Di Francesca Maria De Matteis

Progettato da Wilhelm Wohlert e Jørgen Bo, fu fondato da Knud W. Jensen. Era il 1958 e da allora è il museo più visitato della Danimarca. Ospita opere d’arte moderna e contemporanea, che rappresentano un arco storico che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Il fascino di questo posto è enfatizzato dal continuo ricambio di esposizioni temporanee, che si susseguono armoniosamente, abbracciando tutti gli aspetti e gli stili dell’arte più vicina a noi e che più rappresenta la società in cui viviamo. Concepito anche come luogo di incontro e scambio culturale, fonde architettura, arte e rispetto dell’ambiente naturale circostante, rappresentando ormai un punto di riferimento anche per studiosi e appassionati di architettura.

Fonte: Wikipedia.org

La stagione autunno/inverno 2018-2019 prevede un focus particolare sulla luna (Månen, The Moon), ospita innumerevoli opere della pittrice contemporanea Cecily Brown, e ripercorre con attenzione il progetto dello studio architettonico condotto da Elemental.

 

The Moon. From Inner Worlds to Outer Space

Con più di 200 opere, reperti e fotografie, occupa l’intera ala sud dell’edificio.
We encounter the Moon as a fundamental symbol and as a goal for romantic and artistic longings, scientific investigations, existential and political issues”, riporta il volantino illustrativo che ci consegna la cassiera insieme al biglietto d’ingresso. L’esposizione, infatti, ha come obiettivo proprio quello di evidenziare il fascino e l’importanza del ruolo ricoperto dal satellite naturale del nostro Pianeta. Lo scopo è quello di approfondire il ruolo che essa ha ricoperto nell’immaginario collettivo e dei singoli artisti nel corso dei secoli e dei decenni di produzione artistica. Così, inoltre, Louisiana commemora il cinquantesimo anniversario del primo passo compiuto dall’uomo sulla Luna, con un deciso incoraggiamento a porre nuovamente attenzione sulla possibilità di una nuova “Space Race”. Questa prospettiva è accompagnata dalla necessità di una valutazione delle implicazioni strategiche ed economiche che porta con sé, lasciando, però, al visitatore la libertà di trarre le proprie conclusioni in modo autonomo.

Fonte: Louisiana.dk

Elemental

È uno studio cui piace autodefinirsi come un “do-tank”, ovvero come un gruppo di esperti che ha l’obiettivo di fare. Un’equipe non convenzionale, dotata di capacità eclettiche. Un approccio all’architettura e all’urbanistica nuovo, che permette loro di sperimentare soluzioni innovative. Il loro obiettivo principale è quello di trovare un modo economico per supplire alla carenza di abitazioni dei quartieri svantaggiati di Santiago, in Cile. Caratterizzate da povertà e distruzione, a causa dei recenti tsunami, tali aree vengono sfidate dalla proposta di Elemental: costruendo solo parzialmente le abitazioni, il compito di ultimarle è lasciato agli abitanti stessi. È la combinazione tra progetti di buon livello e il valore aggiunto dato dall’investimento dei residenti.

Fonte: louisiana.dk

Cecily Brown. Where, When, How Often and with Whom

Fino al 10 marzo prossimo, Louisiana ospita la prima esibizione che la pittrice inglese Cecily Brown tiene in Scandinavia. I suoi lavori sono un esempio di pittura contemporanea: vita, movimento, colore e potere erotico si fondono per dare vita a quadri variopinti. Temi grotteschi e pornografici si aggiungono a dipinti dal potenziale attuale, di denuncia dei disastri umanitari.

Cecily Brown con il suo dipinto “Trionfo delle Vanità II” al Metropolitan Opera House di New York. Credit: Vincent Tullo per The New York Times

All’esterno un accogliente giardino ospita lacune opere di arte contemporanea. Camminando tra le sculture, immersi in un ambiente che sembra essere fuori dal tempo, avvolti dal profumo di cioccolata calda proveniente dal bar del museo, lottiamo contro il freddo vento proveniente dalla costa vicina. Un balcone terrazzato ci consente di ammirare il moto irrequieto delle onde del Mare del Nord sul quale l’edificio si affaccia coraggiosamente. Il museo, infatti, si trova proprio sulla costa dell’Øresund a Fredensborg. Siamo a 35 chilometri da Copenaghen. Girovaghiamo frettolosamente tra delle enormi sfere che sembrano riprodurre i pianeti e ci confrontiamo con lo sguardo interrogativo di uno strano animale che si nasconde fra la folta vegetazione.