Felix Candela Outeriño nasce a Madrid nel 1910 dove esegue i suoi studi prima nella Escuela Tecnica Superior De Arquitectura dove si laurea nel 1935.

Successivamente nella Real Academia de Bellas Artes de San Fernando dove conosce Eduardo Torroja, il più grande specialista al mondo riguardo le strutture in cemento armato dell’epoca.
Candela eredita da Torroja le linee guida della sua architettura: l’idea che l’architetto debba essere un poeta, la convinzione che la struttura dipenda più dalla forma che dal materiale impiegato e lo studio costante sul cemento armato, il paraboloide iperbolico e il loro uso per creare coperture accattivanti e a basso prezzo.

 

Iglesia de la Medalla de la Milagrosa, Messico (1953)

 

Durante la guerra civile spagnola che porterà al potere Franco svolge il ruolo di capitano degli ingegnieri per l’Esercito Popolare Repubblicano, dopo la cattura e la detenzione nel campo di Perpiñan decide di esiliarsi in Messico dove riceverà la cittadinanza nel 1941 e dove inizierà la sua vera carriera architettonica.

Nel 1961 vince il Premio Augusto Perret e nel 1981 la Medaglia d’oro all’Architettura.

 

Capilla de Palmira en Cuernavaca, Messico (1958)

 

 

La sua più grande innovazione architettonica fu l’introduzione di strutture e edifici basati sul paraboloide iperbolico, una forma geometrica di una straordinaria efficacia che si è convertita nel segno distintivo della sua architettura.

Nell’arco di 20 anni con la società “Cubierta Ala” fondata con i fratelli Fernández Rangel disegna 1439 progetti e ne porta a compimento 896, molti dei quali basati sul paraboloide iperbolico.

Palacio de los Deportes para la XIX Olimpiada, Messico (1968)

 

Le numerose opere di Candela permettono di relazionarsi con i veri problemi della costruzione; l’economia, la facilità di calcolo e la flessibilità dell’architettura nel creare spazi funzionali in ogni situazione.

La radicalità delle sue opere non influenzò mai il suo ingegno portandolo a dare forma a spazi emozionanti e dotati di una sensibilità effimera.
Riuscì a riunire in sè la pratica dell’architetto con quella dell’ingegnere strutturista non venendo mai riconosciuto univocamente in nessuna delle due identità. Candela rappresenta una figura chiave nel panorama architettonico del 900′ riuscendo magistralmente a risolvere problematiche architettoniche all’apparenza insormontabili dando al mondo architetture ancora oggi all’avanguardia.

L’Oceanogràfic – Ciudad de las Artes y las Ciencias, Valencia, España (2002)

 

Felix Candela morì il 7 dicembre 1997 lasciando in eredità al mondo un imponente numero di architetture di sconcertante bellezza e leggerezza.

“La mia maggiore soddisfazione non consiste nell’aver eseguito certe strutture spettacolari sebbene confessi di aver avuto gran soddisfazione nel farle – ma nell’aver contribuito, anche in misura minima, ad alleggerire l’ingente problema di coprire economicamente spazi fruibili, dimostrando come la costruzione di gusci non costituisca un’impresa straordinaria che dà immortalità ai suoi autori, ma un procedimento costruttivo semplice e flessibile.”
F. Candela, Architettura e strutturalismo (1963)