Dobbiamo dire grazie a un italiano, l’imprenditore Andrea Boero, e a un amico della famiglia dell’ex leader dei Queen, Javed Jafferji, se dal 24 novembre scorso – in concomitanza con l’anniversario della morte – in Africa possiamo finalmente ammirare il Freddie Mercury Museum.

Per essere più precisi ci troviamo nell’antica Stone Town (Città di Pietra) di Zanzibar, i locali la chiamano anche Mji Mkongwe, cioè Città Vecchia in lingua swahili. Si tratta dell’affascinante centro storico di questa importante località marittima che un tempo, grazie al suo porto, fu centro di numerosi scambi commerciali e culturali. Nel 2000 l’UNESCO ha deciso di inserire la Stone Town nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità per via del suo ricco e variegato patrimonio architettonico e monumentale tipico della cultura swahili: formatosi grazie alla stratificazione e alla sovrapposizione di stili diversi e complementari, come quelli moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei.

Freddie Mercury Museum Zanzibar

Una sala espositiva del Freddie Mercury Museum, Zanzibar (Tanzania) © Freddie Mercury Museum

Quindi, passeggiando tra le assolate strade del centro antico della città di Zanzibar, situata nell’omonimo arcipelago al largo delle coste della Tanzania, ci si può imbattere nell’abitazione dove il 5 settembre del 1946 nacque Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara. Oggi l’intero piano terra dell’edificio è stato trasformato in una casa museo, lo scopo è quello di rendere omaggio ad uno dei più celebri e talentuosi cantanti del XX secolo che il mondo abbia mai conosciuto.

Prima dell’inaugurazione del museo, i molti fan che qui giungevano in “pellegrinaggio” ne rimanevano spesso delusi. La casa non era visitabile, ad accoglierli c’erano soltanto una piccola targa e una vecchia bacheca con una manciata di vecchie fotografie. Ora, grazie alla passione dei due imprenditori, la situazione è completamente cambiata. Nessun fan tornerà più a casa con l’amaro in bocca. Dopo un lungo lavoro di ricerca, grazie anche al supporto degli amici più stretti del cantante, è stato possibile tramutare in realtà il sogno di Boero e Jafferji.

Andrea Boero Javed Jafferji Freddie Mercury Museum Zanzibar

Andrea Boero e Javed Jafferji: i fondatori del Freddie Mercury Museum © Freddie Mercury Museum

«Abbiamo lavorato», affermano sul sito ufficiale del museo i due amici e fondatori Boero e Jafferji, «insieme a persone che conoscevano Freddie a livello personale, o che conoscono dettagliatamente la sua eredità musicale, per fornire una visione più profonda del vero personaggio di Freddie, al fine di ritrarre la sua strada verso la celebrità.»

Il percorso del museo si articola infatti attraverso un cospicuo patrimonio fatto di testimonianze, documenti, registrazioni, cimeli e più di 100 fotografie inedite che ripercorrono la vita personale e artistica di Freddie Mercury. Si tratta di un vero e proprio percorso filologico che attraversa tutte le tappe. L’esposizione permanente pone come punto d’inizio l’originale certificato di nascita; si prosegue affrontando le sue radici culturali che affondano nella religione zoroastriana; si scopre la storia della sua educazione avvenuta prima a Zanzibar e poi a Panchgani, in India; si affronta il suo trasferimento in Gran Bretagna; fino a giungere e concludere con i successi della sua straordinaria carriera.

Fonte immagini: le fotografie sono state reperite dal sito internet ufficiale del Freddie Mercury Museum. I crediti dell’immagine di copertina e di tutte le altre fotografie vanno quindi attribuiti al Freddie Mercury Museum.
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