Un secolo di storia segna oggi la borgata della Roma moderna, che attraverso i secoli ha mantenuto intatta la sua anima popolare, assumendo un forte carattere e unicità. È stata fondata il 18 febbraio 1920 dal re Vittorio Emanuele III, che posò la prima pietra in un’area di campagna sul colle Garbatella, dietro alla basilica di San Paolo fuori le Mura; un gesto iconico e simbolo di vittoria sul primo conflitto globale appena concluso.

Rione Garbatella, Roma. Credits ©AlessandroMancini

La realtà romana del dopoguerra fu caratterizzata dalla necessità dei cittadini di riattivare le economie e i nuovi mestieri. La cultura dello sviluppo urbano, invece, era ferma al 1909 con il piano urbanistico promosso da Sanjust, che prevedeva la costruzione “tutt’intorno alla città” di tre nuove tipologie abitative denominate fabbricati, villini e giardini, studiati e regolati da un preciso regolamento edilizio che riuscì a contenere la febbre edilizia di quegli anni. La combinazione delle tre tipologie edilizie proposte da Sanjust portò alla nascita di una nuova tipologia abitativa, unica nel suo genere e caratteristica del territorio romano: la palazzina.

Rione Garbatella, Roma. Credits ©AlessandroMancini

La palazzina (un piccolo palazzo-edificio n.d.a.) risulta essere un tipo edilizio non troppo ricco e non troppo povero adatto al un ceto medio di lavoratori. La palazzina poteva essere alta massimo quattro piani oltre l’attico (circa 19 metri di altezza) e doveva avere intorno a sé uno spazio verde di giardino privato, che allontanava il fabbricato dalla strada e permetteva alla vegetazione di occupare gran parte del lotto. Questa tipologia abitativa divenne fra tutte la più utilizzata sul territorio, per via del basso costo di costruzione, semplicità di realizzazione e ampio successo di vendita o locazione. La sperimentazione su questo modulo edilizio fu il primo pezzo del complesso puzzle che portò dal 1920 alla formazione del rione Garbatella che oggi conosciamo.

La scelta dell’area d’espansione, fu strategica per lo sviluppo urbanistico della città: connessa con il ciclo produttivo del quartiere Testaccio e in linea con l’asse antico della via Ostiense che connetteva Roma al mare. Garbatella fu il primo nucleo abitativo di connessione tra il Tevere e il lido di Ostia, prima ancora della nascita dell’asse viario dedicato a Colombo.

 

Foto presente nella mostra “Garbatella Images”. Credits ©10b Photography

Il primo nucleo storico della Borgata Giardino Garbatella si sviluppò intorno alla nuova Piazza Brin con i primi cinque lotti residenziali e una successione di orti urbani che divennero giardini pubblici negli anni a seguire.

“Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III
l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale
e l’Istituto delle Case popolari di Roma
con la collaborazione delle Cooperative di lavoro
ad offrire quieta e sana stanza agli artefici del rinascimento economico della Capitale
questo aprico quartiere fondato oggi XVIII Febbraio MCMXX” – Incisione su targa in Piazza Brin del 1920.

Nel 1927 l’Istituto case popolari iniziò la costruzione di alloggi collettivi, su di un impianto urbanistico di espansione redatto da Giovannoni e Piacentini, e ispirati formalmente alla unitè d’habitation con servizi in comune e attrezzature collettive, in cui vennero trasferiti i primi sfattati dalle demolizioni e sventramenti del centro storico, da Largo Argentina a Via Barberini. Su questa linea l’espansione della città venne polarizzata a Sud attraverso Garbatella con edificazioni isolate e caratterizzate da una disposizione libera delle palazzine ed edifici a corte che portarono allo sviluppo di una nuova rete di infrastrutture primarie e di mezzi pubblici per far fronte al nuovo fenomeno del pendolarismo. Gli anni a seguire videro la costruzione di nuove abitazioni affiancate da una più consapevole coscienza edilizia, integrando il quartiere di servizi pubblici come municipio e ufficio postale, con le strutture adibite all’istruzione e allo svago.

L’espansione edilizia si interruppe durante il secondo conflitto mondiale e, al termine della guerra, la profonda crisi romana, lasciò i quartieri periferici abbandonati alle loro necessità. Dal 1940 la riapertura delle fabbriche e delle attività produttive del rione Testaccio e dei nuovi insediamenti industriali situati sulla Via Cristofolo Colombo, riattivarono il processo insediativo del quartiere Garbatella che portò alla creazione di una comunità operaia solida e unita di cui oggi conosciamo le tracce nelle nuove generazioni. Gli interventi di rigenerazione furono numerosi e l’attività delle associazioni della Garbatella furono essenziali per la custodia di questa identità di quartiere romana. Tra le principali attività collettive ci fu la creazione dei primi orti urbani, dove famiglie e gruppi coltivavano ortaggi e frutta senza prodotti chimici nel pieno centro del quartiere.

Ma se i mariti erano operai troppo impegnati con il lavoro, le vere audaci cittadine del rione erano le donne, raccontate oggi nella mostra “Garbatella Images“, che vivevano a pieno le potenzialità del quartiere come se fosse un paese nella città. Lo sviluppo urbano contemporaneo arrivò con l’attivazione della fermata metro e delle attività culturali svolte nel teatro Palladium e nella biblioteca Moby Dick inaugurata negli anni ’90, ma un ulteriore boom rigenerativo ci fu con l’apertura delle facoltà dell’università Roma Tre, che scelse proprio questo settore urbano per costruire l’ateneo moderno della capitale.

Oggi con i suoi 100 anni di storia la Garbatella vive un momento di grande attività interculturale, e per festeggiare l’anniversario della sua nascita offre una successione di eventi e attività per i cittadini: discussioni, talk, mostre ed eventi in piazzi di cui riportiamo il programma di seguito.

Un settore della Roma moderna che nonostante le successioni storiche e gli innumerevoli eventi ha mantenuto l’essenza di familiarità e audacia di una popolazione che attraverso l’architettura e il lavoro ha superato gli anni con estrema innovazione senza abbandonare l’autenticità che la caratterizza.

Una foto raccolta nella mostra “Garbatella Images”. Credits ©10b Photography

Programma degli eventi:

18 febbraio

Ore 10:30 Cerimonia istituzionale a piazza Brin con la banda dei vigili e i bambini delle scuole. Oltre alla piazza, dove è stata posata la prima pietra del quartiere, gli alunni animeranno i diversi punti del municipio con un flash mob che richiamerà i simboli del centenario (cuore e 100).
Ore 19: al Teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano, concerto gratuito dell’Orchestra di Piazza Vittorio.

21-23 febbraio

Dopo il tramonto: video mapping multimediale di Daniele Spanò, in piazza Bartolomeo Romano.

Sabato 22

Notte bianca dei negozi, con artisti di strada e mostre fotografiche aperte fino alle 24.

Domenica 23

Mattina: sfilata di carnevale.
Ore 14: concerto in piazza Sauli, nel cuore del quartiere

Rione Garbatella Roma. Credits ©Diego Sanna

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