Nelle popolazioni asiatiche e, in questo caso particolare, in Vietnam il culto del rispetto della Terra e dell’entrare in empatia con il paesaggio circostante è fortemente radicato nella cultura popolare. È proprio qui tra le colline Thanh An Tea, una fertile regione del Vietnam centro settentrionale famosa per la produzione di tè verde, che lo studio Nguyen Khac Phuoc Architects ha assemblato 2.000 elementi modulari in legno per creare un padiglione bianco poroso per i coltivatori di tè della zona.

MODULE+, Nguyen Khac Phuoc Architects + Dang+Partners © Trieu Chien

“Module+” può essere inteso come punto di sosta e luogo di relax per agricoltori, produttori o come un attraente landmark per i turisti prima di esplorare questo paesaggio incontaminato. Con la forma unica di moduli collegati, la struttura è facilmente riconoscibile all’interno del meraviglioso dipinto scenico dato, inoltre, dal suo particolare posizionamento su un lembo di terra erbosa tra il lago e una collina di piantagione in leggera pendenza per sfruttare la vista sull’acqua e la vicinanza alla fattoria. Il padiglione deve proprio il suo nome ai 2.000 componenti a forma di croce da cui è costruito. Sulla punta di ciascun lato dei moduli sono presenti slot che consentono ai componenti di adattarsi insieme ad angoli retti. La distribuzione uniforme delle forze in tutta la struttura elimina la necessità di fissaggi e adesivi, consentendo al padiglione di essere tenuto insieme solo tramite attrito.

Ogni parete ha uno spessore di cinque componenti, risultando strutturalmente simile a un ponteggio. L’attuale struttura autoportante ha un ingombro rettangolare di sei metri quadrati ma, a causa della natura adattabile delle sue parti costitutive, è possibile aggiungere crocette di addizione per ingrandire la struttura. Può essere ampliato per diversi scopi in qualsiasi luogo, i componenti modulari significano anche che possono essere facilmente smontati e spostati in un altro sito in futuro. “Era logico spostare, sostituire, integrare o far scomparire completamente il modulo in futuro”, ha affermato lo studio. Tutte le parti del padiglione sono state prodotte vicino al sito di installazione prima di essere trasportate sull’isola in barca e assemblate da lavoratori locali.

MODULE+, Nguyen Khac Phuoc Architects + Dang+Partners © Trieu Chien

“L’edificio è facile da trasportare ovunque grazie alle ridotte dimensioni dei suoi componenti di base, poiché non ci sono metodi tecnici per la sua costruzione, è facile per i membri della comunità l’assemblaggio della struttura”, afferma NKPA, che sostiene che il coinvolgimento nel processo di costruzione non solo abilita gli utenti del padiglione ma “migliora la connessione tra le persone nella comunità“. L’idea che il modulo funzioni come un collegamento tra persone, architettura e natura rappresenta un leitmotiv che riecheggia in altri lavori dello studio NKPA. “Module+” è un progetto quindi in grado di valorizzare il territorio in cui si colloca e fortemente radicato ad esso, non solo per i materiali “autoctoni”, ma soprattutto per la forza della comunità impegnata nel processo costruttivo.