Mare e Architettura, un binomio forte, solido e antico quanto la civiltà, non solo per le ragioni insediative, ma perché è stato cercato, voluto, pensato e progettato. L’incontro di due elementi in continuo divenire che intrecciano le loro energie.

Un esempio frutto di questa combinazione è senz’altro il Morske Orgulje, il primo organo musicale al mondo, disegnato dall’architetto croato Nikola Basic, suonato dal mare realizzato nel 2005 nella città di Zara in Croazia. Basic è riuscito a coniugare le energie imprevedibili del mare e del vento alle linee eleganti dei gradini scolpiti sulla pietra bianca per generare un concerto naturale.

Gli effetti di questo sottile dialogo tra mare e architettura sono sfaccettati, passiamo infatti da semplici risultati di valore artistico a quelli estetici e funzionali indirizzati alla salvaguardia e studio dell’ambiente naturale.

L’ultimo progetto dove queste due realtà tornano in un perfetto dialogo, nasce ad Andøy in Norvegia a 300 km dal circolo polare artico. Si tratta di un luogo dai colori scenografici che presenta un clima meno ostile rispetto all’estremo nord del polo artico, motivo per cui rientra nella tratta delle balene migratrici. Questo pit-stop ha reso la valle d’altura Bleiksdjupa, il punto d’osservazione perfetto per ammirare il passaggio di questi grandi cetacei.

Per questo motivo nasce l’associazione The Whale AS, la quale si pone come obbiettivo la salvaguardia e lo studio dei grandi cetacei. Nella primavera del 2019 infatti, ha lanciato un concorso che poneva tra i suoi principali obbiettivi la creazione di un centro dall’iconica architettura.

Spiega Jonni H. Solsvik (Sindaco del governo municipale di Andøy):

“Le persone sono sempre state affascinate dalle balene.
Vogliamo creare un luogo, una mostra e un centro d’arte, che non hanno mai visto.”

La proposta vincitrice e che meglio ha accolto le richieste del concorso è dello studio danese Dorte Mandrup, costituirà quindi la base del nuovo capolavoro artico che dovrebbe aprire nel 2022.

Il progetto che prende il nome di The Whale, sarà collocato sul bordo dell’oceano nel punto in cui si infrangono sulla scogliera. Dalla forma parabolica del tetto, ricoperto di pietre che lo patinano naturalmente riallacciandosi con il contesto e sottolineando la connessione con i fiordi norvegesi, si eleva dolcemente dal terreno quasi confondendosi.

The Whale © MIR – Dorte Mandrup

Questo guscio parabolico sarà realizzato in cemento armato in modo tale da trasmettere efficacemente le forze a tre punti di supporto negli angoli dell’edificio e permette la creazione di una grande sala interna priva di colonne portanti, accogliendo il visitatore come se fosse all’interno del “ventre di una balena”.

Si andrà a creare una superficie di 4.500 mq nei quali saranno distribuiti ampi spazi espositivi dotati delle migliori tecnologie di illustrazione e installazione, centri di ricerca e di studio supportati dalla collaborazione con il mondo universitario norvegese, uffici e infine una caffetteria con un negozio di souvenir.

Le pareti perimetrali, affacciate sull’oceano, saranno realizzate interamente in vetro così da offrire una magnifica visuale sull’intorno per un perfetto whale watching. Ad opera completata, osservando The Whale da lontano sembrerà un enorme coda di balena che si solleva dall’acqua.

 

Come scrisse Julia Morgan (1872-1957):

“L’architettura è un’arte visiva e gli edifici parlano ad soli”

Più di 100.000 visitatori arriveranno in questo luogo ogni anno per ammirare il passaggio dei giganti del mare e ammirare la bellezza dell’aurora boreale, principalmente dalla primavera all’inizio dell’autunno. Il costo di realizzazione stimato è di 160 milioni di corone norvegesi, pari a quasi 16 milioni di euro.

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