Pechino, capitale della Cina nonché città piu estesa al mondo per superficie con i suoi 16.808 km² e seconda per popolazione con 21,54 milioni di abitanti, dopo i 27 di Shangai, è in continua trasformazione.

Recentemente infatti, il volto di Pechino è stato di nuovo trasformato ad opera degli Zaha Hadid Architects (ZHA), i quali oltre a completare il Beijing Daxing, l’aeroporto più grande del mondo, il 19 novembre è stata inaugurata la Leeza SOHO Tower che con i suoi 45 piani raggiunge i 207 metri di altezza.

Un’architettura dal volume cilindrico, leggero e allo stesso tempo possente, si innalza con un gesto a spirale nella parte sud ovest di Pechino, diventando la base del nuovo centro finanziario e di trasporto del distretto di Fengtai, situato tra il centro città e il nuovo aeroporto.

La fisionomia della Leez SOHO deriva dal sito stesso della torre. Essa infatti è situata in prossimità della stazione ferroviaria e di un importante punto nodale dove si intrecciano cinque diverse linee della rete metropolitana della città. Presenta dunque uno schema planimetrico diviso diagonalmente dal tunnel sotterraneo, il quale diventa un vero e proprio vincolo e principio generatore volumetrico. Il team degli architetti ha scelto infatti di attenersi alla conformazione urbana e assecondarla, dando libero sfogo alle forme.

Risultato di questa composizione sono due torri gemelle distinte ma che dialogano attraverso quattro ponti strutturali, detti anche skybridge, che attraversano il vuoto separatore dei due corpi. Quest’ultimi inoltre, man mano che crescono, vengono mossi in maniera fluida da una leggera e ben distribuita torsione che raggiunge i 45° in modo tale da portare gli ultimi piani delle torri in asse con la Lize Road sottostante.

Il tutto viene poi avvolto da un rivestimento di vetrature basso-emissive a doppia lastra, garantendo un controllo ottimale delle temperature e un basso dispendio di energia considerando le condizioni climatiche in cui quest’architettura è inserita. L’intento è quello di ottenere la LEED Gold Certication, nuovo standard di eco-compatibilità architettonica.

Ma oltre a salvaguardare l’impatto energetico sulla salute e sul benessere delle persone e del nostro pianeta, questo foglio di vetrature permette di mostrare la natura della materia che compone la torre stessa e racconta la sua architettura attraverso la luce naturale che l’attraversa e quella artificiale emanata dall’interno.

Grazie a queste soluzioni architettoniche e ingegneristiche, nasce l’atrio più alto del mondo, superando il record del Burj Khalifa. Si presenta infatti come “atrio a tutt’altezza” la quale con i suoi 195,15 metri raggiunge quasi la sommità della torre e grazie alle piu moderne soluzioni tecnologiche contribuisce al raggiungimento del bel composto e dell’ eco-sostenibilità.

Spiegano i progettisti:

“Il grande atrio convoglia la luce naturale all’interno dell’edificio, fungendo da camino termico con un sistema di ventilazione integrato che mantiene la pressione ad un livello costante per limitare l’ingresso dell’aria e fornisce un efficace processo di filtrazione dell’aria pulita all’interno della torre”.

Ma le misure di efficienza energetica non si limitano all’atrio ma anche alla gestione dell’energie, della raccolta dell’acqua piovana, riciclaggio, stazioni di ricarica per bici e auto elettriche e parcheggi ipogei per limitare gli ingombri.

In conclusione, quest’ultimo progetto per Pechino firmato da Zaha Hadid, scomparsa nel 2016, dimostra ancora una volta la sua strabiliante capacità nel disegno delle forme fluide e dinamiche per il raggiungimento di un’ARCHITETTURA VIVA.

“Disegno forme potenti, mutevoli, fluide e penso sempre a che effetto farebbero se galleggiassero nello spazio.”

Zaha Hadid

Zaha Hadid (1950-2016) from www.zaha-hadid.com

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