In una città come Hong Kong, nella quale la verticalità è resa estrema, lo studio Kong Von Glinow di Chicago ha reinterpretato il concetto di “spazio verticale” concependo l’idea di una torre formata a sua volta da torri modulari.
Il progetto, intitolato “Towers within a Tower“, sviluppa uno schema che cerca di risolvere un problema tipico nelle tradizionali torri residenziali, ovvero la mancanza di interazione tra i vari condomini.

Towers within a Tower, © Kwong Von Glinow Design Office

La proposta di Kwong Von Glinow, che ha vinto un concorso per la creazione di nuove tipologie abitative a Hong Kong, reinventa l’abitazione come una raccolta di spazi impilati uno sopra l’altro verticalmente piuttosto che disposti su un piano orizzontale. Ogni appartamento personalizzabile verrebbe assemblato fuori sede da una selezione di moduli, scelti in base alle esigenze dei futuri abitanti, queste unità sarebbero poi portate sul sito e impilate l’una sull’altra per formare un condominio. I moduli abitativi si possono suddividere in tre tipi: Studios (32 mq), Single Bedroom (37 mq), Family Unit (42 mq).

 

Towers within a Tower, © Kwong Von Glinow Design Office

Ciascuna di queste torri è però unica nelle proporzioni, nelle organizzazioni e nel colore, per soddisfare le diverse esigenze di famiglie e inquilini diversi. Ogni piano successivo di ciascuna unità andrebbe man mano a restringersi, facendo sì che gli appartamenti verticali assumano un aspetto a forma di piramide e aprissero lo spazio tra i piani superiori delle case. I vari spazi dell’appartamento (la camera da letto, la cucina, il soggiorno, il bagno, lo studio) abitualmente vissuti come celle in un campo orizzontale, sono invece sovrapposti uno sull’altro. Ogni appartamento diventa così una singola torre. Aggregati all’interno di una griglia strutturale di 5 metri x 5 metri, queste torri determinano uno spazio comune grazie alla loro sovrapposizione, determinando in pratica un quartiere per ogni livello. Alison Von Glinow, co-fondatore dello studio insieme a Lap Chi Kwong, sottolinea che gli spazi tra le unità sono stati aperti per promuovere la comunità tra i residenti dell’edificio. “Ci siamo resi conto che i corridoi sono spesso uno spazio inutilizzato“, ha detto. “Nella torre all’interno di una torre, i mezzi di accesso si raddoppiano come spazio per l’attività comunitaria“.

Towers within a Tower, concept del progetto, © Kwong Von Glinow Design Office

 

La disposizione piramidale delle stanze in ogni unità vivente creerebbe una rete interna di corridoi e spazi tra le case. “Queste aree possono essere usate come balconi privati ​​per i proprietari delle unità della torre, oppure possono essere usate in comune sotto forma di giardini, o luoghi dove le persone possono appendere il bucato tra le unità”, ha spiegato Von Glinow. “La gente ad Hong Kong ama stare all’aperto e ama i balconi“, ha continuato. “Questi edifici avranno luoghi in cui le persone possono semplicemente sedersi e divertirsi con i loro vicini”.

La proposta modulare è stata progettata per offrire ai residenti la flessibilità degli edifici nella progettazione delle loro case. È in pratica un progetto che garantisce una duttilità generale che si ripercuote anche negli spazi pubblici esterni, dinamici e in grado di assicurare allo stesso tempo un buon grado di privacy e socialità, aspetto ormai mancante nelle megalopoli contemporanee, oltre che una possibilità di rendere personale lo spazio della propria vita quotidiana in una realtà che sta sempre più accantonando i bisogni dell’individuo a scapito delle esigenze costruttive ed economiche.

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