Santiago Calatrava, archistar dalla sapiente capacità progettuale ed ingegneristica, è protagonista dell’esposizione partenopea dedicata ai quarant’anni di carriera. Inaugurata il 6 Dicembre 2019, la mostra “Nella luce di Napoli” al Museo e Real Bosco di Capodimonte, sarà aperta fino al 10 Maggio 2020.

Come la Luce è la somma dei colori, l’architettura è concepita come la summa di tutte le arti. – Santiago Calatrava

Il percorso espositivo curato dal Direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger e da Robertina Calatrava, moglie dell’artista, sostenuta dalla Regione Campania grazie ai fondi europei del Poc 2014-2020, è organizzata dalla società regionale Scabec e realizzata in collaborazione con lo studio Calatrava.

L’ingegnere di fama mondiale è conosciuto per prodigi architettonici come la Stazione Mediopadana di Reggio Emilia, il Palazzo delle Arti e la Città delle Arti e delle Scienze a Valencia, e soprattutto il World Trade Center Transportation Hub, meglio conosciuto come l’Oculus di New York, inaugurato a Ground Zero nel 2016, poi diventato il simbolo della rinascita della città dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

Quando si parla di Calatrava non ci si riferisce solo ad un Archistar, bensì a una figura, un individuo poliedrico, che racconta la sua passione attraverso architettura, pittura e scultura che si compenetrano e si coniugano alla Luce.

“La mia scultura precede il mio lavoro di architetto. Per capire la mia architettura bisogna conoscere il mio lavoro di scultore, un nutrimento incessante per la mia arte” – spiega Calatrava

Dalla duplice e ricca formazione spagnola e svizzera, la carriera di Calatrava è stata un continuo crescendo, dalle piccole commissioni, quali un balcone e una fermata dell’autobus, fino a quelle di maggior rilievo. In occasione delle olimpiadi del 1992 in Spagna, Calatrava realizza il Ponte Bac de Roda a Barcellona rinnovando completamente la progettazione dei ponti ed entrando a far parte del panorama architettonico contemporaneo. Il dinamismo con il quale Calatrava è riuscito a rivoluzionare il concetto di ponte e conquistare la critica, è protagonista del suo stile ma soprattutto del suo modo di pensare e di ideare. La relazione che va a ricreare tra le suddette matrici artistiche (arte, pittura e architettura), sebbene non sia una novità come ben sappiamo, è una capacità distintiva che pochi hanno e che sanno padroneggiare. Calatrava riesce in questo modo a cogliere ogni sfumatura di ogni singola idea, analizzarla, interpretarla e infine restituirla con diversi linguaggi artistici che si distanziano per certi aspetti della mentalità ingegneristica, quali minimi costi e minimi sprechi, in modo da ricercare la bellezza e creare opere, architetture per il grande pubblico.

Ponte Bac de Roda, Barcellona ©emocion from wwwflickr.com

La mostra, con l’obbiettivo di valorizzare l’architettura nel suo complesso artistico e concepirla essa stessa come un’arte, si divide in due aree distinte.

Il Cellaio del Real Bosco, dedicato al tema della scultura, ospita più di 50 opere in ceramica, alcune delle quali riprendono le figure in rosso su fondo nero della tradizione ellenica e mediterranea, da sempre punto di riferimento e di ispirazione per le arti. L’artista, in questa mostra, ci conferma la sua padronanza scultorea attraverso un uso combinato dei materiali, passando dall’ebano al marmo bianco, dal rame dorato al granito nero. Riprende poi la sua capacità di rapportarsi con l’antico e il classico, in particolare con la Grecia, esponendo sei sculture in ferro ispirate ai guerrieri della facciata principale del tempio greco di Egina.

 

“Santiago Calatrava è un grande umanista” sottolinea il presidente della Regione Vincenzo De Luca

Dopo i primi assaggi del tratto e dello sguardo artistico di Calatrava, il secondo piano del museo è dedicato all’architettura e alle sue fasi preliminari di ideazione, bozze e plastici (moquette) delle sue opere piu famose, quali l’Aeroporto di Lione e l’idea progettuale del ponte per Genova.
Sale e corridoi sono interamente allestiti con i suoi disegni, schizzi, interpretazioni e idee per un’immersione completa nel suo pensiero artistico. L’intero percorso e le sue opere sono inoltre accompagnati e raccontati attraverso il lighting design, con il quale l’Archistar vuole sottolineare la componente fondamentale nonché chiave di lettura del suo operato: la LUCE.

“Calatrava è un architetto che parla di luce. Anche questo lo rende un artista, un pittore, uno sculture, oltre che un architetto. Le sue opere si ispirano al mondo della natura e sono capaci di introiettare chi le ammira in una poesia fantastica. Calatrava è anche un poeta”. – afferma Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

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