Milano, la città meneghina, famosa per i suoi caratteri contemporanei e d’avanguardia si è posizionata al 6°posto tra le 10 città più inquinate d’Italia, secondo le ricerche del 2019 fatte dalla Legambiente riguardo le polveri sottili e l’ozono.

Consapevoli di questo problema, la metropoli e i suoi cittadini, stanno facendo fronte a questa realtà in molti modi partendo per esempio dalla dimensione eco-friendly sul piano della mobilità attraverso il bike e il car-sharing. Grazie ad essi, il 58% della città utilizza i mezzi pubblici per gli spostamenti dimostrando il perfetto funzionamento del sistema di trasporto reso possibile anche da una particolare attenzione alla progettazione urbana.

Quest’ultima, veste un ruolo fondamentale nel piano strategico della città sulla ripresa dall’inquinamento. Negli ultimi anni infatti, Milano è stata investita da una progettazione e una rielaborazione della stessa in chiave green, a partire dal CityLife, il bosco verticale di Boeri, piazzale Loreto di Citterio e Vel, SeiMilano di Cucinella, il Parco-biblioteca degli Alberi, fino ad arrivare al cuore della progettazione non solo urbana, ma anche architettonica con le certificazioni LEED, il nuovo standard di eco-compatibilità architettonica.

Nello scenario 2020 post pandemico del Covid-19, la vita e il sociale stanno man mano riaffiorando e considerando le misure di sicurezza e di distanziamento ancora vigenti si prediligono gli spazi aperti e verdi. Le piazze e i parchi sono tornati a riempirsi di diverse attività, da quelle sportive e ricreative alle semplici passeggiate in compagnia. Se prima ci chiudevamo dentro gli uffici, università, scuole, locali, pub e discoteche adesso che gli accessi sono limitati e più complicati, stiamo tornando a prediligere l’esterno soprattutto in vista dell’ormai prossima stagione estiva.

Di conseguenza, per alcuni di noi, si sta verificando in qualche modo una riscoperta dell’esperienza urbana in centro e nelle periferie. Infatti, oltre ai nuovi progetti di parchi e spazi sociali, ultimati o ancora in programma, anche i landmarks urbani più datati tornano a funzionare. Tra questi, nell’hinterland nord-ovest di Milano ce ne è uno che colpisce particolarmente.

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Colle Zen

Il Parco del Portello, ex Parco industria Alfa Romeo chiamato anche il Colle Zen, è situato tra il CityLife e il Monte Stella quest’ultimo conosciuto anche come La Montagnetta di San Siro. Il Monte Stella è un colle di origine artificiale, nato inizialmente dagli accumuli dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale è stato poi trasformato dall’architetto Piero Bottoni nell’attuale Parco del Monte Stella in dedica a sua moglie Elsa Stella, diventando cosi un punto di riferimento per la città.

Il Colle Zen invece, progettato dal paesaggista statunitense Charles Jencks e realizzato dal milanese Andreas Kipar affiancato dal suo studio Land venne inaugurato nel 2011 con la funzione sia di creare una continuità visiva, spaziale e storica con il Monte Stella e la città, sia di raccontare attraverso le sue forme la storia e la vicenda del quartiere nel quale sorge.

Il parco, caratterizzato da diversi colori, forme sinusoidali e percorsi dinamici è arricchito da specchi d’acqua, varie specie arboree e impieghi di materiali che creano giochi cromatici. L’insieme degli elementi nella loro composizione, oltre a conferire la denominazione “Zen” voglio rappresentare e richiamare attraverso simboli e forme, come le spirali e le mezzelune, la vitalità dinamica delle auto Alfa Romeo.

Inoltre, il parco si articola con tre diverse sculture verdi le quali diventano protagoniste dello stesso grazie alle loro dimensioni e dinamismi. Quest’ultime, chiamate Preistoria, Storia e Presente dominano la scena del parco e sono state plasmate come tre colline o alture artificiali costruite sulla base di una serie di direttrici spaziali circolari. In particolare ad emergere però sono solo due: la prima presenta un andamento a doppia esse nelle quali delle concavità che si creano si inserisce lo specchio d’acqua del parco con l’obbiettivo di creare un’oasi lontano dai rumori della città; la seconda invece, detta anche Helix, ha una forma conica ed è caratterizzata da un doppio percorso a spirale, uno a salire e uno scendere senza incrociarsi. La sua forma non è casuale perché alla sommità ospita una scultura che rappresenta la doppia elica di DNA.

Su questa volubile morfologia di diverse quote che scandiscono il parco, si inserisce un sistema di percorsi pedonali e ciclo pedonali detto Time Walk, proprio perche attraversa i simboli e richiami storici progettati. Nonostante il parco sia localizzato nell’hinterland della città, risulta essere ben collegato con essa e grazie al suo sviluppo dettato da una geometria fluida si inserisce perfettamente nel quartiere offrendo ai cittadini ed ai visitatori un ottimo accesso alla città meneghina, fruibile, dinamica ma soprattutto verde.

 

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