Urbania, uno sguardo sul futuro delle città questo il titolo dell’edizione 2018 della Milano Arch Week, con la direzione artistica di Stefano Boeri.

Una riflessione fatta di dibattiti, workshop, mostre ed eventi che avrà luogo in tre delle istituzioni più rappresentative per la formazione del pensiero e del dibattito sulla città: il Politecnico di Milano, la Triennale e la fondazione Feltrinelli.

Boeri afferma che sempre di più il panorama dell’evento legato al mondo dell’Architettura è caratterizzato da una proposta di contenuti non verbali,in cui le tematiche vengono approfondite con la forma di immagini. Oggi l’obiettivo degli architetti è quello di affiancare momenti in cui, oltre a guardare, si parli di architettura. Lo sguardo è dunque volto ad un connubio tra le due sfere architettoniche di estetica ed etica.

JACQUES HERZOG: THE ARCHITECTURE OF THE CITY – EXAMPLES OF ITS PERFORMATIVE AND TRANSFORMATIVE POTENTIAL

Oltre alle lezioni di grandi architetti del calibro di Jacques Herzog, Toyo Ito e Kazujo Sejima, solo per nominarne alcuni, la Milano Arch Week offre un momento importante per parlare del rapporto tra architettura ed urbanistica, più precisamente, tra la città di Milano e l’urbanistica.

Milano, caratterizzata da un’aspetto di “normalità”, di pacatezza e di grazia è stata il palcoscenico perfetto per la progettazione di una archittura di rottura. Il valore aggiunto nella città è da trovarsi nei celebri elementi di discontinuità del tessuto, una discontinuità consapevole, alcuni tra i più celebri: la Casa Rustici di Giuseppe Terragni, la Torre Velasca dei BBPR, l’edificio in Corso Italia di Luigi Moretti e la Gallaratese di Aldo Rossi e Carlo Aymonino o come gran parte della produzione di Gio Ponti. Questi progetti lavorano come elementi di rottura e la relazione con il contesto si fonda sulla variazione e non su una armonia ossessiva.
In quest’ottica il rapporto di grande qualità Architettura/Urbanistica nel caso milanese è cosi potente perchè la rottura è amplificata da un contesto ordinato, in cui non vi è confusione.
Queste considerazioni devono essere fondative per una evoluzione della città di Milano del futuro e non certo generare una nostalgia del movimento moderno.

THE MILANESE WAY – IL PRESENTE E IL FUTURO DELL’ARCHITETTURA MILANESE con Stefano Boeri, Italo Rota e Michele Rossi

Stefano Boeri, Italo Rota e Michele Rossi (Park Associati), durante la conferenza The milanese way – Il presente e il futuro dell’architettura milanese si trovano d’accordo su un punto: la Milano di oggi deve lavorare sul rapporto umani/piante/animali.
La città e l’architettura hanno bisogno di nuovi temi ed il tema della forestazione urbana, in cui il verde è inteso come natura incontrollabile, potente e selvaggia e non come sterile materiale decorativo, associato al tema della mobilità è il punto di partenza primario per idee e progetti per la Milano di domani.