ARCIPELAGO ITALIA. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese” è il titolo del Padiglione Italia alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia curato da Mario Cucinella, che concentra la sua attenzione sullo spazio urbano che corre lungo la dorsale italiana, dall’Arco Alpino, lungo l’Appennino, sino nel Mediterraneo. Un itinerario con un centinaio di tappe suggerite da piccole architetture di qualità realizzate negli ultimi anni e frutto di una call promossa dal curatore, in cui il tema principale della relazione tra architettura e paesaggio viene ripercorso attraverso esempi del passato e progetti di un possibile futuro indagando lo stato di fatto e proponendo una riflessione su temi di attualità come le periferie, il post terremoto, le aree dismesse, gli scali ferroviari e la mobilità; cinque progetti sperimentali in altrettante aree del Paese.

I progetti esposti sono il risultato di un’operazione multidisciplinare, della quale sono stati parte attiva studi emergenti italiani, università e altre figure professionali, affiancata da un’azione di ascolto delle piccole comunità dei luoghi coinvolti nella ricerca.
In questi progetti in mostra, sono plastici, disegni, ricostruzioni video e analisi del processo partecipativo a innescare una riflessione sul possibile futuro di questa Italia: lontana dalla grandi infrastrutture, e spesso anche dai servizi, ma capace di sperimentare forme proprie di condivisione dello spazio, eludendo le categorie di “privato” e “pubblico”.
Le cinque aree strategiche individuate sono: la Barbagia con la piana di Ottana, nella regione centrale della Sardegna che si estende lungo i fianchi del massiccio del Gennargentu; la Valle del Belice con un focus su Gibellina, nella Sicilia occidentale in provincia di Trapani; Matera nella sua relazione con la Valle del Basento; il Cratere e Camerino con la zona dell’Italia Centrale colpita dal terremoto del 2016; l’Appennino Tosco-Emiliano con particolare attenzione al Parco delle Foreste Casentinesi.

Il progetto di allestimento del Padiglione Italia viene perciò intrapreso come un lungo viaggio attraverso l’Arcipelago Italia. L’obiettivo è quello di trasmettere ai visitatori l’anima di questi luoghi, coinvolgendoli attraverso un racconto suggestivo e inclusivo, che si snoda attraverso un percorso di conoscenza tra presente e passato e sfocia nell’indagine di possibili scenari futuri.

Padiglione Italia, © Urban Reports

Lungo questo “viaggio” vengono presentate circa settanta opere di architettura contemporanea, individuate tra le cinquecento candidature pervenute attraverso una call. Esaminando questi progetti, diversi per scala di intervento e in larga parte veicolati attraverso video, si può percepire la “qualità diffusa nei territori interni italiani”, frutto di tante piccole azioni portate avanti, in questi anni, da decine di professionisti. Facendo emergere perciò un panorama multiforme e variegato del Paese, dove spiccano la buona qualità del progetto contemporaneo e il valore aggiunto del processo che lo ha generato.

Padiglione Italia, © Urban Reports

Padiglione Italia, © Urban Reports

Padiglione Italia, © Urban Reports

Legittimo auspicare, a questo punto, che dall’attenzione mediatica e dalla presa di coscienza collettiva derivanti dall’operazione possa prendere davvero il via una nuova stagione di cambiamenti per i territori e le comunità più distanti dalle aree urbane di maggiore rilievo.