Il Corridoio vasariano è un collegamento sopraelevato coperto che connette l’antica residenza della famiglia Medici, Palazzo Pitti, con la sede dell’allora Governo, Palazzo Vecchio, passando per gli Uffizi.

Inserito nel percorso di visita delle Gallerie degli Uffizi, nel novembre del 2016 il Corridoio venne chiuso al pubblico per effettuare adeguamenti sismici impiantistici; solo recentemente il direttore degli Uffizi, Eike Schidt, durante una conferenza appositamente dedicata al collegamento mediceo ha dato la notizia della futura riapertura al grande pubblico.

Il percorso del Corridoio vasariano. Credits@exclusiveconnection

La storia

Il duca Cosimo I de’ Medici (1519-1574), granduca nel 1569, commissionò a Giorgio Vasari (1511-1574) la costruzione di una galleria che mettesse in collegamento i principali edifici istituzionali e residenziali della famiglia Medici: palazzo Pitti, gli Uffizi e Palazzo Vecchio, attraversando l’Arno sopra Ponte Vecchio.

L’occasione venne dall’imminente matrimonio che si sarebbe celebrato fra il figlio del duca, Fracesco I e Giovanna d’Austria. L’opera iniziata nel marzo del 1565 vide la luce in soli cinque mesi, in tempo per le nozze celebrate il 16 dicembre dello stesso anno.

Si tratta di un vero e proprio camouflage per un collegamento sicuro ad uso della famiglia ducale da utilizzare negli spostamenti fra un luogo del potere urbano e l’altro; nonostante il dominio sulla città fosse consolidato da oltre un secolo, i sentori repubblicani erano ancora presenti in città. Questo nuovo corridoio avrebbe enormemente ridotto il rischio di subire attacchi o imboscate nonché controllare la città da alcuni punti sopraelevati preferenziali.

Utilizzato unicamente come passaggio residenziale per oltre duecento anni, con il suo testamento l’elettrice palatina Anna Maria Luisa de’ Medici (1667-1743), ultima della stirpe, sancì la conversione del collegamento da privato a pubblico, scelta mantenuta dalla nuova dinastia dei Lorena.

Il percorso

Da Palazzo Vecchio si arriva agli Uffizi mediante un piccolo ponte coperto ancora oggi ben nitido sopra le teste di chi transita per via della Ninna; percorsi gli attuali musei fiorentini, un’infilata di archi che costeggiano l’Arno conducono a Ponte Vecchio, tratto che gode di numerose viste panoramiche sulla città.

Si deve proprio alla creazione del Corridoio vasariano il cambio di “inquilini” del ponte, prima occupato dalle botteghe dei macellai e tempestivamente traslate altrove a favore degli orafi tutt’ora presenti; gli odori particolarmente acri delle botteghe dei macellai non erano degni della famiglia regnante e dei relativi illustri ospiti.

Giunti alla riva sud del fiume la famiglia ducale aveva modo di affacciarsi nell’antica chiesa di santa Felicita per seguire le funzioni religiose fisicamente e visivamente separati dal resto del popolo mediante un piccola loggia ricavata nella controfacciata dell’edificio. Una memoria  che riporta al periodo bizantino di Costantinopoli e ottoniano ad Aquisgrana, una sorta elogio autoreferenziale in piena regola.

L’ultimo tratto, nascosto fra i palazzi e i cortili, conduce a palazzo Pitti in prossimità dell’attuale grotta del Buontalenti, antro rinascimentale che definisce una delle quinte sceniche del rinomato giardino di Boboli.

La riapertura

L’attuale Direttore degli Uffizi ha comunicato che: «[…] è finalmente tutto pronto per garantire l’apertura democratica, per i visitatori di ogni angolo del mondo, del celeberrimo Corridoio vasariano. Per il 2021 ogni anno mezzo milione di persone potranno liberamente visitarlo. Abbiamo voluto che questo eccezionale bene culturale potesse essere accessibile davvero a tutti, in completa sicurezza, in modo da poter offrire a chiunque lo desiderasse una passeggiata nel cuore dell’arte, della storia e della memoria di Firenze. L’occasione della sua riapertura costituirà una misura chiave per il turismo di Firenze e dell’Italia. Sarà ossigeno per l’intero settore e contribuirà a creare nuovi posti di lavoro nel comparto e nel suo indotto».

Il costo stimato è di 9-10 milioni di euro, cifra che dovrebbe essere già ammortizzata dal primo anno di piena attività. Un sistema integrato di rampe, pedane e ascensori permetterà a chiunque di accedere al Corridoio, vi sarà installato un impianto di climatizzazione, un sistema di illuinazione a led a basso consumo energetico, videosorveglianza e servizi igienici.

I lavori includeranno opere di consolidamento strutturale e un completo restauro degli interni ne cambierà la facies: una rinnovata intonacatura, una ridefinizione di alcuni incannicciati, smontaggio di pavimentazioni non pertinenti e posa in opera del cotto antico.

Un nuovo allestimento prevede la restituzione al vasariano della sua originaria funzione di “corridore” sopraelevato sui tetti di Firenze, posizione unica che permette di fruire di inediti scorci sulla città grazie alle 73 aperture presenti.

Gli autoritratti dei pittori che attualmente ricoprono le pareti interne verranno destinati a nuovi ambienti delle Gallerie e al loro posto saranno collocate opere di scultura antica – fra busti e iscrizioni – gli affreschi di Vasari che decoravano gli esterni del Corridoio staccati a fine Ottocento e due Memoriali dedicati alle opere d’arte danneggiate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e dalla Strage dei Georgofili del 1993.

Questo progetto è il risultato di un lavoro di equipe al quale ha dato un contributo di altissima professionalità tutto il personale del Mibac coadiuvato da studiosi e specialisti di diversi settori. Ritengo che vada sottolineata, con grande soddisfazione, la capacità dei nostri uffici di attivare collaborazioni istituzionali ai più alti livelli. (Soprintendente Andrea Pessina)

I numeri parlano chiaro: il percorso sarà fruibile da 500 mila visitatori l’anno con un biglietto speciale di 20 euro durante la bassa stagione e 45 durante l’alta che va dal 1 marzo al 31 ottobre, variazione del prezzo di ingresso in base al periodo dell’anno già utilizzata per le altre Gallerie fiorentine dal 2017. Questo nuovo sistema ha fatto fruttare ai bilanci del 2018 un valore record di oltre 34 milioni di euro, il 50,5% in più rispetto all’anno precedente, quando gli incassi furono di 22,6 milioni.

Il Corridoio sarà percorribile in un’unica direzione partendo dall’ala di Ponente al pian terreno degli Uffizi fino all’uscita di Palazzo Pitti, in prossimità della Galleria Palatina: un viaggio attraverso il Cinquecento fiorentino alla scoperta delle sue bellezze e peculiarità, per i cittadini e per il mondo intero.