Villa Pignatelli, è una delle case-museo più famose d’Italia.

Si tratta di una struttura monumentale, tra i maggiori esempi di architettura neoclassica della città, i cui oggetti sono ancora nella loro collocazione originaria nelle stanze, così da permetterci un’immersione nell’atmosfera nobiliare delle famiglie aristocratiche che vi hanno abitato:  gli Acton, i Rothschild e i Pignatelli.

Per eseguire i lavori fu necessario demolire una preesistente abitazione appartenente alla famiglia Carafa, una delle famiglie storicamente più importanti ed influenti della città.

Oggi il sito ospita il Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortés, il Museo delle Carrozze e un raffinato giardino inglese.

STORIA

Il progetto della villa fu commissionato nel 1826 dall’Ammiraglio Ferdinando Acton all’architetto napoletano Pietro Valente. Per il giovane architetto fu difficile adeguarsi alle richieste del proprietario inglese; diverse furono le controversie tra le due parti circa i lavori di esecuzione, al punto che furono circa ventidue i progetti presentati dall’architetto per cercare di soddisfare l’esigente committente. A causa di queste diatribe, i lavori di decorazione interna e quelli del giardino esterno furono affidati ad un altro architetto, il toscano Guglielmo Bechi.

Nel 1841, a seguito della morte dell’Ammiraglio Acton, la casa fu venduta al banchiere ebreo tedesco Carl Mayer von Rothschild, che aveva stabilito una filiale a Napoli. La famiglia Rothschild vi abiterà fino al 1860, anno del declino della loro attività.

La villa fu venduta in seguito al principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, che la rese uno dei luoghi simbolo della Belle Époque napoletana. I Pignatelli trasformarono l‘edificio  in un punto d’incontro culturale tra intellettuali e alta aristocrazia napoletana ed europea.

Nel 1952, con testamento pubblico, la principessa Rosina disponeva il lascito della villa allo Stato italiano perché fosse trasformata in un appartamento-museo destinato a perpetuare il nome dei Pignatelli. Così, nel 1960 la villa venne aperta al pubblico col nome di Museo Principe Diego Aragona Cortès.

Foto di Armando Mancini (wikipedia)

ESTERNI

L’esterno della residenza richiama chiaramente ad una domus pompeiana. La veranda neoclassica fu pensata come spazio intermedio tra l’interno e il giardino, ma la copertura in ferro e vetro aggiunta a fine Ottocento e la creazione di porte finestre tra le colonne ne stravolsero il primitivo significato, trasformando lo spazio in una specie di ‘giardino d’inverno’.

La veranda è oggi destinata a conferenze e, specialmente nel periodo estivo, a concerti di musica classica e orchestrale.

L’ingresso alla villa si trova invece sul lato posteriore, presso l’atrio, così pensato per poter accedere all’edificio direttamente in carrozza.

Il giardino all’inglese rispecchia ancora oggi la disposizione dell’impianto originario.

INTERNI

Punto centrale della villa è il salotto Rosso, da cui poi si snodano tutte le altre sale.

Il Salottino Verde si caratterizza per la pregevole collezione di porcellane provenienti dalle maggiori fabbriche del periodo, tra cui quella di Capodimonte, Vienna ed altre europee conservata al suo interno.

Da quest’ambiente raggiunge la sala da pranzo in cui è esposto un servizio di piatti della prima metà del XIX secolo di Limonges, con posate d’argento e bicchieri con lo stemma nobiliare della famiglia Pignatelli.

La biblioteca, utilizzata come sala da biliardo dalla famiglia Acton, è composta da circa duemila volumi, comprese opere di rilevante valore, come i progetti del Vanvitelli per la Reggia di Caserta, nonché testi di letteratura italiana e francese e classici latini.

Il manufatto più interessante della sala è sicuramente l’elegante figura di Narciso di Vincenzo Gemito, con la firma e la data 1886. Dedicata al principe Diego Pignatelli, come recita l’iscrizione sulla base a destra, la scultura costituisce l’unica testimonianza di un rapporto diretto tra un artista contemporaneo e un membro della famiglia Pignatelli.

Foto di Tommaso Vitiello, wikipedia

Museo delle Carrozze

Al pian terreno della palazzina Rothschild è ospitato Il Museo delle Carrozze di Villa Pignatelli, aperto nel 1975. E’ possibile ammirarvi carrozze e calessi di produzione italiana, francese e inglese risalenti all’Ottocento e al Novecento, oltre che alcuni accessori, come morsi, finimenti in cuoio e fruste.

La Casa della Fotografia

Al primo piano della Villa da alcuni anni vengono ospitate mostre fotografiche temporanee, anche a livello internazionale. Qui sono stati presentati gli scatti dei vincitori del WordPress Photo dell’edizione 2016.

 

Immagine in evidenza e secondary image: Armando Mancini, (wikipedia)

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