Nella capitale francese non mancano di certo i musei e l’offerta culturale è sempre così vasta, varia e accattivante che forse non ci si aspettava anche questo: il primo museo galleggiante al mondo dedicato alla Street Art, emerso sulla Senna, come un’isola dopo un’eruzione vulcanica.

Aperto da poco più di un mese è diventato già un polo culturale e attrattivo invidiabile. Così spudoratamente diverso dagli amatissimi Louvre e Musée d’Orsay e non lontano da essi, si staglia sulla riva sinistra della Senna  nel quartiere di Gros Caillou, ai piedi del Pont des Invalides.

Il museo Fluctuart visto dall’esterno fonte fluctuart.fr

Questo nuovo spazio culturale nasce grazie al progetto della città parigina di riqualificazione di alcuni quartieri a ridosso della Senna con un concorso pubblico chiamato ‘Réinventer la Seine’ e vede la firma di Gèrard Ronzatti del prestigioso studio di architettura navale ‘Seine Design’. Il museo di fatto è una sorta di bateau-mouche ancorato alla banchina, ma dalle forme moderne e con pareti con tredici vetrate su ogni lato per il piano espositivo del ponte principale che permettono di vedere l’interno e la riva opposta.

Uno spazio davvero originale che raggiunge circa 1200 mq di superficie suddivisi su tre piani. La struttura dal design industriale, con materiali a vista, ospita grandi spazi espositivi, uffici, una postazione da dj-set, laboratori didattici un bookshop specializzato in testi sull’Urban Art, post – graffiti e culture urbane. Al piano più alto vi è un’area ristoro con una splendida terrazza panoramica che offre la spettacolare vista sul Pont des Invalides, Grand Palais e la Tour Eiffel, dove lo skyline della città fa da gioco di rimando fra l’arte e la bellezza eterna della ville lumière e la giovane irriverente presenza ribelle ormeggiata a Gros Caillou.

Il piano centrale e la sottocoperta ospitano una collezione permanente dedicata ai grandi maestri della Street Art, da Bansky a Shepard Fairey, Vhils, Keith Haring, Clet, Dran, Invader, JR ecc. Essa presenta una panoramica delle varie tecniche e approcci dell’arte urbana attraverso opere emblematiche e originali dei più grandi artisti del movimento. Questo percorso storico e tematico è un’opportunità per il pubblico di conoscere l’arte urbana e di vedere dal vivo i suoi principali artisti in uno stesso luogo.

Vhils, decoupage fonte InstaPhenomenons

Gli spazi espositivi sono dedicati altresì ad ospitare con frequenza mostre temporanee di artisti emergenti e non. Da non perdere dall’8 novembre la mostra che omaggia Leonardo da Vinci, l’uomo di spirito, allo stesso tempo artista, scienziato, ingegnere, inventore, anatomista e pittore attraverso gli occhi di venti artisti internazionali maestri della Street art, l’esposizione farà eco all’altra eccezionale mostra di Leonardo da Vinci al Louvre visitabile da oggi.

Il Fluctuart veicola arte urbana e allo stesso tempo aggregazione culturale assolutamente democratica e senza barriere di sorta, si visita gratuitamente tutti i giorni da mezzogiorno a mezzanotte, è un centro dinamico, giovane e interattivo.

I suoi spazi sconfinano all’esterno, infatti la banchina è un ideale estensione degli stessi, dove ci si può fermare ad ammirare le opere contenute nel museo proiettate di sera sui muri o il ponte del lungo fiume, che si fingono tele virtuali con proiettori e installazioni di videomapping.

Questo museo è un inno architettonico alla contemporaneità e alla rottura degli schemi convenzionali. Il direttore del museo Nicolas Laugero Lasserre lo descrive: Creativo, aperto al mondo, impegnato e attuale. Le ambizioni di Fluctuart sono presentate su tre assi: gli artisti, il pubblico e l’influenza dell’arte urbana in Francia e a livello internazionale”. Questo nuovo museo rompe gli stereotipi, corre rischi, ottiene reazioni, invia un messaggio positivo di inclusione, invita ad essere visibili. Frantuma i codici stabiliti dalle istituzioni culturali tradizionali. L’arte deve essere inerente al paesaggio urbano, permettendo ai visitatori una completa immersione.

i Murales dell’artista Swoon al Museo Fluctuart, fonte Hipparis

Il movimento della Street Art concilia l’arte con i suoi pubblici. Oggi il concetto di arte per tutti non significa arte mediocre, anzi. Il movimento vanta un sacco di artisti molto ambiziosi e di talento, tra cui artisti concettuali. La ricerca di un’arte aperta a tutti è scritta nel Dna stesso del movimento, grazie ad artisti impegnati e che vivono nel loro tempo.  Infatti spesso le opere esposte sono di artisti impegnati nel sociale e con messaggi provocatori come Christian Guémy alias C215, che dipinge con stencil e bombolette spray persone e animali emarginati dalla società per renderli visibili. Amaramente ironica la sua opera dipinta su un distributore durex rubato su cui ha dipinto Dominique Strauss-Kahn un ex ministro socialista francese accusato di violenza sessuale.

Oppure trovano spazio le opere di Dran alias Mr Propre, le sue opere tendono a denunciare la società dei consumi in modo oscuro e cinico, simile a Banksy, che lo sostiene. Le sue opere d’arte utilizzano il carattere pubblicitario dei prodotti per la pulizia ‘Mr Clean’. Esse sono divertenti a prima vista, ma dietro vi è una critica più profonda ed è abbastanza ovvia.

Ma l’arte di strada sa essere anche malinconica e romantica. E’ il caso ad esempio dell’ultimo progetto artistico di  JR il quale nel 2001 trovò una macchina fotografica abbandonata nella metropolitana di Parigi e iniziò a catturare i volti delle persone mentre le incontrava. È noto per i grandi ritratti di più persone montate su pareti o monumenti in tutto il mondo con il suo progetto ‘Inside Out’. Al Fluctuart è possibile ammirare la foto installazione Los Angeles-Robert, Upside Down, Downtown USA, una sua gigantografia che fa parte della serie ‘Wrinkles of the City’, un progetto in corso dal 2008 nelle principali città in rapido cambiamento. Le rughe degli anziani si fondono con le cicatrici delle città e l’architettura frammentata, a simboleggiare i ricordi degli anziani che assistono al cambiamento dei paesaggi urbani.

Gli stessi artisti che invadono con le loro opere le strade e i luoghi abbandonati della città espongono in questo museo nato come estensione della città stessa, ma senza l’intento di voler richiuderne le opere, lasciando gli spazi trasparenti liberi di fluire anche con lo sguardo. Solo in questo modo si può superare l’apparente contraddizione inevitabile nel “costringere” artisti che hanno come scenario la città intera e la libertà del linguaggio in uno spazio racchiuso a contatto con il consumismo del bookshop e del bar. Spazi che al Museo Fluctuart sono anch’essi suggestivi e che concorrono a realizzare un’esperienza completa di appagamento artistico contemporaneo.

Immagine di copertina Il museo Fluctuart visto dall’esterno, fonte adrianoalfaro.com
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