Lo sviluppo della città ha acquisito nel corso del tempo un disegno e un’armonia che ne fanno un organismo unitario e riconoscibile, dotato di una sua identità e bellezza. Non è un insieme di case, ma è la casa della società e di una comunità, che pian piano si è arricchita di funzioni urbane, svincolandosi dalla sola difesa e dal concetto di luogo di scambio.
Funzioni che attraverso la storia si sono concretizzate e che ora corrispondono a luoghi specifici come le chiese, i templi, tribunali e le piazze.

Quest’ultime in particolare risalgono fin dai tempi dell’antica Grecia con il nome di Agorà, essa rappresentava il centro del potere religioso e commerciale delineando lo spirito della comunità.
Con il tempo, la piazza è diventata un’icona nella storia della progettazione urbana, dove è possibile leggere ogni sfumatura della città, dallo stile architettonico allo stile di vita dei suoi cittadini.

Piazza del Mercato di Bruges, Belgio.
Foto di Erik Tanghe da Pixabay

È stata il luogo in cui è nata l’economia, il mercato e in particolare, intorno al 1400, la ‘Borsa’ nella Piazza del Mercato a Bruges, in Belgio, dove i mercanti si riunivano per determinare il valore delle merci.
Viene definita anche come il “luogo della memoria” in quanto vi si svolgevano sentenze e processi che la portarono in seguito ad accogliere edifici e monumenti commemorativi come statue, chiese e palazzi, un esempio lo è Piazza Campo dei Fiori, a Roma. Nata da stratificazioni urbane, oggi è uno spazio di ritrovo per i cittadini ma anche uno spazio che ospita eventi e mercati dove al centro di esso è collocata la statua del filosofo e frate dominicano Giordano Bruno che fu processato e arso vivo, accusato di eresia.

Pertanto, la piazza, si è trasformata in una componente imprescindibile della città, acquisendo sempre di più la veste di teatro del sociale, il luogo dell’homo socialis, che è inevitabilmente portato a cercare l’incontro, lo scambio, la parola, in un vivere frenetico, che se non frenato, ci lacera lentamente.

Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Oggi è uno spazio che abbraccia tutti i tipi di persone, dal bambino che gioca, all’impiegato in pausa pranzo, dall’uomo ricco, al povero e al senzatetto, ma contemporaneamente, è un intervallo del costruito, uno spazio ‘vuoto’ che resiste al tempo senza il quale non è possibile leggere l’urbano, quasi come lo spazio tra lettere di una frase.

Piazza Rossa, Mosca. Foto di Michael Siebert da Pixabay

Nel caos urbano, infatti, che si erge come una fitta foresta di architetture intorno ad essa, la piazza rappresenta un punto di riferimento, un landmark, non solo per i turisti ma anche per i cittadini stessi, perché costituisce una possibilità di estraneazione dalla realtà, dalla monotonia, dove l’occhio e la mente possono spaziare e respirare.

E come l’arte, un quadro per esempio, che fa nascere delle emozioni nell’osservatore, anche l’architettura ci suggestiona alla stessa maniera, ma in modo continuo in quanto è il mondo in cui viviamo.

Piazza Navona con al centro l’obelisco Agonale. Credits©LucioBove

La piazza dunque, veste numerose funzioni, le quali, devono essere integrate con precise scelte materiche, una buona gestione degli spazi e delle aree verdi, così da raggiungere un perfetto equilibrio tra artificio e natura con alte qualità estetiche e funzionali che incrementano lo stato di benessere del cittadino, invitandolo a vivere la piazza in ogni suo elemento. L’uomo deve partecipare allo spazio, entrando in simbiosi con esso. Una simbiosi che potrebbe essere raggiunta dalla continuità di luce e ombra con il susseguirsi di alberi, dal contrasto del pieno e del vuoto dei terrazzamenti o da giochi d’acqua prodotti dalle fontane.

Piazza Gae Aulenti, Milano. Foto di robertoangaroni da Pixabay

Un esempio contemporaneo di ciò è Piazza Gae Aulenti di Milano. Progettata dall’architetto argentino Cèsar Pelli, è stata inaugurata il 7 dicembre 2012 e dedicata a Gaetana Aulenti, designer e architetta italiana. Si tratta di una piazza circolare e rialzata dal terreno di 6 metri, situata nel Centro Direzionale di Milano resa attiva anche grazie alla vicinanza con la stazione di Milano Porta Garibaldi, un flusso continuo di persone, e Corso Como.

Concepita per risollevare la funzione sociale della piazza, è in piena armonia con il contesto a partire dai grattacieli vetrati che la circondano, tra cui quello più alto d’Italia sede dell’Unicredit, fino ad arrivare alle verdi geometrie del Parco Biblioteca degli Alberi ai piedi del Bosco Verticale.
La piazza oltre ad essere un bel composto è conforme agli standard europei per efficienza energetica e sostenibilità grazie all’integrazione degli impianti fotovoltaici, e regala ai suoi visitatori una splendida vista sullo skyline di Milano.

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