Quando ci si trova a parlare di Second Home si tende, solitamente, a elogiare ciò che la compagnia è riuscita a creare in questi anni: spazi di lavoro flessibili per ciascun tipo di utenza, da singoli individui “freelance” in luoghi co-working fino a gruppi di 40 persone in veri e propri uffici in affitto; abbonamenti personalizzati permettono ai propri utenti di fruire, infatti, di diverse proposte spaziali all’interno degli edifici gestiti dalla compagnia britannica. Per soddisfare questa dinamicità, peculiarità esclusiva dell’agenzia, l’architettura che include queste attività deve andare di pari passo. Così è stato per la quarta sede londinese “London Fields” situata nella zona nord-est della metropoli londinese.

London Fields, Cano Lasso Architects, Fonte: http://www.canolasso.com

Il progetto è stato affidato alle sapienti mani dello studio madrileno Cano Lasso Architects con l’obiettivo di rendere l’edificio una nota colorata tra la moltitudine di facciate grigie presenti in zona. Per soddisfare questi requisiti lo studio spagnolo ha deciso di puntare forte su un elemento architettonico in particolare: la facciata. L‘edificio si ispira alle forme biofile e leggere dell’architetto tedesco Frei Otto, premio Pritzker 2015, noto per le sue tensostrutture, attraverso una facciata a “bolle” in ETFE, un tessuto altamente efficiente che si estende su una cornice a forma libera e che amplifica il paesaggio urbano circostante. Originariamente la facciata dell’edificio serviva come spazio educativo dagli anni ’70, mentre la parte posteriore, nota come Morley Hall, era un ex cinema e sala da ballo risalente al 1879.

London Fields, Cano Lasso Architects © Iwan Baan

Dietro la particolare facciata dell’edificio London Fields ci sono interni colorati progettati anch’essi dallo studio Cano Lasso. Al piano terra c’è una caffetteria e un’area salotto con pavimenti color mandarino e pareti in policarbonato. Area che poi si estende sul retro in un ambiente di lavoro con pareti arancioni strutturate e tavoli “volanti” a forma di anello che, grazie ad un sistema di carrucole, possono essere sollevati e riposti in nicchie circolari nel soffitto. Al primo piano si trovano una serie di scrivanie bianche sinuose separate da divisori ondulati bassi, in cui i membri possono lavorare in un’atmosfera più tranquilla che invoca più concentrazione. Anche i pannelli di sughero sospesi aiutano a regolare l’acustica riducendo i rumori ambientali.

London Fields, Cano Lasso Architects © Iwan Baan

Il secondo e il terzo piano ospitano aree di lavoro simili ad uffici che possono ospitare team fino a 40 persone. Il tema fondamentale del progetto, relativo alla progettazione biofila, oltre 500 piante e alberi a foglia verde sono stati incorporati in tutto l’edificio del London Fields, con lo scopo di favorire un ambiente di lavoro più sano e pulito. Ci sono anche un certo numero di oblò vetrati inglobati nel pavimento che “affacciano” ai livelli inferiori e finestre rotonde nelle pareti periferiche che danno forma alla facciata.

London Fields, Cano Lasso Architects © Iwan Baan

Nell’intenzione di diventare una struttura dedicata alle famiglie, l’edificio propone anche un asilo nido per i figli degli utenti di Second Home. Progettato dallo studio di architettura Kennedy Woods di Peckham, lo spazio è decorato con rilassanti tonalità di grigio chiaro, possiede uno scivolo interno e contenitori in legno a forma di casa. Sulla terrazza ricavata dal tetto dell’edificio è presente un’area giochi, completa di una pista da corsa su piccola scala e una vasca d’acqua dove i bambini possono giocare.

In un periodo storico in cui si passa, purtroppo, più tempo in ufficio che in famiglia, lavorare sentendosi a casa o comunque farlo in un ambiente confortevole è diventato di primaria importanza tra i diritti dei lavoratori e, secondo i riscontri degli utenti, la politica di Second Home e le idee attuate da Cano Lasso hanno avuto un enorme successo.

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