A partire dalla seconda metà del Novecento con l’avvento della televisione e dei computer, la vita dell’uomo ha intrapreso un processo di trasformazione senza interruzioni raggiungendo traguardi elevanti in ogni campo, da quello sociale a quello lavorativo.
L’innovazione tecnologica ha permesso la nascita di nuove forme di comunicazione che hanno permesso la crescita del numero dei messaggi in circolazione e, cosa forse più importante, l’aumento del numero dei consumatori. Ogni persona, attività e impresa è riuscita a trovare il proprio spazio all’interno di piattaforme virtuali che consentono la sponsorizzazione dei singoli, divulgazione di informazioni e crescita aziendale raddoppiando le possibilità lavorative.

In questo contesto l’azienda italiana Enterprise, leader nella produzione di software bancari, è pronta a cavalcare l’onda dello sviluppo tecnologico nella sua nuova sede situata nel quartiere EUR di Roma. Grazie alla collaborazione con Spazi Multipli, studio di architetti associati fondato nel 2000 da Valentina Pandolfi, Cristina Paris e Antonio Pizzola, Enterprise è riuscito a coniugare i suoi principi e la sua visione ad un’architettura razionalista in perfetto equilibrio con il contesto.

Qualità, trasparenza, velocità e prontezza sono i termini che Multipli è riuscita a tradurre e imprimere nello spazio attraverso la gestione dei volumi e degli ambienti andando a creare un luogo dove materiale e immateriale entrano in contatto. Un’architettura entro cui si andranno a creare vere e proprie architetture virtuali bancarie che mirano a ottenere il massimo della qualità fornendo prodotti e servizi su misura per ogni tipo di cliente e banca.

Da queste idee deriva la forma del volume aggiunto alla preesistenza progettata dagli stessi precedentemente. Chiamata Navicella Sospesa, in riferimento al concetto di velocità delle navi spaziali che l’azienda Enterprise adotta e offre con il suo operato, si tratta di un corpo che poggia sul fabbricato preesistente con un lieve aggetto volto verso la città, da cui il termine ‘sospesa’.

Il risultato della coniugazione dei principi dell’azienda e i caratteri del contesto in cui si inserisce, è un ambiente di lavoro concepito su due livelli con una superficie totale di 310 metri quadrati. Il primo livello, di 250 metri quadrati, è un basamento massivo parzialmente interrato con uno spazio interno pensato come open space in cui sono dislocati gli uffici operativi. La sua superficie esterna è caratterizzata da intonaco, tufo e un’ampia vetrata a giorno schermata da lamelle metalliche orientabili che affaccia sulla valle sottostante.

Al di sopra di esso si sviluppa il secondo livello, di 60 metri quadrati. Un corpo di fabbrica in travertino che, con un lieve aggetto in corrispondenza dell’ampia vetrata sottostante, entra in dialogo con l’architettura razionalista dell’EUR e con la vicina chiesa di San Pietro e Paolo. All’interno di esso è collocata la reception insieme agli ambienti dirigenziali divisi con partizioni in vetro, consentendo un’illuminazione maggiore e per sottolineare la trasparenza del lavoro svolto da Enterprise.

Come spiegano infatti gli architetti di Spazi Multipli:

“Di concerto con la committenza, volevamo un’architettura che si sviluppasse nel contrasto fra le masse dell’esterno e la leggerezza e la trasparenza degli interni. La separazione fra gli ambienti è costituita da diaframmi in vetro in modo da permettere la piena trasparenza degli open space e, contestualmente, aprire prospettive sempre diverse muovendosi nello spazio. L’obiettivo era la qualità degli ambienti di lavoro che dovevano restituire un’immagine di trasparenza e condivisione, insieme all’esigenza di benessere degli addetti, con la verifica puntuale dei criteri di illuminazione, controllo dell’aria e delle dotazioni tecnologiche”

La trasparenza e la leggerezza degli interni sono valorizzate dalla luce naturale che entra attraverso le ampie vetrate e da dispositivi interni che, grazie a linee e fasci di luce, sottolineano i volumi e illuminano il percorso interno ed esterno. Lo spazio esterno infatti, è stato pensato come area verde composta da percorsi in quota, giardini pensili e spazi relax, con una particolare attenzione nell’inserimento e nella scelta delle alberature.

Esternamente il volume, descritto da linee inclinate e ortogonali, presenta una pelle in travertino, il quale viene alleggerito da tagli e aperture. Grazie, inoltre, all’impiego di profili metallici è stato possibile rivestire il vano dell’ascensore così da ritmare il travertino e sfruttare la luce interna per creare una lampada a scala urbana che illumina lo spazio esterno.

I caratteri e i temi principali di questa opera contemporanea saranno espressi ancora meglio con la mostraMateriale immateriale” a cura di Melania Rossi, che aprirà il 24 maggio 2019 in occasione dell’inaugurazione della “Navicella sospesa”. La mostra d’arte contemporanea esemplificherà al meglio il punto di contatto tra l’oggetto architettonico e la realtà invisibile in cui Enterprise è immersa.

Come ha anticipato la curatrice M. Rossi:

“Gli artisti e le loro opere interpretano il traffico di dati sensibili ma invisibili che si trasforma in movimenti e accadimenti concreti e tangibili.”

© riproduzione riservata