Nell’attuale Hanoi, in Vietnam, tradizionalmente le persone tendono a creare piccoli punti di riferimento nelle loro case, nei quali trascorrere il tempo libero o rilassarsi. Il minimo comune denominatore di ciascuno spazio è senz’altro l’utilizzo dell’acqua, da sempre elemento fondamentale nella cultura vietnamita. Inoltre, l’utilizzo di contaminanti vegetali in città sta spingendo ormai ogni famiglia a piantare da sé il proprio orto personale, per lo più seguendo metodi spontanei, senza una pianificazione strategica o estetica architettonica. Vengono utilizzate principalmente cassette di schiuma vegetale, collocate in uno spazio ristretto della casa o all’aria aperta. Da questo “movimento culturale spontaneo” prende corpo l’idea dello studio di architettura Farming Architects: uno spazio ibrido e multifunzionale, in grado di “tradurre” la distintiva visione che guida l’attività dello studio: “Andare oltre la definizione tradizionale di architettura, sperimentando nuovi metodi di lavoro che coprono i confini tra architettura, arte e sfera pubblica“.

Vac Library, Farming Architects © Thai Thach, Viet Dung An

Il nome del progetto, acronimo delle parole vietnamite Vườn (giardino), Ao (stagno) e Chuồng (gabbia), fornisce una prima indicazione sulla natura del progetto, nel quale acquisiscono forma unitaria e compiuta quei famosi punti di riferimento presenti in molte case di Hanoi. Dal punto di vista architettonico, VAC Library si configura come una struttura a griglia di legno modulare, sormontata da un tetto di pannelli solari. La caratteristica principale del progetto è il sistema chiamato Aquaponics, che combina l’acquacoltura convenzionale (allevamento di animali acquatici) con l’idroponica (coltivazione di piante in acqua) in un ambiente simbiotico, utilizzando l’acqua circolante da uno stagno per fornire sostanze nutritive alle piante. L’acqua, inoltre, viene purificata dalle piante stesse e fornita così all’acquario.

 

Vac Library, Concept sketch, Farming Architects © Thai Thach, Viet Dung An

Il sistema è stato progettato pensando al risparmio energetico, utilizzando l’energia rinnovabile (con il trasferimento di energia solare) e un numero ridotto di pompe facendo fluire l’acqua in modo naturale il più possibile verso il basso. Inoltre, viene fornita anche l’elettricità per l’illuminazione e le pompe, grazie all’utilizzo dei pannelli solari sul tetto.

Vac Library, Funzionamento tecnologico, Farming Architects © Thai Thach, Viet Dung An

Lo spazio in cui si articolano le attività di socializzazione dispone di una serie di volumi in cemento collocati a diverse altezze e di dimensioni eterogenee. Questi ultimi possono diventare sedute da utilizzare per leggere i volumi in consultazione oppure offrono utili piani d’appoggio; in altri casi, “incastrate” tra le travi in legno, sono stati posizionati dei volumi cavi, utilizzabili come fioriere per la coltivazione di ortaggi e verdure, come scaffalature per l’esposizione di libri e riviste per bambini o come pareti da scalare e da esplorare. Insomma il progetto di Farming Architects è un’architettura effimera, visitabile, toccabile ed esplorabile: un “tempio” a misura di bambino che ne esalta e ne accresce la curiosità sensibile: dove lo scopo, oltre ad essere una piccola biblioteca al servizio della comunità, è quello di far conoscere a bambini e curiosi il funzionamento degli ecosistemi autosufficienti.

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