Bernard Tschumi nasce a Losanna il 25 Gennaio 1944. Ha studiato a Parigi e al Politecnico federale ETH di Zurigo, dove si è laureato nel 1969. Ha insegnato presso prestigiose scuole quali l’Architectural Association di Londra (1970-79), l’Institute for architecture and urban studies di New York (1976), la Princeton University (1976 e 1980) e la Cooper Union (1981-83) a NewYork.

Nel 1983 ha fondato lo studio Bernard Tschumi Architects con sedi a New York e Parigi; da allora, sviluppando un linguaggio spesso ispirato al costruttivismo russo e reso attuale attraverso personali interpretazioni di tematiche vicine alla contemporaneità, è diventato uno dei punti di riferimento dell’architettura internazionale.

Aggiudicandosi il concorso per il Parc de la Villette a Parigi (1982-98), l’architetto ha realizzato il più esteso complesso architettonico decostruzionista, capolavoro della poetica dei layer.

“Manhattan-Transcripts n.3”.© Bernard Tschumi Architects

Questo “parco urbano per il XXI secolo” si basa su di un programma complesso di strutture culturali e di intrattenimento. La Villette potrebbe essere concepita come uno degli edifici più grandi mai costruiti, un organismo discontinuo ma con un’unica struttura, tuttavia, si sovrappongono caratteristiche esistenti del sito utilizzate per articolare nuove attività. Si oppone il concetto urbanistico di Olmsted, diffusa nel corso del XIX secolo, secondo la quale”nel parco, la città non dovrebbe esistere“.

Il parco de la Villette, realizzato anche in collaborazione con Derrida, rappresenta il manifesto programmatico della decostruzione architettonica, che vede l’architetto e il filosofo schierati l’uno affianco all’altro per definire le regole generali e i flussi generatori. Non si avrà più una forma pura e cristallizzata, bensì dei punti rossi chiamati Folies, i quali costituiscono una serie dissociata di “cellule generatrici”, le cui trasformazioni non sono circoscrivibili.

Viste dei Folies © Bernard Tschumi Architects

L’opera di Tschumi viene definita da Derrida come: un’architettura dell’evento, che come proprio la decostruzione accade; le Folies decostruiscono lo spazio, ma non portano ad un grado zero di scrittura architettonica, priva di utilità e abitabilità. Oltre alle Folies, di carattere puntuale, l’architetto baserà il suo progetto su altri due strati, le linee e le superfici.

Assonometria esplosa: linee – punti – superfici © Bernard Tschumi Architects

Il sistema delle linee è destinato invece alla circolazione ed individuato attraverso due assi rettilinei e ortogonali tra loro, sottolineati da pensiline ondulate, che si intersecano e congiungono i punti estremi di accesso al parco. A questi si aggiunge la Promenade Cinématique, un percorso sinuoso, che si articola attraverso numerosi episodi consecutivi come le sequenze di una pellicola cinematografica. Il sistema delle superfici si forma invece dallo spazio di risulta dovuto all’intersezione dei diversi percorsi ed è costituito da grandi estensioni destinate a prato.

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