Spesso citato, studiato e forse a volte sottovalutato l’8 giugno 2019 si festeggerà l’anniversario di uno dei più grandi architetti della storia moderna. Esattamente 150 anni fa nasceva Frank Lloyd Wright, uno degli Archistar del XX secolo, che insieme a Gropius, Mies van der Rohe, Le Corbusier, Alvaro Aalto hanno stravolto le regole architettoniche.

Nato nel Winsconsin l’8 giungo 1867, l’architetto statunitense si formò nello studio di Henri Luis Sullivan uno degli architetti, in quegli anni, più impegnato nella costruzione di grattacieli. Tra i due nacque rapporto molto intenso, quasi spirituale, che fu decisivo per il nostro architetto. Grazie a questa particolare formazione ed al suo successivo viaggio in Giappone, Wright inizia a definire i caratteri del suo stile come la fluidità dello spazio, smaterializzazione delle pareti, piante irregolari, versatilità e continuità degli spazi definiti da forme semplici, leggere e in stretto contatto con l’elemento naturale.

“La realtà del recipiente, è nel vuoto che contiene” – Lao Tse, filosofo giapponese seguito da Wright.

Gli stessi caratteri saranno poi convogliati dell’architetto in un vero e proprio stile architettonico definito come Architettura Organica, che da quel momento si affiancherà al suo nome.

Ma oltre a sviluppare nuovi principi di architettura, Wright si dedico a numerose esperienze progettuali e alla creazione di movimenti insieme ad altri architetti. Uno di essi furono le “Prairie House”, anche dette in Italiano, “Case della Prateria”, insieme ad un gruppo di giovani amici architetti chiamato “I Diciotto”. Esso darà vita ad una nuova concezione di abitare della classe medio alta americana, caratterizzata dalla progettazione di ville unifamiliari a due piani con strutture viarie a scacchiere.

Uno dei maggiori esempi di questo movimento è senz’altro la Robie House del 1910, la quale presenta tutte le attenzioni del suo stile come la marcata linea di terra messa in evidenza attraverso lo slittamento dei volumi e l’alto basamento, oppure, l’utilizzo dei materiali che hanno permesso aggetti e regolarità geometriche ben definite anche dalle diverse soluzioni cromatiche.

In questo modo l’architetto riuscì a fare fortuna grazie alla committenza privata e colse l’occasione per aprire un periodo di sperimentazione e giochi di stile ma soprattutto volse i suoi studi all’approfondimento del rapporto fra individuo, spazio architettonico e natura con l’enunciazione dei nove principi di profonda fusione fra essi.

Wright si stava dirigendo sempre di più verso uno dei suoi ultimi progetti il quale diventerà presto la sua architettura più nota.

Nel 1935, si misura con la realizzazione di Casa Kaufmann. Essa infatti gli fu commissionata da Edgar J. Kaufmann, un ricco commerciante, che ha sentito in se il bisogno di riapprocciarsi con la natura e risvegliare il suo spirito. Da qui, Wright diede spazio alla sua creatività e progettò questa casa in armonia con gli elementi naturali in cui doveva immergersi: la cascata e la foresta. Viene concepita come una sorta di organismo vivente, sviluppata in orizzontale attraverso ampi aggetti e terrazze. L’impiego dei materiali locali e naturali enfatizzò ancor di più il concetto organico del suo stile architettonico, il quale veniva tradotto anche internamente attraverso la continuità degli spazi che confluiva nel centro della casa, il camino, inteso come cuore di quest’ultima.

Vissuto per 92 anni, firmò più di 1000 progetti di cui ne vennero realizzati circa la metà. Il suo operato fu lunghissimo ma soprattutto diede una volta al linguaggio architettonico in particolare quello americano. Gli Stati Uniti, primi in fatto di organizzazione di eventi, celebrazioni e ricorrenze l’ 8 giugno, daranno a Cesare ciò che è di Cesare, e festeggeranno a gran voce l’anniversario del celebre architetto, a partire dalla riproduzione da parte dell’azienda danese, LEGO di Casa Kaufmann e il Museo Solomon R. Guggenheim i due maggiori capolavori dell’architetto statunitense.  Il Guggenheim, museo newyorchese sulla Quinta Strada, sarà infatti l’epicentro delle celebrazioni che comprenderanno menù a tema, visite guidate, approfondimenti e performance. Anche il MoMA (Museum of Modern Art) aderirà all’evento dal 12 giugno al 1° ottobre con la mostra Frank Lloyd Wright at 150: Unpacking The Archive nella quale appunto saranno aperti gli archivi di fondazione.

Si prospetta, quindi, per gli USA, un weekend all’insegna di festeggiamenti e celebrazioni simboliche rivolte all’architettura e al rinomato architetto Frank Lloyd Wright.
E come i fratelli Wright hanno saputo spiccare il volo, Frank Lloyd Wright ha saputo far volare e portare in alto l’architettura tra le sue linee e le sue emozioni.

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