Negli ultimi anni si è affermato in Italia un nuovo fenomeno culturale, economico e sociale, quello dell’economia collaborativa. Spazi e servizi non hanno più un’identità fissa e immobile, devono anzi essere caratterizzati da una grande flessibilità a seconda della domanda e favorire l’incontro e lo scambio di idee ed esperienze fra soggetti di diverso tipo.
Sono spesso progetti che nascono da realtà minori e che puntano a sviluppare e diffondere buone pratiche nel tessuto urbano, includendo in modo diretto persone e organizzazioni all’interno di percorsi di progettazione partecipata, per ampliare la rete di soggetti interessati a sperimentare nuovi servizi e opportunità.

© Davide Giglio / Centro Visual

Nell’ambito economico terziario, il modello del co-working risponde perfettamente a queste linee guida. Il co-working Toolbox di Torino è fra i primi buoni esempi italiani di questo tipo di progettazione: esso nasce dalla rifunzionalizzazione di edifici ex-industriali e offre un contesto creativo e imprenditoriale per nuove professioni e aziende legate all’economia della conoscenza e della creatività.

Gli spazi del coworking Toolbox di Torino. © Davide Giglio / Centro Visual

In questo nuovo spazio diversi tipi di postazioni in open space e in spazi privati creano una piattaforma abilitante per freelance, professionisti e imprese che desiderino condividere spazi, strumenti, servizi, idee, relazioni, competenze e opportunità.
Si è inoltre creato un prolifico rapporto fra diverse realtà ospitando negli stessi spazi anche il primo fablab italiano, FabLab Torino, che insieme con Officine Arduino ripropone la produzione all’interno della città, fornendo un’apertura a nuovi modelli di lavoro e di spazi di produzione.

Realizzato nel 2010 dall’atelier dell’architetta Caterina Tiazzoldi, il progetto consiste nel riuso di uno spazio industriale a ridosso del sedime ferroviario, già interessato da diversi progetti di riqualificazione.
Il concept ha alla base l’idea di mantenere la forte identità industriale inserendo all’interno dell’edificato pareti leggere e smontabili, piccoli box che definiscono una gerarchia di funzioni e una grande varietà di spazi di lavoro e di incontro.

Spaccato assonometrico degli spazi del Toolbox di Torino. © Caterina Tiazzoldi

Il tema della condivisione e allo stesso tempo la necessità di privacy si coniugano nella realizzazione di questi box differenziati sulla base sia delle performances richieste, come ad esempio le prestazioni acustiche, sia della caratterizzazione e della riconoscibilità delle diverse aree attraverso l’uso di materiali differenti, in ogni caso ecologici e low cost.
L’ultima importante caratteristica che sottolineiamo è proprio quella del costo dell’intervento, che si mantiene dunque molto basso nonostante l’elevata qualità progettuale.

 

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