Nato dall’esigenza di estensione dello spazio espositivo di archeologia e storia della città di San Sebastian, Paesi baschi, il Museo San Telmo e la sua nuova ala, progetto dello studio NietoSobejano Arquitectos, appaiono come un sistema continuo e indivisibile, una crasi tra una costruzione del passato ed una estremamente tecnologica e contemporanea.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @DuccioMaldera

Un’opera chiave del dibattito attuale dell’interazione e dialogo della storia e della contemporaneità. Un chiaro esempio di maestria ed eleganza della progettazione che non si limita ad inserire qualcosa di nuovo in uno spazio costruito, ma a coinvolgere elementi urbanistici e l’attenzione sociale in un intervento di trasformazione.

Al seguito dell’esigenza di demolizione di alcune parti del complesso antico, non più utilizzate e di mancato valore architettonico, l’amministrazione decide di destinare una porzione limitata di superficie alla nuova ala del museo, il quale andrà ad inserirsi tra il monastero, attuale museo, la chiesa ancora attiva e il Monte Urgull, pendio che caratterizza la citta di San Sebastian.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @DuccioMaldera

Tramite delle operazioni di scavo e contenimento del terreno, la costruzione prende forma adattandosi all’andamento geografico con un movimento spezzato e fluido, integrando il percorso di risalita al monte tramite una scalinata accessibile dalla piazza antistante ed una serie di terrazze in copertura ad uso pubblico.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @DuccioMaldera

Differenziandosi dal centro storico denso e costruito, la piazza alla base del museo crea ambiente pubblico di ampio respiro a cui la facciata storica del Museo fa da quinta alla scena. Su questo ambiente urbano si affaccia l’unica porzione del nuovo intervento, caratterizzato a terra dalle aperture seriali del bar, bucature mobili richiudibili con elementi a rotazione, e da un taglio lineare vetrato che sviluppandosi tramite un andamento lineare indica l’ingresso al complesso.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @DuccioMaldera

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain.
PhotoCredits @NietoSobejanoArquitectos & @RolandHalbe

Una volta entrati nel museo ci si trova coinvolti in uno spazio bianco e dilatato che presenta l’ambito info-biglietteria e il foyer della sala conferenze, su cui affaccia una biblioteca distinta dall’ambiente centrale tramite una superficie vetrata. Da questo centro multi-funzionale si procede allo sviluppo del museo tramite un sistema di percorsi, a due livelli, che conducono il visitatore attraverso gli spazi espositivi fino a raggiungere la sala maggiore al termine del tragitto. Particolarità del progetto di Nieto e Sobejano è la capacità di creare, tramite aperture tese, fasci di luce zenitale e scale lineari, una sequenza di dialoghi tra la nuova costruzione, l’ambiente esterno e l’edificio storico, collegato al nuovo con una serie di ponti vetrati in corrispondenza delle aperture dell’edificio più antico. Dallo scostamento dei percorsi nascono patii e minuti spazi vuoti che servono al passaggio dell’aria e ad ammirare porzioni di muratura del monastero.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
Vista della sala grande.
PhotoCredits @NietoSobejanoArquitectos & @RolandHalbe

Il secondo piano è dedicato alle esposizioni temporanee anch’esso collegato al percorso intorno alla corte dell’edificio storico e alla biblioteca. Un ultimo livello a carattere privato è assegnato ai servizi e all’amministrazione che si susseguono tramite una successione di sale scandite da piccoli patii vetrati, verso l’interno dell’edificio e che raccolgono la luce naturale diffondendola negli spazi interni, dal piano amministrativo fino alla sala grande.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @SanTelmoMuseum

Tutto il trattamento della superficie esterna è frutto della coerente applicazione di un rivestimento in acciaio forato, studiato tramite moduli base che si ripetono accostandosi tra loro creando punti di maggiore trasparenza per il passaggio della luce all’interno e punti di opacità per la chiusura. L’idea dello studio Nieto e Sobejano è stata quella di rendere il rivestimento del nuovo edificio ancor più frutto di un procedimento spontaneo di interazione con la componente naturale, idea che trova forma tramite l’inserimento di vasi con terra all’interno dei fori per permettere la crescita della vegetazione su tutta la superficie del museo. L’edifico cambia aspetto dal giorno alla notte e con il variare delle stagioni, come delle forme organiche che si evolvono e mutano così possono cambiare e ruotare gli spazi interni tramite gli allestimenti.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @SanTelmoMuseum

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain. PhotoCredits @NietoSobejanoArquitectos

Nonostante la ridotta superficie utile e le notevoli difficoltà tecniche per la realizzazione, lo studio di architettura Nieto e Sobejano hanno raggiunto gli obiettivi richiesti con eleganza e tenacia, producendo un edificio che si pone al centro del ragionamento attuale di come l’architettura contemporanea debba dialogare con il contesto e con un edificio storico protagonista della scena.

San Telmo Museum, Nieto y Sobejano Arquitectos 2011, San Sebastian Spain
PhotoCredits @NietoSobejanoArquitectos & @RolandHalbe

Artwave ringrazia lo studio Nieto y Sobejano Arquitectos per la collaborazione e la concessione di immagini e informazioni riguardanti il progetto.