La location è una di quelle che tolgono il fiato: le Dolomiti, definite da Le Corbusier “la più bella opera architettonica del mondo”, da sempre fonte di ispirazione di fotografi ed appassionati di montagna e natura.

È qui che, a 2265 metri di altitudine, il 20 dicembre del 2018 è stato inaugurato il Lumen, Museo della Fotografia di Montagna.

Una vista degli interni_Ph: Marco Zanta

Il progetto ha previsto la riconversione dell’ex stazione della Kronplatz, a monte della funivia di Plan de Corones, nel cuore della Val Pusteria ed ha dato vita a 1800 mq di spazi espositivi, distribuiti su quattro livelli, che ospita al suo interno anche una sala conferenze da 200 posti e lo straordinario ristorante panoramico AlpiNN, diretto dallo stimato chef stellato altoatesino Norbert Niederkofler, che, con il motto “Cuocere la montagna”, ha ideato una cucina incentrata sulla regionalità e la stagionalità.

Un progetto unico con una vista senza eguali sulle Dolomiti, realizzato dall’architetto Gerhard Mahlknecht, che vede come allestitore delle mostre la figura di Giò Forma e del gruppo di lavoro formato da Beat Gugger, Martin Kofler, Richard Piock e Manfred Schweigkofler.

La location

Plan de Corones è una meta invernale molto apprezzata dagli amanti dello sci e degli sport invernali in generale. In estate potrete godervi i percorsi di mountain bike, i sentieri escursionistici adatti alle famiglie e lo Skyscraper: un’altalena gigante che garantisce una scarica di adrenalina, proprio come un volo con il parapendio.

In inverno la montagna famosa della Val Pusteria è l’area sciistica numero uno in Alto Adige, che ora si avvale anche della presenza di questo museo unico nel suo genere.

Il paesaggio circostante_Ph: Skirama Kronplatz

Le mostre

La visita del Lumen è una vera e propria immersione nel mondo della montagna, grazie ad immagini, oggetti, giochi di specchi e realtà virtuale.

Il museo presenta fotografie storiche e innovazioni digitali, emozionanti mostre temporanee e produzioni spettacolari. Il programma curatoriale si caratterizza per il suo carattere interdisciplinare: alpinismo, turismo, politica, spiritualità e storia. Il tema della montagna, viene dunque esaminato da diverse prospettive.

È poi dedicata a Reinhold Messner la mostra permanente Messner meets Messner by Durst, partner del museo insieme a Red Bull Illume, coinvolto per il concorso di fotografia sportiva Adventure, di cui vengono riproposti gli scatti sotto forma di installazioni multimediali nella sala Adrenaline Raum.

Le sale espositive

In linea con la filosofia della casa – combinare l’intrattenimento con la qualità fotografica – LUMEN stabilisce nuovi standard nella presentazione della fotografia di montagna.
Questo principio è chiaramente visibile nella realizzazione scenografica delle sale espositive e nel concetto museale. Grazie al sostegno di partner nazionali e internazionali, è stato infatti possibile creare un percorso coinvolgente, che offre ai visitatori una nuova prospettiva sul “vecchio” tema della montagna. Nell’interazione di approcci multiprospettici e in uno scenario unico, LUMEN trasforma la fotografia di montagna in un’esperienza olistica.
La Sala degli Specchi, invece, è forse la più stupefacente, poichè consente al visitatore di percepire l’interazione tra le forze della natura e della montagna, immergendosi totalmente nella sua atmosfera.

Sala Adrenalina: Ph: Paolo Riolzi

Il Wall of Fame è dedicato ai pionieri della fotografia di montagna come i fratelli Bisson, Joseph Tairraz, Bernhard Johannes, Jules Beck e Vittorio Sella.

Una delle caratteristiche più sorprendenti del Lumen è lo shutter, un enorme diaframma che, quado chiuso, viene utilizzato per la proiezione di film, quando aperto spalanca davanti agli occhi del visitatore l’ineguagliabile scenario delle Dolomiti.

“Il fil rouge che collega tutti gli eventi, le mostre e i testi presenti nel nostro bookshop è la fotografia della montagna. Un museo che vuole coinvolgere un pubblico di tutte le età anche grazie l’ausilio della realtà virtuale”, spiega Thina Adams, direttrice del museo. “Quello che secondo me rappresenta meglio LUMEN è lo shutter, collocato dove c’era il vecchio ingresso della funivia, una grande vetrata circolare che si apre e si chiude continuamente come un otturatore. È l’unione perfetta di tecnologia e natura. Non poteva mancare una sezione che spiega la storia della fotografia dagli albori a oggi, illustrando la tecnica, la chimica e lo studio della luce, esponendo macchine fotografiche d’epoca fino agli ultimi modelli digitali in cui i pixel sono una parte fondamentale, e con l’ausilio di video e schede informative”.

Lo shutter_Ph: Paolo Riolzi

Vista degli interni_Ph: Marco Zanta

Gli orari

L’apertura e la chiusura del museo seguono le date di funzionamento dell’impianto sciistico di Plan de Corones; la chiusura avviene, pertanto, il 22 aprile, per poi riaprire nella stagione estiva con nuovi allestimenti all’interno delle sale destinate alle mostre temporanee.

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