Progettato nell’ambito del recupero di quattro palazzi adiacenti risalenti al XVIII secolo, il Mandarin Oriental di Milano è il risultato di uno stile classico milanese che convive con materiali, tonalità e colori fortemente decorativi tipici della cultura orientale e patrimonio del gruppo alberghiero committente dell’opera. Gode di una posizione di indiscusso pregio, in Via Monte di Pietà, al centro del Quadrilatero della Moda e a due passi dalle maggiori attrazioni artistiche e culturali del capoluogo lombardo quali il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele e, per finire, il Teatro della Scala.

Il progetto ricalca le esigenze della committenza che per l’occasione ha richiesto un albergo legato alle atmosfere residenziali della città mettendo in luce gli spaccati di una Milano “privata” e ricostruendo i valori identitari del luogo, rendendo fruibile ciò che era autentico. Più nello specifico l’attenzione viene anche posta nella relazione che lega i quattro volumi preesistenti i quali hanno subito nel corso degli anni vicende e stratificazioni differenti.

Planimetria Piano Terra del Mandarin Oriental, Milano, Credits © Area-arch.it

 

Fronte stradale del Mandarin Oriental su Via Monte di Pietà, Milano, Credits © Theducker.com

A questo proposito si sottolinea come antico e nuovo convivano nelle scelte progettuali in modo che gli eleganti cortili esterni si connettano agli elementi architettonici e gli spazi interni con le facciate. Vi è quindi una compresenza di varie intenzioni a partire da quella di ricreare l’atmosfera dell’abitare dell’alta borghesia milanese dagli anni Trenta ad oggi, senza dimenticarsi del rigore formale che caratterizza i lavori di Antonio Citterio e Patricia Viel e della ricchezza decorativa del brand Mandarin Oriental.

 

Immaginando di intraprendere un tour virtuale all’interno dell’edificio si può subito notare come la scelta della pavimentazione grigia dell’ingresso al piano terra crei una continuità con i cortili di Via Andegari che inevitabilmente sottolinea un forte, l’appena citato, rapporto interno-esterno con il Mandarin Bar, considerato fulcro e vero spazio iconico dell’intero progetto d’interni.

In questa progettazione si può chiaramente vedere come gli architetti abbiano riproposto con molta forza la creazione di temi cromatici, particolarmente popolare nel design d’interni domestico degli anni ’30 e ’40. Si gioca con le geometrie in questo caso in marmo bianco statuarietto e nero marquinia che rivestono pavimenti e pareti riflettendosi con suggestivi giochi di luce nello specchio seppiato del soffitto e che vengono sapientemente combinati non solo con il grande bancone centrale ma anche con le sedie alte Fulgens di Maxalto.  L’atmosfera è resa ancora più accogliente, in stile lounge, dalle luci soffuse ma anche dai complementi di arredo quali divani avvolgenti e tavoli bassi firmati anche questi da Maxalto.

 

Un mix di arredi e mobili, realizzati rigorosamente su progetto specifico, contribuiscono a creare non solo un’atmosfera elegante, intima ed accogliente, che si avrà modo di ritrovare anche nell’adiacente Ristorante “Seta”, ma allo stesso tempo forniscono un tocco eclettico al design generale dell’hotel. Fanno da denominatori comuni la presenza dei colori, la presenza dei marmi e la raffinata ibridazione degli stili che si riscontra non solo negli spazi comuni ma anche negli interni e arredi delle 104 camere di cui è dotata l’intera struttura; in questo gioco di colori e funzioni il verde e il giallo conferiscono intimità mentre il rosso corallo sarà adibito per rendere più chiari i percorsi.

Contrariamente alla vivacità di colori nelle aree comuni al piano terra, l’atmosfera che si crea nelle camere e nelle suite riflette l’altro lato dello stile classico milanese, quello calmo e accogliente. I pavimenti delle camere sono realizzati con parquet di rovere mentre le pareti sono rivestite in boiserie di noce; in questi ambienti i toni del beige si combinano con il bianco e il nero per dare agli spazi una sensazione di tranquillità e sobrietà, smorzata però da elementi di arredo, come poltrone, tende e tappeti, che presentano forti tonalità.

I piani attici vengono riconvertiti seguendo il concetto di penthouse; le camere agli ultimi piani dell’edificio infatti offrono una vista prospettica sui tetti e le terrazze della città e, per i più fortunati, sulle guglie del Duomo. Il progetto di allestimento dell’area Bar del noto hotel milanese si è aggiudicato il prestigioso premio European Hotel Design Award 2016 per la categoria The Interior Design Awards, al quale l’azienda bolognese Paolo Castelli ha contribuito realizzando le parti comuni, più ristoranti e bar. L’intervento curato dalla medesima azienda ha previsto la realizzazione di arredi fissi e mobili e dei rivestimenti a parete e soffitto, pavimenti, infissi, porte, banconi reception e back office situati al piano terra della struttura che, come abbiamo ricordato in precedenza, sono stati personalizzati esclusivamente per il progetto in termini di dimensioni, finiture e materiali.

Tra i tanti arredi scelti, sono presenti molti pezzi delle collezioni B&B Italia, Maxalto e Flexform.

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