“La più geniale fantasia progettistica è impotente se non si accorda con le esigenze della tecnica, della statica, dell’economia, della funzionalità o se viene menomata dalla insufficienza esecutiva, o annullata dalla incomprensione del committente.”   Pier Luigi Nervi

Palazzetto dello sport, Roma, 1956-1957; fonte: pinterest.com

Pier Luigi Nervi ha basato la sua straordinaria opera sul dialogo tra tecnica e le possibilità estetiche del cemento armato, attraverso un personale metodo progettuale, fatto di sperimentazione ed etica del lavoro. Alla base delle sue strutture ci sono anni di esperienza in cantiere, alle prese con dei materiali che al tempo erano tutti da scoprire, impiegando metodi di indagine scientifica rivoluzionari, come sofisticati modelli in scala ridotta capaci di verificare l’efficacia delle sue acute intuizioni.

Stadio Flaminio, Roma, 1957-1959; fonte: Corriere della Sera

L’eccezionalità delle opere di Nervi risiedeva infatti nella capacità di gestire i vari aspetti che comportano la nascita di un edificio in un determinato ambito e periodo storico, come quello italiano a lui contemporaneo, e tradurli in invenzioni costruttive ed arte, attraverso un materiale innovativo ed economico come il ferrocemento, il quale non è altro che il risultato dell’inversione del rapporto tra cemento ed acciaio utilizzato nella tecnica tradizionale. Un pacchetto di reti di acciaio disposte una sull’altra viene ricoperta di conglomerato. Ne deriva una soletta sottile, resistente, elastica e di poco costo. Nervi dimostra che a parità di luce il suo materiale, grazie proprio allo spessore ridotto, impiega molto meno acciaio del cemento armato ordinario.

Palazzetto dello sport, Roma, 1956-1957 Fonte: fondazionemaxxi.it

L’ingegnere, chiamato da molti “architetto”, ricevette numerosi incarichi dall’industria italiana: ne sono prova gli stabilimenti costruiti per la Fiat; la Cartiera Burgo a Mantova; gli edifici per l’ENI ed ovviamente il grattacielo Pirelli, ideato assieme al suo amico Gio Ponti. Successivamente il suo “prodotto” viene richiesto ed esportato anche all’estero grazie all’aiuto dei suoi figli, chiamati a lavorare con lui.

Grattacielo Pirelli, Milano, 1956-1960; fonte: Urbanlife Blog

Oltre alla carriera di ingegnere-architetto-imprenditore, Nervi si impegnò anche nell’insegnamento e nell’ambito teorico: autore di diversi libri, i più celebri sono “Scienza o arte del costruire?” e “Costruire correttamente”, e innumerevoli articoli per le più importanti riviste del mondo. Convinto che architettura ed ingegneria dovessero marciare di pari passo ha cercato di fissare sulla carta i concetti sottesi alla sua attività costruttiva. Nel 1959 tenne un’importante rubrica sulla rivista “Casabella” dove poté valutare l’opera di alcuni illustri architetti senza fare sconti.

Nervi focalizzò la sua attività sulla definizione di tematiche architettoniche elementari: la copertura di uno spazio e il disegno degli elementi costruttivi come pilastro, arco, volta o cupola e al loro sistema di aggregazione. Si pensi agli enormi elementi strutturali del Palazzo del Lavoro di Torino, alla Sala delle udienze pontificie in Vaticano o più semplicemente alle trame dei solai a “nervature isostatiche” dove la struttura diventa ornamento ed elemento caratterizzante dell’intero progetto, mantenendo comunque razionalità e funzionalità.

Aula delle udienze, Città del Vaticano, 1964-1971; Credits: Mario Carrieri

Il costruire è arte anche in quei suoi aspetti più tecnici che si riferiscono alla stabilità strutturale.”

E’ purtroppo evidente e triste constatare che, nonostante il contributo di personalità come Pier Luigi Nervi, lo scisma tra ingegnere ed architetto sia ancora attuale e non accenni minimamente a sanarsi. Viviamo nell’epoca della rivoluzione digitale e alcuni strumenti, alla portata di qualunque professionista, dovrebbero portare alla condivisione di un progetto ed alla gestione contemporanea di tutti i suoi fattori.

Si parla molto di sostenibilità, ma non è forse alla base di questa la capacità di gestire i costi di un progetto, i tempi di esecuzione dei lavori o la resistenza di un materiale? Perché non si riesce a far dialogare più le parti?

Ingegnere-architetto-imprenditore-docente-teorico, Pier Luigi Nervi è stato l’esempio concreto del buon costruire, quando il tanto decantato termine sostenibilità non era ancora stato concepito.