Tutti ci ricordiamo esattamente cosa stavamo facendo l’11 settembre 2001. I ricordi di quegli attimi sono rimasti scolpiti nelle nostre menti e diciannove anni dopo il dolore è sempre lo stesso. Una ferita a cuore aperto che non si è ancora rimarginata.

Da quel giorno il mondo che conoscevamo non è stato più lo stesso. Negli anni seguenti i voli aerei hanno subito modifiche rigidissime alle regole e ai protocolli di sicurezza, la paura del terrorismo e della violenza irrazionale ha iniziato a impossessarsi delle nostre vite, mentre l’odio religioso e culturale lasciava dietro di sé una scia sangue e terrore in tutto l’Occidente.

Gli effetti di quello che è passato alla storia come uno degli attentati più gravi dell’età contemporanea si sentono ancora oggi e hanno avuto ricadute su tutti i settori della società. Anche l’arte e la cultura sono state investite dal dolore e dagli interrogativi scaturiti da quel terribile attacco al cuore degli Stati Uniti. Per anni artisti, intellettuali e creativi hanno cercato di restituire, con mezzi e linguaggi diversi, la tragicità di quel giorno, e di rielaborare in modo personale i momenti più drammatici.

Abbiamo scelto alcune delle opere, fotografie e architetture che meglio rappresentano le emozioni e i sentimenti legati a quei tragici avvenimenti, dalla disperazione alla rinascita.

 

Steve McCurry – Le Torri Gemelle, World Trade Center, la mattina dell’11 settembre 2001, New York, USA

Forse il fotografo più conosciuto del mondo, anche McCurry è riuscito a immortalare in diretta l’attimo appena seguente al momento in cui le Torri Gemelle vengono colpite da due aerei di linea dirottati dai terroristi. Quelle stesse immagini faranno il giro del mondo in pochi minuti e resteranno per sempre impresse nella memoria collettiva.

Steve McCurry - Le Torri Gemelle, World Trade Center, la mattina dell'11 settembre 2001, New York, USA

 

Richard Drew, Falling man (2001)

La fotografia diventata poi il simbolo dell’11 settembre: un uomo che cade in modo scomposto, quasi tuffandosi nel vuoto, mentre le Torri vanno in fiamme e si sgretolano davanti agli occhi esterrefatti dei presenti. Richard Drew, fotografo dell’agenzia Associated Press, scattò una dopo l’altra una serie di foto a tutte quelle persone che si buttavano giù dalle torri saltando nel vuoto.

Quella serie, intitolata “Falling men“, nel corso del tempo è stata oggetto di aspri dibattiti, censure e attacchi da parte dei famigliari delle vittime lì ritratte e dell’opinione pubblica. Il dolore e l’orrore che proviamo di fronte ad una scena di tale drammaticità hanno spinto molte persone a denunciare come “voyeuristico” e “irrispettoso” questo servizio fotografico, mentre altri negano lodato la tragica verità che rappresenta e il valore di documento storico che esso incarna. Diciannove anni dopo queste immagini continuano a stupirci e a tormentarci.

SEVENTH IN A SERIES OF ELEVEN– A person falls from the north tower of New York’s World Trade Center Tuesday Sept. 11, 2001after terrorists crashed two hijacked airliners into the World Trade Center and brought down the twin 110-story towers. (AP Photo/Richard Drew)

Cesare Viel, Thank you Emily (2002)

Basandosi proprio sulla foto-simbolo di questa tragedia, l’artista italiano Cesare Viel, l’anno successivo ha deciso di ridisegnare a mano la stessa scena, aggiungendo alla grafica una citazione della poetessa americana Emily Dickinson.

Cesare Viel, Thank you Emily, 2002

G. Richter, September September (2012)

Non solo foto e illustrazioni, ma anche opere astratte. È il caso di Gerhard Richter: nel 2005 l’artista tedesco realizza una serie di immagini astratte ispirate all’attentato terroristico. Partendo da una base fotografica che immortala il crollo della prima Torre e il fumo che si sprigiona dall’impatto, l’artista ne distrugge l’immagine dimostrando l’impossibilità di esprimere figurativamente il proprio dolore.

G. Richter, September September, exposé au centre Pompidou (août 2012)

G. Richter, September September, exposé au centre Pompidou (août 2012). Fonte: httpcoquelicoquillages.blogspot.com

Il One World Trade Center e l’Oculus di Calatrava

A seguito del crollo delle due torri, fu necessario più di un anno e mezzo per ripulire l’intera area dall’acciaio e dal calcestruzzo sprigionati dal collasso degli edifici. A riempiere l’enorme vuoto venutosi a creare, si trova oggi il 9/11 Memorial, inaugurato a dieci anni dall’attentato, e il One World Trade Center. Il complesso architettonico che porta questo nome è stato realizzato dall’archistar Daniel Libeskind e comprende sei edifici, fra cui spicca  il grattacielo omonimo (anche noto come Freedom Tower) coronato da una lunga antenna. Con i suoi 541 metri d’altezza (inclusa l’antenna) si tratta del grattacielo più alto dell’Emisfero Occidentale e comprende ben 69 piani di uffici, ristoranti e un osservatorio sulla cima.

One World Trade Center

Oltre agli edifici, durante il corso degli anni sempre nella stessa area è stata costruita una stazione di interscambio che va sotto il nome di World Trade Center Transportation Hub, conosciuta anche come “Oculus”. La struttura è stata realizzata da un altro grande architetto di fama mondiale, Santiago Calatrava, ed è stata inagurata il 3 marzo 2016.

Dopo ben dodici anni di lavori e un aumento vertiginoso dei costi (4 miliardi di dollari, il doppio rispetto alle spese previste) ha aperto questo enorme spazio costituito da una struttura con due grandi ali di acciaio alta circa 50 metri da terra e con una parte interrata. L’Oculus rappresenta il perno di questa complessa struttura,  con una grande sala centrale molto luminosa rivestita da un pavimento in marmo bianco e vari livelli che ospitano un centro commerciale di circa 21 mila metri quadrati. Un’opera mastodontica che lascia a bocca aperta tutti i visitatori: ne sono una prova le migliaia di foto postate ogni giorno sui social con l’hashtag #Oculus o taggate sul luogo.

 

Tribute in Light, New York

Infine, il Tribute in Light: un’installazione artistica realizzata in ricordo degli attentati dell’11 settembre. È composta da 88 fari da ricerca, posizionati nei pressi del sito dove sorgeva il vecchio World Trade Center, che proiettano verso il cielo due gigantesche colonne verticali di luce, a simulare la presenza delle due Torri crollate a seguito degli attacchi aerei. Progettato inizialmente come un’installazione temporanea dall’11 marzo al 14 aprile 2002 per il primo anniversario della strage, alla fine fu riproposto nel 2003 e da quel momento viene regolarmente acceso nella notte dell’11 settembre di ogni anno.

Un simbolo di speranza e di cordoglio, una ferita luminosa nel cielo della Grande Mela, per non dimenticare le quasi 3.000 vittime innocenti di una strage simbolo dell’odio e della cieca irrazionalità umana.

Tribute in Light NYC

Fonte: metro.co.uk / Getty Images

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