La città costiera di Yantai, con le sue meravigliose montagne sempre illuminate dal sole, sorge nel distretto di Laishan, zona costiera della Cina nord-orientale, sul Mar Giallo. Il luogo da sempre ospita industrie di produzione leggera e, nei dintorni, edifici scolastici e anche alcune università. La recente urbanizzazione ha connotato di rilevante spicco queste aree, tentando di elevarne la qualità della vita, eliminando gradualmente la presenza di fabbriche e puntando a far leva sui giovani che vivono nei dintorni per motivi di studio.

Il progetto dei MAT Office punta a riqualificare i tre capannoni di una ex area industriale per farne edifici residenziali a basso costo per gli studenti, regalando loro uno spazio identitario che non tradisca la propria storia.

La strategia insediativa delle nuove residenze di Yantai © MAT Office

Il primo segno importante interessa lo studio delle facciate. Il prospetto esposto a nord, più lungo degli altri, risultava oscurato da due filari di lussureggianti alberi e quindi la strategia del team di progettisti ha mirato a spostare l’attenzione sul lato est, rendendolo il prospetto principale, attraverso una texture geometrica, molto peculiare, di cubi gialli che cambia a ogni ora del giorno, grazie all’inclinazione del sole. L’espediente è ottenuto mediante l’uso di un differente angolo della faccia interna dei cubi. Le colorazioni arancione e gialla simulano l’ombra proiettata sulle pareti interne sotto una diversa inclinazione. In una mattinata di sole si potrà godere di una ricca e interessante variazione di luci e ombre in diversi momenti della giornata. Inoltre, il contrasto tra questa vasta area di parete bianca e arancione si coordinerà con il cielo blu della città costiera.

Lo studio geometrico delle facciate per conferire un disegno sempre diverso in base all’inclinazione del sole © MAT Office

L’espediente formale per ottenere il gioco di luci e ombre © MAT Office

La lobby al primo piano affaccia anch’essa a est, dove è stato allestito un giardino a isola, per favorire lo scambio e la partecipazione degli studenti, e per farlo diventare il luogo deputato alle attività pubbliche e collettive. Al secondo piano di uno degli edifici sono stati predisposti altri spazi comuni, come sale da pranzo, cucine, lavanderie e palestra. Allo stesso modo, la terrazza affaccia sul giardino, unendosi idealmente all’esterno.

La lobby che ospita le attività comuni e affaccia sul giardino a isola © MAT Office

Gli spazi comuni di condivisione sociale © MAT Office

I corpi di fabbrica originali constavano di tre piani ed erano limitati nella profondità. Al fine di ottenere spazi interni più ampi, è stato aggiunto un corridoio di collegamento per rendere fruibile ogni parte del fabbricato.

La facciata esterna del corridoio è trattata con mattoni di vetro artistico, quadrato e traslucido, di dimensioni pari a circa 20 cm. Durante il giorno, la luce soffusa penetra nel corridoio attraverso il rivestimento in mattoni e rifrange le ombre delle persone che si muovono all’interno degli spazi. Di notte, invece, le pareti arancioni che danno sul corridoio e sulle aree comuni, sono illuminate da luci artificiali e il debole giallo d’oca sembra dall’esterno uno straripante succo d’arancia e regala ai giovani una calda atmosfera familiare.

L’operazione ha permesso di ricavare 102 appartamenti di 5 tipologie diverse, con profondità variabili tra i 5,6 e i 7,6 metri. Ogni unità ospita tre o quattro blocchi, inquadrabili in ingresso e servizi, zona giorno, zona notte e uno spazio di lavoro. Ogni unità è caratterizzata da un colore differente delle pareti interne.

Gli spazi interni degli appartamenti caratterizzati da colorazioni diverse © MAT Office

Le aree esterne sono trattate con materiali duri chiari in scala di grigio, con suddivisioni a forma di isola, tentando di simulare un paesaggio libero e flessibile all’impronta dell’edificio ad angolo retto.

Il team di MAT Office, con questo progetto sperimentale dai tratti semplici ma anche estremamente coraggiosi, non ha solo conferito una nuova organizzazione agli spazi, ma ha tentato di donare una nuova identità anche manipolando le relazioni originarie. Riprendendo i concetti di Heidegger in L’origine dell’opera d’arte, l’intenzione è stata quella di creare un nuovo luogo in cui i giovani potessero non solo ritrovarsi, ma anche riconoscersi.

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