Roma, 20 Aprile 2020, in un clima di incertezza e precarietà di una nazione ferma a causa del Covid-19, risuona il grido del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori al parlamento: cosa sarà dell’Italia a seguito della pandemia?

“Come gestiremo, nel dopo emergenza, i luoghi dell’abitare, gli spazi pubblici, le dinamiche urbane? Come verrà fatta ripartire l’economia, riattivati i cantieri, trasferita una indispensabile spinta propulsiva al mondo delle costruzioni? Ed ancora, Come vediamo il futuro delle nostre città, dei territori, muovendo dall’insegnamento della pandemia?

Serve una capacità di progetto. Dunque c’è bisogno di architettura e di architetti. Eppure tutto questo pare non essere sufficientemente percepito dai principali attori politici e dai decisori del nostro Paese” – 20/04/2020 Comunicato Stampa CNAPPC

Cosi il Consiglio Nazionale degli Architetti chiede agli organi governativi un dialogo sulla tematica del costruire e su come far ripartire un’economia sulle infrastrutture che da sempre produce effetti non solo di accrescimento economico ma anche (e soprattutto) sociale. La proposta è di creare un luogo di confronto in cui i progettisti siano attivamente coinvolti nella fase di ricostruzione di una comunità, per far sì che gli eventi storici, attualmente ancora vivi, si traducano in possibilità di rinascita e non in una ferita profonda e inguaribile.

 

CLM Citylife, Milano. Design BIG. Credits ©big.dk

Come in ogni evento del passato, l’architettura è sempre stata il mezzo materico della rinascita e oggi il CNAPPC sta lavorando su tre direttrici complementari con il fine di curare il futuro post-covid. L’iniziativa principale verte intorno all’immaginazione del futuro, ragionando sulle problematiche e potenzialità, dando risposte alle esigenze abitative, alla mobilità e alla sanità attraverso una piattaforma di condivisione di idee proposta all’intera comunità di architetti.

Un secondo approccio è sulle strategie per il mondo delle costruzioni, dove uno sviluppo rapido e sostenibile diventa l’esigenza base per il prossimo futuro, quindi una serie di azioni e proposte per riattivare i cantieri e per non bloccare l’attività costruttiva che già fin da oggi ha faticato. Ultimo punto della lettera del CNAPPC al presidente del consiglio, riguarda una rivisitazione dell’attuale quadro normativo, un testo legislativo complesso creato su una burrascosa burocrazia che oggi più che mai necessita di una semplificazione della legislazione urbanistica, del Codice degli appalti e del Testo Unico dell’edilizia.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti sostiene che per riemergere da questo declino è necessario sviluppare un progetto di futuro. Un futuro in cui le nostre abitudini saranno diverse e temi come la cura ambientale e la qualità della vita saranno alla base di ogni gesto progettuale. Una riflessione profonda che mostra come una comunità di professionisti riesca, anche in un periodo di restrizione come questo, a denunciare un’esigenza collettiva volta al benessere sociale.

“Il COVID-19, oltre ad averci fatto piombare in una profonda crisi sanitaria ed economica, può rappresentare una gigantesca opportunità verso il cambiamento, con interventi radicali, in una partita tutta da giocare, senza avere paura di giocarla” – 20/04/2020 Comunicato Stampa CNAPPC

Nuovo Campus Bocconi, Saana Architects 2019. Foto del cantiere in corso. Credits ©blog.urbanfile.org

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