“L’idea di questo progetto nasce da alcune considerazioni che sono legate al tema delle opportunità che le zone periferiche, anche se molto vicine alla città, ci danno di un impianto urbanistico un po’ diverso dove il tema non è la densità, quindi il costruire tanto, ma costruire meglio”. Così l’architetto siciliano Cucinella introduce l’ampio progetto SeiMilano pensato insieme all’ architetto paesaggista francese, Desvignes, per la zona di Via Bisceglie, all’interno della cintura periferica sud-ovest di Milano.

Permeabilità tra edificato e verde, SeiMilano, Milano, © seimilano

Inquadramento territoriale, SeiMilano, Milano, ©seimilano.com

Con questo progetto si sottolinea l’importanza di una zona di bordo, caratteristica delle grandi città metropolitane, come quella di Bisceglie per perseguire il modello antico e forse utopico di “città giardino” che consente un forte legame tra vegetazione e costruito, che va a perdersi lì dove prevale la densità abitativa.

Modello di città giardino, SeiMilano, Milano, © seimilano.com

In un’intervista l’architetto Cucinella pone la sua riflessione su come queste zone al limite della città, nella maggior parte dei casi anche ben servite, non abbiano quell’ aspetto monumentale, che solitamente i grandi edifici tendono a conferire agli spazi urbani che occupano, ma presentino l’opportunità di disperdersi in mezzo a questo gioco tra paesaggio e architettura ritrovandosi in armonia e in simbiosi.

Il progetto è frutto della partership tra l’impresa Borio Mangiarotti e il fondo americano Varde Parterns e prevede una riqualificazione urbanistica e paesaggistica con l’intento di riconsegnare alla città un parco abitato dedicato allo sport e al tempo libero attorno al quale distribuire le varie funzioni previste che si articolano su due direttrici principali poste sui confini nord ed est dell’area lasciando intatto il sistema verde.

In particolare, l’intervento previsto nelle immediate vicinanze alla stazione della metro M1 di Bisceglie ha l’intenzione di rappresentare una nuova polarità urbana prevedendo la realizzazione di un parco, due aree per negozi e uffici, un infopoint, un centro polifunzionale (CAM – Centro Aggregativo Multifunzionale – firmato dallo studio It’s), un asilo nido e una scuola materna e 500 nuove abitazioni.

Proprio l’edificio del CAM, che presenta una maglia modulare di 9x9m e copre una superficie di circa 800 mq sarà la principale struttura attrattiva dell’intero complesso.

Costituita da due strutture complementari, l’una il negativo dell’altra, e destinate l’una ai servizi sociali del Comune di Milano e l’altra alle attività ricreative all’aperto, tendendo a consolidare ancora di più l’identità del grande parco, è considerata la porta d’ingresso a questo importante intervento di rigenerazione urbana.

Ma non solo, gli edifici sono stati progettati in modo sobrio ma allo stesso tempo sono riconoscibili all’interno del parco grazie alla loro rigorosa geometria, ponendo particolare attenzione agli aspetti di gestione e manutenzione con l’intento di dare vita a “un nuovo luogo che diventi un punto di riferimento per il quartiere ed i suoi abitanti, ed introduca al parco per chi giunge dalla città” come ha spiegato Paolo Mezzalama, uno dei fondatori di It’s.

La sostenibilità può essere considerata una delle tante parole chiave di questo progetto; in primis le facciate sono caratterizzate da pannelli prefabbricati in cemento armato che ne garantiscono la durabilità mentre per gli spazi interni è previsto l’uso di pareti mobili che assicurano uno spazio flessibile e modulabile a seconda delle esigenze con un occhio di riguardo al sistema impiantistico a vista così pensato per agevolare eventuali interventi di manutenzione.

“Il disegno del masterplan nasce dalla frammentazione dello spazio costruito per favorire la permeabilità tra parco, residenze, spazi pubblici e privati e il resto della città.”

– Mario Cucinella –

 

L’area definita marginale non viene più considerata tale nel momento in cui si sottolinea la sua importanza nell’ospitare nuovi luoghi della città contemporanea senza sostituire quelli già presenti, ma anzi, prevedendone una loro riconnessione.

Il valore del progetto architettonico rappresentato da questi interventi consiste proprio nella capacità di rimettere in circolo le relazioni che in parte sono state lasciate incompiute e che in parte necessitano di un nuovo slancio; l’architettura quindi può rappresentare l’operazione chiave di rilancio dell’area e dei suoi segmenti ancora non uniti come piste ciclabili o percorsi pedonali.

La permeabilità estremamente ricercata in questo progetto si realizza avendo ridotto le dimensioni degli edifici, che sono comunque fondamentali per costruire uno spazio urbano, e lasciando spazio alla struttura verde che ha modo di inserirsi negli edifici lasciando che il parco diventi l’elemento che tiene insieme l’intero impianto architettonico.

Il ruolo che ricopre il parco è senza dubbio quello di connessione e relazione tra la città densa e la campagna che si concretizza nella creazione di questi spazi urbani intermedi che hanno l’essenza della campagna pur essendo nel cuore di Milano.

Michel Desvigner riconosce d’altro canto l’importanza del sito, a contatto con la Pianura Padana, e sostiene che “non avrebbe senso trasformare questo territorio senza fare riferimento alla storia e alla qualità del paesaggio della Pianura Padana” andando a sottolineare come questa località possa offrire la grande opportunità di realizzare non solo un parco ma una vera e propria catena.

Desvigner e il suo studio sostengono che il parco debba riconoscersi all’interno della scala urbana di Milano e pensano di inserire filari di alberi che vadano a definire la forma del parco in contatto diretto con gli edifici del nuovo quartiere.

Questa frangia che si verrà a creare ricoprirà la sua importanza anche per i semplici usi urbani di vie, parcheggi, mercati, eventi, ecc.; ci sarà una logia unica e specifica che porterà dall’edificio al parco pubblico passando per lo spazio intorno all’edificio fino ad arrivare ai filari di alberi che delimitano il perimetro del parco pubblico.

“Questa relazione tra città densa e campagna con l’uso di questi spazi urbani intermedi che hanno l’essenza della campagna mi sembra una tematica maggiore per lo sviluppo del progetto”

– Michel Desvigne –

Ma è davvero così distante e utopico questo ideale di città giardino?

Preso visione dell’intervento da realizzare il comune di Milano, nota la presenza di numerosi parchi nelle vicinanze di Via Bisceglie, si è impegnato a completare e migliorare il sistema di piste ciclopedonali esistenti; quanto è importante il ruolo delle istituzioni di livello locale alla buona riuscita dell’intero progetto?

Con l’intento di ridurre le emissioni di anidride carbonica è stato adottato un sistema di teleriscaldamento e tele-raffrescamento in modo da dotare gli appartamenti di sistemi di domotica gestibili anche da remoto tramite applicazioni; quanto la tecnologia può essere “responsabile” delle nostre scelte future in tema di tutela e rispetto dell’ambiente?

Il parco, realizzato a stretto contatto con il Parco dei Fontanili, al suo interno è stato concepito per ospitare differenti funzioni; si parte dagli orti urbani fino ad arrivare alle aree dotate di campi sportivi liberi e attrezzature per il fitness passando per giardini pedagogici, urban gardening e agricoltura urbana connessi da due differenti aree gioco per bambini.

Come questo luogo è capace di relazionarsi con il complesso che lo circonda? E come si relaziona con altri parti di città che non presentano questa stessa organizzazione metodica degli spazi pubblici?

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