La notizia del decesso Vittorio Gregotti arriva all’improvviso a seguito di un duro ricovero per polmonite alla clinica San Giuseppe di Milano, a seguito di aver contratto il Covid-19.

L’architetto nato a Novara il 10 agosto 1927 è ricordato come uno dei maggiori maestri della progettazione architettonica e urbana delle città moderne. La sua carriera colma di successi ha inizio dal 1952 con la laurea al politecnico di Milano da cui inizia l’approccio verso una nuova progettazione sensibile al territorio e alle nuove esigenze di modernità. Dal 1964 è stato nominato responsabile della Triennale di Milano e nel 1976 protagonista a Venezia per aver curato la prima biennale d’architettura come ampliamento delle arti visive. Circondato da sempre dei maggiori intellettuali e filosofi italiani con lo scopo di perseguire una nuova scuola di pensiero, Umberto Eco, Luciano Berio e Furio Colombo alcuni dei membri del Gruppo 63, un’associazione di neo-avanguardia letteraria e artistica celebre nella seconda meta del ‘900.

Vittorio Gregotti. Credits @GettyImages

Le sue opere architettoniche sono oggi strumento di studio e riflessione sul tema dell’abitare moderno e della composizione architettonica complessa. Lo Zen di Palermo, il maggiore intervento abitativo nel meridione che ha reso l’edilizia economica uno strumento di riattivazione sociale. Il quartiere residenziale Pujiang a Shangai e i piani urbanistici di Venezia e Cefalù rappresentano la necessità della pianificazione urbanistica consapevole nelle espansioni delle città. Tra le opere maggiori dedicate alla cultura italiana ricordiamo il Teatro degli Arciboldi di Milano, la sistemazione del parco archeologico di Roma, l’università la Biocca di Milano e la facoltà di medicina di Napoli. Numerose le sue opere internazionali come  il centro culturale di Belem a Lisbona e il teatro lirico di Aix-en Provence, una delle opere da lui più amata.

Una grande perdita per la cultura italiana, un maestro che ha per primo promosso la sperimentazione del fare architettura per la collettività. Attraverso un segno grafico lasciato su carta  il pensiero di Vittorio Gregotti rimarrà nelle scuole d’architettura della nazione e nella vita di ogni professionista. In un momento tanto delicato per il mondo la redazione di Artwave si raccoglie intorno ai familiari dell’architetto e di tutte le vittime di questo contagio.

«Se ne va, in queste ore cupe, un maestro dell’architettura internazionale, un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni che ha fatto la storia della nostra cultura» – Stefano Boeri

 

Vittorio Gregotti. Università Biocca Milano. Credits @Vittorio Gregotti / Courtesy: Collezione Francesco Moschini e Gabriel Vaduva A.A.M. Architettura Arte Moderna

Vittorio Gregotti. Centro Culturale di Belem a Lisbona. Credits @GettyImages

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