di Francesco D’Andrea

La sua presenza è minimale: un carter bianco in plastica, un display accompagnato da due LED e un interruttore, entrambi racchiusi da un foro ellittico.

La prima apparizione risale solo a 18 anni fa, lanciato sul mercato con le sue forme sinuose ma al contempo basic, perché si sa il contatore dev’essere più utile che grazioso. Può essere posizionato ovunque, magari in un angolo del soggiorno o semplicemente in un ingresso o disimpegno dell’appartamento; nasconderlo dietro una porta, in uno sgabuzzino o fuori casa non cambierà però il suo ruolo di primaria importanza all’interno di un’abitazione.

Grazie alla sua estrema velocità ed efficienza il contatore è l’elettrodomestico per eccellenza, non ha bisogno di particolari manutenzioni e non sbaglia mai i suoi conti, ma soprattutto è sempre pronto a scattare quando qualcuno abusa con gli elettrodomestici, segnalando il sovraccarico di kilowatt e tagliando la corrente senza badare troppo alle circostanze.

Il disegno di un contatore, per quanto le sue forme possano risultare scialbe e prevedibili, è un’opera non così scontata come può sembrare: esso infatti deve avere quella forma, deve avere quell’apparente banalità nella composizione e soprattutto deve essere subito riconoscibile, semplicemente perché il contatore fa parte di quegli oggetti casalinghi di cui apprezzi più l’efficienza che l’estetica.
L’Architetto, Michele De Lucchi, che ha disegnato questo primo contatore nel 2001 ama descriverlo come “un oggetto domestico, familiare, rassicurante nell’aspetto, semplice e comprensibile nell’uso”.

Dal 2016 Enel ha presentato il contatore di seconda generazione, che gradualmente andrà a sostituire il primo, OPEN METER 2.0 disegnato sempre dal maestro M. De Lucchi, si presenta con delle forme essenziali rispecchiando le caratteristiche necessarie come la precisione, l’affidabilità e la semplicità di utilizzo.

Michele De Lucchi fotografato nel proprio studio da Nicolò Lanfranchi per Icon Design credits@icondesign.it

“Per un designer progettare un contatore è una cosa molto particolare perché è un oggetto che per anni rappresenta l’azienda
e fa da interfaccia con i clienti. Oltre alle funzionalità tecniche è fondamentale la sua forza simbolica. E disegnare oggetti che devono vivere per tanto tempo è una grande sfida. Per questo mi sono avvalso anche dell’aiuto di un team di giovani designer e della loro sensibilità nuova per capire i bisogni della collettività.” -Michele De Lucchi

Scatto del nuovo contatore Enel ambientato in un angola dell’abitazione – credits@e-distribuzione.it

Tra le nuove funzioni di questo smart meter ci sono il cambio
di fornitura più rapido e l’accesso ai dati sul comportamento energetico: con queste caratteristiche sarà un gioco da ragazzi riuscire a risparmiare, dato che c’è la possibilità di monitorare i consumi rendendo la propria abitazione una smart home. Il nuovo contatore ha inoltre un ingombro equiparabile alla metà di un foglio protocollo (A5) e uno spessore poco più di 8 cm.

L’architetto e designer di fama internazionale in questione è stato commissionato da Enel per il suo estro e per le sue ormai note doti in prodotti e interni da ufficio. Chi meglio di lui – responsabile dell’ ufficio design di Olivetti dopo svariate collaborazioni con Compaq, Philips, Vitra, Siemens, Artemide, Deutsche Bank, Deutsche Bahn, Piaggio, Telecom, Poste italiane, Intesa Sanpaolo – poteva creare il “contatore perfetto”, pronto ad approdare di lì a poco nelle case di tutti gli italiani divenendo una vera e propria icona della società energetica.