A conclusione della precedente trattazione sugli obelischi di Roma presentiamo gli ultimi otto secondo l’ordine cronologico dell’innalzamento.

 

6 – Obelisco Flaminio

L’obelisco venne cavato dai monti di Assuan dal faraone Seti I (1304 a.C. circa) e dal figlio Ramesse II, il quale lo innalzò davanti al tempio del Sole a Heliopolis. Fu il primo obelisco a essere trasportato a Roma, spostamento voluto da Augusto nel 10 a.C per festeggiare la vittoria sull’Egitto tolemaico; posto nella spina del circo Massimo, venne abbattuto dal re goto Totila insieme agli altri elementi presenti nell’arena. I goti “scantonarono” i pezzi del monolito onde evitare che i romani potessero riergerlo.

Ritrovato sotto Sisto V Peretti (1585-1590) nel febbraio del 1587, per sistemare i pezzi mancanti e per costruire un nuovo basamento il papa decise di demolire quello che rimaneva del Settizonio, la facciata monumentale di un ninfeo fatto realizzare dall’imperatore Settimio Severo nel 203 ai piedi del colle Palatino, verso il circo massimo.

L’architetto Domenico Fontana (1543-1607) collocò l’obelisco in piazza del Popolo e il 25 marzo del 1589 il papa lo consacrò.

Piazza del popolo con nel mezzo l’obelisco. Credits@10cose.it

Obelisco Flaminio. Credits@static.panoramio.com

Ricollocazione: 1589

Altezza: 23,91 m (36,45 m con il basamento)

Trattamento superficie: estesi geroglifici

Posizione: piazza del Popolo

 

7 – Obelisco Agonale

Chiamato Agonale o Pamphilj in onore del papa che lo trasportò in piazza Navona, Innocenzo X Pamphilj (1644-55), l’obelisco venne trasportato nella Capitale all’imperatore Domiziano per ornare il tempio di Iside e Serapide in campo Marzio, originariamente posto accanto agli attuali obelischi Macuteo e Capitolino. I geroglifici che decorano le quattro facce non sono nilotici ma romani, fatti scolpire in onore dello stesso imperatore flavio, chiamato il “Signore delle due terre”.

L’imperatore Massenzio nel 309 lo trasportò sulla spina centrale del circo a lui dedicato sulla via Appia, dove rimase fino a che non venne trovato spezzato in cinque frammenti; dissepolto e traslato a piazza Navona dall’architetto Francesco Borromini (1599-1667), venne innalzato al centro della fontana dei quattro fiumi progettata da Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) nell’agosto del 1649. I lavori si protrassero fino al 1651, quando venne posta una colomba araldica bronzea sulla sommità; la scultura è alta 1,70 m e quindi con un’altezza complessiva dell’opera di 30,17 m.

Piazza Navona con nel centro l’obelisco Agonale posto sulla “fontana dei quattro fiumi” di Gian Lorenzo Bernini. Credits@Luciobove

Obelisco Angonale. Credits@wikimedia.org

Ricollocazione: 1651

Altezza: 16,55 m (30,17 m con il basamento)

Trattamento superficie: estesi geroglifici

Posizione: piazza Navona

 

8 – Obelisco Minerveo

Proveniente dalla città di Sais, dove venne innalzato intorno al 580 a.C. dal faraone Haaibra Wahibra (in greco, Aprie), l’obelisco andò ad ornare il tempio di Iside e Osiride a Roma facendo da pendant a quello che oggi si trova a Urbino, in piazza Rinascimento.

Il ritrovamento avvenne intorno al 1656 sotto Alessandro VII Chigi (1655-1667) durante i lavori di ampliamento del convento della Minerva, edificio sorto sulle rovine del tempio dedicato prima alle due divinità del pantheon egizio e successivamente alla romana Minerva Chalcidica.

Il papa ne ordinò l’erezione di fronte alla Basilica di Santa Maria affidando il progetto a Gian Lorenzo Bernini. L’obelisco si erge sulla groppa di un elefante munito di una lunga gualdrappa, disegnato dall’artista favorito del papa ma scolpito da Ercole Ferrata (1610-1686). Alessandro VII chiese anche di incidere questa iscrizione sul plinto di base

SAPIENTIS AEGYPTI | INSCULPTAS OBELISCO FIGURAS | AB ELEPHANTO | BELLURAM FORTISSIMA | GESTARI QUISQUIS HIC VIDES | DOCUMENTUM INTELLIGE | ROBUSTAE MENTIS ESSE | SOLIDAM SAPIENTIAM SUSTINERE

“Chiunque tu sia che vedi nell’obelisco le figure scolpite dal sapiente Egitto sostenute dall’elefante, il più forte degli animali, sappi che è proprio di una robusta mente alimentare una solida sapienza”.

Obelisco Minerveo posto davanti alla basilica di Santa Maria sopra Minerva. Credits@arteworld.it

Obelisco Minerveo, dettaglio dell’elefante. Credits@aletes.it

Ricollocazione: 1667

Altezza: 5,47 m (12,69 m con il basamento)

Trattamento superficie: geroglifici

Posizione: piazza della Minerva

 

9 – Obelisco del Quirinale

L’obelisco del Quirinale fu portato a Roma da Augusto insieme al gemello che oggi troviamo all’Esquilino , entrambi posti all’ingresso del suo mausoleo. Abbattuto dalla furia dei Goti, fu rinvenuto nel 1549 da Monsignor Francesco Soderini, proprietario del terreno e autore dell’omonimo giardino che pose in cima all’antico mausoleo romano. Sotterrato forse dallo stesso Soderini non avendo trovato una degna collocazione, il monolito fu dimenticano per altri 150 anni finchè non venne ritrovato casualmente nel 1781 durante dei lavori di scavo; venne posizionato in mezzo ai due Dioscuri a piazza di Montecavallo, attuale piazza del Quirinale, da Pio VI Braschi (1775-1799) nel 1786, su progetto di Giovanni Antinori (1734-1792). La fontana centrale, opera dell’architetto Raffaele Stern (1774-1820), venne aggiunta nel 1818.

Un simpatico aneddoto ci tramanda i tentativi di ricollocazione di quest’obelisco: l’architetto Antinori provò una prima volta nel 1783, fallendo clamorosamente. Il popolino iniziò ad appellarlo “Antinori, non tirai”, anagrammando il cognome, mentre la scritta che il papa aveva posto sul basamento, opus Fidiae, divenne il pretesto di una modifica: opus perFidiae Pii Sexti.

Piazza del Quirinale. Credtis@touringclub.it

Obelisco del Quirinale. Credits@wikimedia.org

Ricollocazione: 1786

Altezza: 14,63 m (28,94 m con il basamento)

Trattamento superficie: anepigrafo

Posizione: piazza del Quirinale

 

10 – Obelisco Sallustiano

L’origine di questo obelisco è tutt’ora ignota; i geroglifici non sono nilotici ma vennero eseguiti dagli scalpellini romani nella Capitale, copiando quelli dell’attuale obelisco Flaminio. Alcune figure riportate sulle quattro superfici sono sbagliate e altre addirittura capovolte.

Eretto probabilmente dall’imperatore Aureliano (270-275) sulla spina dell’ippodromo Sallustiano, in corrispondenza degli Horti che Caio Sallustio Crispio, amico di Giulio Cesare, fece allestire sul colle Pincio, rovinò a causa dell’incuria.

Recuperato nella vigna che per secoli appartenne agli Orsini da Pio VI, questi diede l’ordine di riergerlo davanti alla facciata della chiesa di Trinità dei Monti, al culmine dell’omonima scalinata che collega i dislivelli fra l’edificio religioso e l’odierna piazza di Spagna. I lavori , come per l’obelisco del Quirinale, furono condotti da Giovanni Antinori, aggiungendo il giglio angioino di Francia, la stella e la croce in sommità.

Obelisco Sallustiano con dietro la chiesa di Trinità dei Monti. Credits@Luciobove

Obelisco Sallustiano durante la nevicata del 26 gennaio 2018. Credits@Luciobove

Ricollocazione: 1789

Altezza: 13,91 m (30,45 m con il basamento)

Trattamento superficie: estesi geroglifici

Posizione: piazza della Trinità dei Monti

 

11 – Obelisco Campense

Eretto dal faraone Psammetico II (595-589 a.C.) a Heliopolis, l’obelisco Campense pervenne a Roma per mano di Augusto insieme a quello Flaminio nel 10 a.C. Utilizzato come gnomone solare, presentava sul pyramidion un globo bronzeo forato: l’ombra che generava insisteva su una pavimentazione marmorea, assolvendo la funzione di meridiana (solarium) in Campo Marzio. L’obelisco venne ritrovato spezzato in cinque tronconi nel 1748 sotto il pontificato di Benedetto XIV Lambertini (1740-1758), ma rimase scomposto per oltre quarant’anni nell’attuale piazza Monte Citorio, fino a che sotto Pio VI Giovanni Antinori non lo collocò nel 1792 esattamente di fronte all’allora Curia Innocenziana (o Palazzo dei Tribunali o del Governatorato di Roma), oggi sede della Camera dei deputati della Repubblica italiana.

Durante i secoli molti elementi erano venuti a mancare, quindi per poterlo rimettere in opera si prelevarono numerosi frammenti della distrutta colonna Antonina. In cima vi è posto un globo bronzeo con i simboli araldici del papa, i gigli fioriti fogliati al naturale e la brezza che gli soffia contro.

Piazza Monte Citorio. Credits@yandex.ru

Obelisco Campense. Credits@historicaleye.it

Ricollocazione: 1792

Altezza: 21,79 m (33,97 m con il basamento)

Trattamento superficie: geroglifici solo su un fronte

Posizione: piazza di Monte Citorio

 

12 – Obelisco Aureliano

L’obelisco Aureliano non è egizio, bensì una copia romana voluta dall’imperatore Adriano (117-138) affinché fosse sistemato di fronte alla tomba edificata in onore del diletto Antinoo, annegato nel Nilo in circostanze ignote nel 130. L’imperatore Elagabalo (218-222) fece traslare il monolite sulla spina del circo Variano, sua residenza suburbana, ed è proprio qui che venne trovato nel 1570; dopo varie vicissitudini, compresa una temporanea sistemazione presso palazzo Barberini, Pio VII Chiaramonti (1800-1823) incaricò l’architetto Giuseppe Marini di fare erigere l’obelisco sul Pincio nell’agosto del 1822.

Obelisco Aureliano. Credits@wikimedia.org

Ricollocazione: 1822

Altezza: 9,24 m (17,26 m con il basamento)

Trattamento superficie: estesi geroglifici

Posizione: piazza Bulgaria

 

13 – Obelisco di Dogali

Non sappiamo chi trasportò a Roma l’obelisco di Ramsete II da Heliopolis per innalzarlo nelle vicinanze del tempio di Iside: la memoria di questo monolito si perse fino a quando non venne ritrovato perfettamente conservato nel luglio del 1883 durante uno scavo archeologico dell’area di via del Beato Angelico. Si decise di utilizzarlo come fulcro di un monumento commemorativo dell’eccidio dei 584 soldati italiani morti presso Dogali durante le campagne di conquista dell’Eritrea.

Il monumento venne trasferito nel 1925 in via delle Terme di Diocleziano durante i lavori di edificazione della nuova stazione, ed è proprio qui che ancora oggi si trova: una posizione angusta che lo rende poco visibile e fruibile, tanto che quasi nessun romano o turista ne nota la presenza.

Obelisco di Dogali. Credits@ilpuntosulmistero.it

Obelisco di Dogali. Credits@i0.wp.com

Ricollocazione: 1887

Altezza: 6,24 m con il basamento

Trattamento superficie: geroglifici

Posizione: via delle Terme di Diocleziano

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