In questo tempo di lockdown, viaggiare fisicamente non è per ora possibile ma nulla vieta di poterlo fare in modo differente grazie alla tecnologia. Ormai disponiamo di strumenti all’avanguardia in grado di accorciare qualunque tipo di distanza, tali da poterci permettere di girare il mondo pur rimanendo comodamente a casa.

Il viaggio è da sempre sinonimo di scoperta, di esplorazione di realtà differenti e di conoscenza di tesori e di testimonianze. Viaggiare è cultura e ancora una volta la tecnologia risulta essere uno strumento di grande utilità in quanto attività interattive e tour virtuali ci consentono di poter godere del patrimonio artistico, culturale ed architettonico a livello globale.

In questo preciso periodo storico, per gli amanti dell’architettura si apre la possibilità di poter fruire di un panorama architettonico variegato e molto vasto, comodamente da casa proprio tramite la piattaforma web di Google street view. Questa iniziativa regala l’esperienza di un vero e proprio viaggio virtuale tra alcuni esempi di architetture moderne, sia dall’esterno che, tavolta, dall’interno.

 

Le Corbusier, Villa Savoye

Poissy (Francia) 1928

Villa Savoye è decisamente l’architettura che meglio incarna la concezione di ricerca dello “Esprit nouveau” auspicato dal grande maestro Le Corbusier, con l’intento di definire le basi teoriche di una nuova poetica, nell’ottica di ristabilire il rapporto tra edificio, città e territorio. All’interno dell’edificio sono resi evidenti “i 5 punti fondamentali della nuova architettura” definiti dall’architetto stesso in seguito ad una prima indagine relativa al tema dell’abitazione: pilotis, tetto giardino, pianta e facciata libere e finestre a nastro. La rampa diagonale che attraversa tutta la villa dal garage alla terrazza si configura come un elemento decisamente emblematico, un vero e proprio oggetto d’arte ricco di significato. Viene progettato appositamente per svolgere la classica funzione di collegamento, ma nell’ottica specifica di offrire al visitatore la possibilità di percorrere un vero e proprio iter di conoscenza e di godimento estetico dell’abitazione. In questo modo è possibile comprendere la complessità di un’architettura che ha realmente rivoluzionato i concept tradizionali promuovendo tipologie costruttive decisamente innovative.  Per visitare Villa Savoye, clicca qui.

Villa Savoye. Credits: Cemal Emden

Mies Van der Rohe, Villa Tugendhat

Brno (Repubblica Ceca) 1930

Villa di 907 metri quadri commissionata da una coppia di coniugi tedeschi di origine ebrea, ricchi industriali nel campo tessile, Grete e Fritz Tugendhat. Un’ architettura che ancora oggi non smette di sorprendere per le soluzioni architettoniche d’avanguardia messe in campo. Raffinati materiali ed un complesso impianto tecnologico fanno della villa un’abitazione decisamente lussuosa. Da visitare senza alcun dubbio sono le due stanze che raccontano le passioni dei proprietari: la camera oscura per lui e quella per la conservazione delle pellicce di lei. Tali spazi sono arredati con materiali pregiati che definiscono fortemente il profilo stilistico pensato accuratamente da Mies per l’abitazione. In particolare nella stanza di lei, chiamata “la stanza delle tarme”, è possibile ammirare le appenderie di bronzo originali ed i rivestimenti ceramici delle pareti e del pavimento.

In seguito al trasferimento in Svizzera della famiglia Tugendhat, la villa fu confiscata dalla Gestapo e usata inizialmente come residenza e uffici e successivamente come quartier generale da parte dell’esercito sovietico. Dal 2001 la villa diviene patrimonio dell’Unesco e in seguito all’ultimo restauro del 2012 è aperta al pubblico. Per visitare Villa Tugendhat, clicca qui.

Villa Tugendhat. Credits: Alexandra Timpau

Frank Lloyd Wright, Allen House

Wichita (Stati Uniti) 1915

Una villa dal carattere decisamente sperimentale in quanto influenzata dal tipico stile delle prairie houses e, per le sinergie, anche dall’architettura giapponese. Ibrido architettonico di una forte valenza stilistica dovuta anche a numerose attenzioni progettuali poste nei confronti dei dettagli sia per gli ambienti interni che per l’esterno. Progettata nel 1915 per l’ex governatore del Kansas, Henry Justin Allen e sua moglie Elsie, attualmente è gestita dalla Allen House Foundation come museo. Per visitare l’Allen House, clicca qui.

Mies Van der Rohe, Farnsworth House, Plano (Stati Uniti), 1951

Architettura simbolica, raffinata espressione della filosofia ideologica e progettuale del grande maestro. Realizzata mediante l’utilizzo prevalente di acciaio e vetro, presenta caratteri di estrema purezza nei dettagli. Villa fortemente iconica, decisamente da visitare per godere della particolare concezione di spazio pensata dalla mente geniale di Mies. L’architetto applica qui il concetto di open space rivoluzionando i canoni tradizionali e ponendosi come precursore della progettazione che oggi conosciamo. Lo spazio non è strutturato ed è organizzato secondo una suddivisione spaziale flessibile in modo da avere solo un blocco compatto centrale per le funzioni di servizi e guardaroba.

Commissionata dalla dottoressa Farnsworth come casa per il weekend immersa nella natura, oggi è aperta al pubblico. Per visitare la Farnsworth House, clicca qui.

Farnsworth House. From: farnsworthhouse.org

Questi sono solo alcuni degli esempi di quanto la tecnologia in questo periodo, tanto delicato quanto straordinario, trova sempre più espedienti per darci la possibilità di conoscere il mondo che ci circonda. É chiaro, pero che i tour virtuali non potranno mai sostituire lo stupore, il brivido e le emozioni che scaturiscono passeggiando nell’architettura, ma possono essere un modo innovativo per raggiungere luoghi lontani e sconosciuti.
Tutto ciò è decisamente positivo e gratificante in termini di ricerca e di progresso. Questo nuovo modo di “vedere” è sinonimo di quanto la percezione umana possa riuscire ad entrare in simbiosi con la tecnologia, adeguandosi a strumenti artificiali non suo. Allo stesso tempo, però, tutto ciò può risultare destabilizzante e controproducente per alcuni aspetti. Adagiandosi su queste comodità virtuali, si corre il rischio di perdere le sensazioni legate alla sfera percettiva regolata dai cinque sensi?

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