Shigeru Ban (Tokyo 1957) si forma presso il Southern California Institute of Architecture e inizia l’attività progettuale nel 1985 con l’apertura del proprio studio di architettura a Tokyo. L’interesse per la sostenibilità dell’architettura e per il riutilizzo dei materiali artificiali ha portato la sua attività ad avvicinarsi alla ricerca e alla sperimentazione delle nuove tecnologie.

Il Giappone è una nazione che conosce bene gli effetti dei terremoti e dei disastri naturali sulle costruzioni dell’uomo e la formazione delle scuole di architettura giapponesi concentra un’attenzione particolare sul tema dell’architettura anti sismica.

Nell’unione dell’esigenza di sostenibilità e resistenza al sisma si colloca l’attività dello studio Shigeru Ban Architects, volta alla realizzazione di edifici attenti all’ambiente e costruiti con sistemi innovativi e solidi per contrastare ogni calamità naturale che si può presentare.

L’Aquila Concert Hall
L’Aquila, Italia. Shigeru Ban Architects 2011. Credits: shigerubanarchitects.com

A seguito dei disastri subiti dalla popolazione della Ruanda nel 1994, Shigeru Ban decide di dedicarsi alle opere umanitarie dando il suo contributo con la progettazione di edifici per ospitare i soccorsi e le nove abitazioni a seguito di calamità naturali. Nel 1995 fonda la ong VAN che opera ancora oggi a seguito di tsunami, uragani e conflitti per supportare con l’architettura le popolazioni colpite.

Dal contatto diretto con questi eventi l’architetto giapponese iniziò a progettare edifici sfruttando una nuova tecnologia costruttiva poco sperimentata e promettente sotto l’aspetto della sostenibilità ed efficienza: l’architettura in bambù e carta.

Shigeru Ban con il suo elemento costruttivo tubolare in cartone

La proposta di Shigeru Ban sta nella realizzazione di un ossatura portante in tubi cavi in cartone che possa essere assemblata seguendo modelli a telaio o reticolari. Il procedimento costruttivo parte da un tubo in alluminio che viene rivestito con strati di carta che una volta essiccata assume resistenza a compressione. Il tubo in alluminio viene cosi sfilato e il corpo in cartone viene avvolto da una cera naturale per rendere il materiale resistente all’acqua e permettere una lento processo di combustione in caso di incendio. I tubi di cartone possono essere realizzati con materiali riciclati e provenienti dai centri di smaltimento.

Paper Log House. Kobe Giappone 1995. Shigeru Ban Architects 1995. Credits: shigerubanarchitects.com

Una tecnologia costruttiva nuova che ha avuto un ottimo investimento nell’applicazione dell’architettura di Shigeru Ban sia per le costruzioni temporanee che per progetti prestigiosi e ambiziosi.

 

Paper Log House

Kobe, Giappone 1995

Le prime sperimentazioni di questa tecnologia si avverarono nelle case temporanee per la citta di Kobe in Giappone a seguito di un sisma disastroso. Shigeru Ban progettò delle unità componibili che presentano muri portanti composti da tubi di cartone di diametro 100 mm e spessi 4 mm, sottoposti ad una leggera copertura in teli e capriata. Le fondazioni per le case di emergenza era composta da casse di birra con all’interno sacchi di sabbia. Il progetto ebbe molto successo e furono costruite più di cento unità temporanee, abbattendo i costi per quest’ operazione di soccorso dato che un’unità di 50 mq costa meno di 1700 dollari.

Paper Log House. Kobe Giappone 1995. Shigeru Ban Architects 1995. Credits: shigerubanarchitects.com

 

Paper House

Yamanashi, Giappone 1995

Con il progetto della Paper House, l’architetto Shigeru Ban ottenne il brevetto per la tecnica costruttiva della carta applicata ad una costruzione permanente. La struttura è fondata in cemento e con una piastra di base da cui emerge un setto portante, composto da tubi di cartone. Il setto segue una forma ad S creando al suo interno gli spazi dell’abitazione e con l’aiuto di quattro elementi agli estremi della pianta, sostiene una copertura piana e geometrica.

Paper House
Yamanashi Giappone. Shigeru Ban Architects 1995. Credits: shigerubanarchitects.com

Paper House
Yamanashi Giappone. Shigeru Ban Architects 1995. Credits: shigerubanarchitects.com

 

Paper Emergency Shekter for UNHCR

Byumba Refugee Camp, Rwanda 1999

L’architettura per emergenze ha bisogno di rispondere alle necessità in tempi brevi e con soluzioni solide. Shigeru Ban propose, a seguito dei disastri in Rwanda del 1999, un sistema tubolare di semplice montaggio che permise la veloce costruzione di strutture per i rifugiati. Il sistema reticolare è composto da agganci in plastica e tubi in cartone che crea una struttura a quattro appoggi sul suolo che può essere modulato in base alle diverse conformazioni del terreno.

Paper Emergency Shekter for UNHCR
Byumba Refugee Camp Rwanda.
Shigeru Ban Architects 1999. Credits: shigerubanarchitects.com

Paper Emergency Shekter for UNHCR
Byumba Refugee Camp Rwanda.
Shigeru Ban Architects 1999. Credits: shigerubanarchitects.com

 

Paper Dome

Amsterdam/ Utrech, Olanda 2003

Un teatro itinerante costruito tramite una copertura geotetica composta da tubi di cartone e agganci metallici. La struttura sfrerica copre lo spazio del teatro ed è rivestita da una materiale leggero in policarbonato per proteggere gli spettatori dalla pioggia.

Paper Dome. Amsterdam – Utrech, Olanda. Shigeru Ban Architects 2003. Credits: shigerubanarchitects.com

 

Centre Pompidou

Metz, Francia 2010

Una sede dell’associazione delle arti contemporanee Pompidou di Parigi, fu costruita a Metz, nord della Francia. La commissione a Sigheru Ban richiese la progettazione di uno spazio museale e un teatro per la città. L’architetto realizzò con la sua tecnologia costruttiva una copertura organica con travi e pilastri che seguino un fluido andamento isostatico. Al di sotto della copertura spazi di servizio e museali si susseguono attraverso pareti trasparenti e affacci multipli.

Centre Pompidou. Metz Francia. Shigeru Ban Architects 2010. Credits: www.smartweek.it

Centre Pompidou. Metz Francia. Shigeru Ban Architects 2010. Credits: www.smartweek.it

Centre Pompidou. Metz Francia. Shigeru Ban Architects 2010. Credits: www.designboom.com

 

Temporary Office

Parigi, Francia 2005

Durante la commissione per la progettazione del Centro Pompidou di Metz per lo studio di Shigeru Ban fu necessario ricercare un ufficio nella capitale francese per seguire da vicino la progettazione. Così ottenne l’autorizzazione di realizzare un ufficio temporaneo in carta sulla terrazza del Centre Pompidou di Parigi.

Temporary Office. Parigi Francia. Shigeru Ban Architects 2005. Credits: www.smartweek.it

 

L’Aquila Concert Hall

L’Aquila, Italia 2011

A seguito del terremoto del 2009 la ong VAN partecipò alle attività di ricostruzione della città, con la progettazione di un edificio in grado di ospitare una sala concerti da donare alla popolazione. La struttura è composta da piedritti in cartone che sostengono la copertura leggera a capriata, al di sotto della quale una sala concerti ovale occupa l’intera pianta lasciando libero un passaggio circolare per gli spazi di supporto e foyer. La commissione Ue decise a seguito del sisma di ospitare il G8 nella citta dell’Aquila  proprio in questa struttura che con tempi record venne realizzata e resa funzionale.

L’Aquila Concert Hall
L’Aquila, Italia. Shigeru Ban Architects 2011. Credits: shigerubanarchitects.com

L’Aquila Concert Hall
L’Aquila, Italia. Shigeru Ban Architects 2011. Credits: shigerubanarchitects.com

L’Aquila Concert Hall
L’Aquila, Italia. Shigeru Ban Architects 2011. Credits: shigerubanarchitects.com

L’Aquila Concert Hall
L’Aquila, Italia. Shigeru Ban Architects 2011. Credits: shigerubanarchitects.com

L’Aquila Concert Hall
L’Aquila, Italia. Shigeru Ban Architects 2011. Credits: shigerubanarchitects.com

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