze della propria infanzia in modo da comprendere quelle che sono le esigenze dei bambini. Da piccola, racconta la designer, era molto infastidita dall’altezza dei lavandini che trovava nei bagni perché non erano accessibili ai più piccoli ma solo i grandi potevano usufruirne e di conseguenza lo spazio le sembrava avverso alla sua categoria. Nei suoi progetti i protagonisti non sono gli oggetti che crea, bensì chi ne usufruisce: i bambini, tanto da coniare la definizione di “progettazione dei bambini”.

GEEMO, Design Cas Holman. Credits©casholman.com

Attraverso gli oggetti si possono creare forme e percorsi che non devono per forza avere un rigore logico ma semplicemente far rendere conto al bambino che il suo “lavoro” è stato utile incrementando la propria autostima. I suoi giochi molto spesso tendono a creare dei temi sociali forti come ad esempio il collaborare gli uni con gli altri. Alcuni di questi oggetti infatti sono talmente grandi da non poter essere manipolabili da una sola persona bensì da due o più. E’ l’esempio di Rigamajig: un kit di componenti che può essere visto come materiale didattico come un giocattolo o perfino come un parco giochi pop-up.

La designer parte dall’obiettivo di dare la possibilità ai bambini di costruire senza l’utilizzo di attrezzi ma semplicemente incastrando i pezzi grazie a particolari bulloni. Questi ultimi vengono creati a partire da un bullone a farfalla in cui queste componenti vengono smontate per poi essere posizionate su una vite in modo che l’oggetto sia più facilmente manovrabile e avendo come elemento coadiuvante esclusivamente le mani.

Altro importante esempio della sua creatività la ritroviamo in Geemo ispirato al midollo osseo. La designer vuole ottenere un pattern irregolare da un’unica unità e lo modella su una griglia di tre punti con il centro spostato verso il basso. Anche qui ritorna l’idea di gioco libero grazie alle estremità magnetiche che permettono di agganciare un pezzo ad un altro senza istruzioni ma solo a proprio piacimento. Inizialmente ipotizzava di utilizzare colori diversi per identificare il polo positivo e negativo del magnete ma in questo modo il bambino sarebbe stato indirizzato nella scelta della composizione, quando in realtà deve essere proprio quest’ultimo a scoprire come legare i vari pezzi trovandosi di fronte anche all’impossibilità di farlo a causa delle cariche opposte e a trovare una soluzione con l’aiuto delle altre due estremità.

Le realizzazioni di Cas Holman sono un connubio perfetto tra design e gioco che per la stessa tendono quasi a fondersi nella stessa parola. Fornisce un nuovo valore al gioco e soprattutto al giocare ed alimenta la sperimentazione nei bambini. Curiosità, collaborazione e libertà sono le parole che presiedono alla sua attività. Anche gli adulti ne sono affascinati e ne riconoscono l’innovazione tanto da adottare alcuni di questi giochi in varie scuole del mondo per stimolare i  bambini nelle ore di svago.

Cas Holmancon l’opera Geemo, in un frame del Documentario Abstract: The Art of Design prodotto da Netflix. Credits©Netflix

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