Palazzo Como

La sede del museo è lo storico Palazzo Como, rara testimonianza napoletana di architettura quattrocentesca. Il palazzo era noto in passato come il “Palazzo che cammina” poiché, per consentire la rettifica dell’attuale via Duomo prevista dalla riqualificazione urbana del Risanamento di Napoli, l’antica facciata fu spostata nel 1880 di circa venti metri.

La storia travagliata del Palazzo lo vide trasformarsi nel 1806 in una fabbrica di birra, poi diventare archivio del Regno delle Due Sicilie, e in seguito sede di un ordine monastico.

Fu Gaetano Filangieri che, dopo aver acquistato il palazzo, ne modificò gli interni per riadattarli a sede espositiva.

Durante la seconda guerra mondiale il palazzo fu uno dei monumenti cittadini scampati ai bombardamenti.

Ciò che ci rimane oggi è uno splendido palazzo-museo, che offre il fascino della dimora patrizia del tempo, costituendo così una rara testimonianza storica.

foto: Wikipedia

La storia

Il Museo Civico Gaetano Filangieri nasce nel 1888, grazie alla lungimiranza di Gaetano Filangieri Principe di Satriano, grande amante delle arti,che avanzò al Consiglio comunale la proposta di allocare la sua raccolta d’arte in Palazzo Como.
Convinto sostenitore della funzione sociale dell’arte e della cultura, viaggiò a lungo in Europa, entrando in contatto con le più moderne esperienze del collezionismo e delle realizzazioni museali d’arte industriale.
In seguito alla morte del suo proprietario, il museo venne abbandonato.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi appiccarono un incendio nella villa Montesano di San Paolo Bel Sito dove erano stati ricoverati i pezzi di maggior pregio della collezione per farli scampare ai danni di guerra; l’incendio distrusse una grande parte del nucleo originario, lasciando intatti solo quaranta dipinti e una cassa di armi antiche.

Nel 1946, il soprintendente alle gallerie napoletane, Bruno Molajoli rivolse un appello ai napoletani per reintegrare le raccolte distrutte: nel 1948 il Filangieri fu riaperto al pubblico grazie alle generose donazioni di privati e ai prestiti delle opere nei depositi temporanei del Museo di Capodimonte.

La collezione

L’eterogenea raccolta vanta più di 3.000 pezzi di varia datazione e provenienza, tra cui sculture, reperti archeologici, splendidi oggetti d’arte applicata tra cui maioliche e porcellane, abiti, tessuti, medaglie, armi ed armature, e una ricca pinacoteca con dipinti datati dal XVI al XVIII secolo.

Una preziosa biblioteca dotata di 30.000 volumi raccoglie pergamene e manoscritti originali dal 1234 al 1824, tra cui la celebre corrispondenza del filosofo illuminista Gaetano Filangieri, nonno dell’omonimo fondatore del museo, con illustri personaggi tra cui Benjamin Franklin.

Infine la collezione è arricchita da un patrimonio unico al mondo: 3280 monete d’epoca, dalla dominazione bizantina a quelle coniate dalla Zecca di Napoli, chiusa nel 1866.

Tra i dipinti del Seicento napoletano di particolare rilievo sono i capolavori di Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo e Mattia Preti.

Santa Maria Egiziaca di Jusepe de Ribera

 foto di filangierimuseo.it

 

Sala Carlo Filangieri

Gaetano Filangieri decise di dedicare alla figura del padre Carlo Filangieri, illustre militare, la prima sala del Museo, quella al pianterreno.

La Sala Carlo Filangieri è divisa in tre campate dalle grandi volte a vela realizzate in mosaico a fondo oro. Un ambiente che ospita sculture, armi, abiti e ceramiche che raccontano culture lontane come quelle Orientali: è possibile ammirare una selezione unica di armi e armature sette-ottocentesche, provenienti da Cina, Giappone e Turchia.

Il punto focale dell’ambiente è la nicchia in cui è collocato il busto di Carlo Filangieri, realizzato dallo scultore napoletano Tito Angelini.

 

foto di Wikimedia

Sala Agata

La sala del primo piano del museo è dedicata alla madre di Gaetano, Agata Moncada di Paternò. L’ambiente si caratterizza per la particolare pavimentazione a maiolica, sul cui fondo si ripete la cifra e l’arme dei Filangieri.

L’illuminazione diffusa dello spazio è fornita dal fantastico lucernaio in ferro e vetro del 1888. La galleria contiene opere pittoriche, dal XVII al XIX secolo, di grandi maestri europei tra cui si annoverano: Heckart, Fuger, Luca Giordano, Solimena, Andrea Vaccaro e Jusepe de Ribera.

Un passetto in legno permette l’accesso al passaggio pensile, uno spazio, che amplia la superfice espositiva e che consente poi di raggiungere la biblioteca. In questo secondo livello, le vetrine contengono una raffinata collezione di porcellane e biscuit, la loro provenienza è varia, da Meissen alla Real Fabbrica di Capodimonte.

 

Immagine di copertina: Wikimedia

Secondary image: filangierimuseo.it

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