Nel 1988 la Regione Lazio istituì un’area protetta di 3.400 ettari all’interno dei territori comunali di Roma, Ciampino e Marino: nacque il Parco regionale dell’Appia antica, un “cuneo verde” fra il centro di Roma e i Colli Albani, importante per le sue valenze paesistiche, storiche e archeologiche.

Partendo da porta S. Sebastiano e dall’arco di Druso – passando per la chiesa del Domine Quo Vadis, le catacombe di S. Callisto e di S. Sebastiano, il mausoleo di Cecilia Metella e il circo di Massenzio – il percorso culmina nel sepolcro di Torre Secchi: 15 km lineari, puntanti da 30 emergenze che vanno dall’epoca antica fino all’Alto Medioevo.

Parco regionale dell’Appia antica. Credits@parcoappiaantica.it

La villa dei Quintili, situata al quinto miglio della via Appia antica, fu edificata dai fratelli Cordianus et Maximus Quintilii nella prima metà del II sec d.C., famosi “per cultura, abilità militari, per l’accordo fraterno e la ricchezza”, come attestano gli scritti di Cassio Dione e Filostrato: occuparono svariate cariche pubbliche, all’interno delle quali non si separarono mai, fintanto che a turno l’uno era assistente dell’altro. Entrambi consoli nel 151 d.C., ricoprirono numerosi incarichi in Grecia e in Asia.

Pianta della villa dei Quintili. Credits@LucioBove

Divenuto imperatore Commodo, tutta la famiglia dei Quintili venne sterminata nel 183, ingiustamente accusata di aver premeditato una congiura contro di lui: la villa, trasformata in residenza imperiale, venne ampliata e restò immutata fino all’epoca tardo-antica. Le prime notizie riguardanti il suo ritrovamento si hanno con gli scavi compiuti sotto papa Pio VI Braschi a fine ‘700, volti però al solo recupero di opere d’arte e alla spoliazione di materiale lapideo prezioso, primi fra tutti i marmi antichi: uniche fonti documentarie di quel periodo sono le stampe di Piranesi, Rossini e Labruzzi, disegni che testimoniano lo stato di fatto dell’area fra il Settecento e l’inizio dell’Ottocento.

All’ingresso dell’area archeologica lungo la via Appia nuova è allestito un Antiquarium con i reperti trovati durante gli scavi effettuati dagli anni ’80 ad oggi: figurano alcuni capitelli, bassorilievi, lacerti di tubature in piombo e alcune sculture a tutto tondo, fra le quali spicca Zeus Bronton (tonante) seduto in trono; questa specifica versione del dio greco, venerato in Asia Minore, ha reso ragionevole l’ipotesi che alcuni immigrati, probabilmente contadini al servizio dei Quintili, abbiano portato con sé il culto e la devotio alla divinità d’oriente.

Antiquarium. Credits@archeotrip.altervista.org

Percorrendo il lieve declivio della colata lavica sopra la quale fu costruita la villa, si incontra il settore residenziale privato, adiacente al quale si snoda quello di rappresentanza: tutte le pareti erano rivestite di un prezioso opus sectile policromo, dove le grandi specchiature delimitate da marmi scuri lasciavano al proprio interno spazio a quadrati e a rombi più chiari. Mosaici monocromi geometrici e pareti affrescate con il secondo stile pompeiano rivestono altri vani di rappresentanza, ambienti nei quali gli opulenti proprietari ricevevano e intrattenevano gli ospiti.

Opus sectile dei vani di rappresentanza. Credits@LucioBove

Mosaico dei vani di rappresentanza. Credits@LucioBove

Una serie di cortili porticati separano la zona residenziale dalle grandi terme, all’interno delle quali sono riconoscibili i tre principali ambienti: frigidarium, tepidarium e calidarium.

Il frigidariuè un grande vano rettangolare delimitato da una esedra semicircolare, costituito da due colonne per lato (se ne conservano solo due fusti, mentre delle altre sei sono rimasti unicamente i plinti) e un pavimento in opus sectile a riquadri e rombi di marmo giallo antico e cipollino verde.

Frigidarium. Credits@LucioBove

Impotente è il calidarium, al cui interno l’intera superficie è occupata da una grande vasca rettangolare: a causa delle pesanti spoliazioni subite nel corso dei secoli, di questa non ci rimane che l’impronta del sottofondo e delle gradinate per immergersi.

Il sistema di adduzione dell’acqua avveniva mediante due principali cisterne, mentre il riscaldamento degli ambienti è simile a quello trovato in altre terme antiche, da quelle Stabiane e Suburbane di Pompei fino ai grandi complessi termali imperiali della vicina Roma: l’aria riscaldata nei forni (praefurnia), sistemati nei locali sotterranei, circolava nell’intercapedine realizzata mediante pile di mattoni sovrapposti (suspensurae) sotto il pavimento. Altri elementi laterizi impilati lungo le pareti (tubuli) permetteva la circolazione dell’aria calda anche in verticale, fino alla fuoriuscita sommitale con camini sistemati sul tetto.

Spostandosi verso la via Appia antica si costeggia l’acquedotto che serviva il cosiddetto Grande Ninfeo, dove i giochi d’acqua e il finto criptoportico allietavano i fratelli Quintili e i loro ospiti durante le passeggiate compiute intorno alla villa.

Grande Ninfeo. Credits@LucioBove

La massiccia presenza delle “nude” strutture murarie e la sapiente composizione planimetrica degli spazi fanno dell’intero complesso uno dei più importanti siti romani giunti sino a noi.

Luogo

Via Appia Nuova, 1092, Roma

Orari

Aperto tutti i giorni. Chiuso il lunedì. Lunedì di Pasquetta aperto.
Orario di apertura: 9.00

• dall’ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30;

• dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00;

• dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30;

• dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.30 con uscita 19.30;

• dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00;

• dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30.

Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.

 Biglietti

Biglietto integrato giornaliero comprendente Mausoleo di Cecilia Metella e Villa dei Quintili/S. Maria Nova

Intero € 5,00.
Ridotto € 2,50 per i cittadini UE tra i 18 e i 25 anni e docenti UE
Gratuito: cittadini UE sotto i 18 anni

LA MIA APPIA card  (abbonamento personale annuale per ingresso a Mausoleo di Cecilia Metella e Villa dei Quintili/Santa Maria Nova): € 10,00